Pubblico impiego, i sindacati a Fugatti: ''Non c'è la reale volontà di rinnovare il contratto e si continua con la demagogia. La mobilitazione continua''
Un'apertura alla trattativa per il rinnovo del contratto di lavoro del pubblico impiego considerata dalle parti sociali solo di facciata, un voltafaccia rispetto alle dichiarazioni all’indomani della grande manifestazione del 26 ottobre. Le 8 Federazioni sindacali pronte a scendere nuovamente in piazza per manifestare contro la Provincia

TRENTO. "Il presidente Fugatti dà i numeri e rappresenta una realtà che non c’è". A dirlo Fp Cgil, Flc Cgil, Cisl Fp, Cisl scuola, Uil Fpl Sanità, Fenalt, Nursing up e Satos.
Un'apertura alla trattativa per il rinnovo del contratto di lavoro del pubblico impiego considerata dalle parti sociali solo di facciata, un voltafaccia rispetto alle dichiarazioni all’indomani della grande manifestazione del 26 ottobre.
"Le risorse inserite a regime 2022 e 2024 sono la certificazione che non c'è la volontà di rinnovare il contratto 2019/2021, coperto unicamente dalla 'mancetta' legata all’una tantum che negli anni mancando un contratto andrà a 'pesare' sull'anzianità. Il presidente Fugatti dovrebbe spiegare correttamente ai trentini cosa intende quando dice di aver previsto nella manovra di bilancio il rinnovo dei contratti pubblici: in realtà salta il triennio 2019/2021 perché le risorse – peraltro insufficienti e offensive per rispondere ai reali fabbisogni del comparto – riguardano il triennio 2022/2024. E questo, lo diciamo fino alla nausea, è un unicum nel Paese e nel confronto col vicino Alto Adige dove i contratti sono stati rinnovati o si stanno rinnovando per il triennio 20/21 al 4,07% e con risorse aggiuntive per la valorizzazione professionale: questo dovrebbe dire".
I segretari Luigi Diaspro (Fp Cgil) e Cinzia Mazzacca (Flc Cgil), Giuseppe Pallanch (Cisl Fp) e Stefania Galli (Cisl Scuola), Giuseppe Varagone (Uil Sanità), Maurizio Valentinotti (Fenalt), Cesare Hoffer (Nursing Up) e Ennio Montefusco (Satos) evidenziano che la Pat non è intenzionata a rispettare i patti.
"Registriamo ancora una volta che questa Giunta con la consueta demagogia tenta di contrapporre i lavoratori pubblici e privati, indicando alla pubblica opinione un bersaglio, in questo caso i privilegiati pubblici, col Presidente che recita accuratamente la parte del sostenitore dei lavoratori ma nei fatti non c'è nulla per i lavoratori, né pubblici né privati, che devono affrontare senza alcun paracadute un aumento generalizzato dei prezzi al consumo, ma c’è tantissimo per i titolari delle imprese e settori di stretto riferimento".
Da qui la decisione delle otto federazioni sindacali di proseguire le manifestazioni e le mobilitazioni. "Solo parole e la Pat prosegue nel gioco delle tre carte per una narrazione a cui nessuno crede, nemmeno i suoi accoliti che ci chiamano prendendo le distanze da questa politica miserrima".


















