Il Centro sociale Bruno festeggia 16 anni di lotte (FOTO): “Abbiamo scelto di restare e rispondere alle nuove sfide di un vento nero che sta soffiando sempre più forte”
Per celebrare il proprio compleanno al Centro sociale Bruno si terrà una ricca rassegna di eventi: “Festeggiamo non come un punto di arrivo ma con la stessa e immutata convinzione che la libertà è una conquista che si ottiene solo con la lotta quotidiana”

TRENTO. Il Centro Sociale Bruno festeggia i 16 anni di attività. Era il 10 ottobre 2006 quando nell’area ex Zuffo, decine di persone occuparono un edificio abbandonato. Quello era solo uno dei tanti edifici del capoluogo lasciati a marcire ma ben presto il volto della struttura venne trasformato, passando alla storia come la prima di una serie di occupazioni legate agli attivisti del Centro Sociale Bruno.
L’orso come immagine e come nome, Bruno infatti era l’esemplare (anche noto come Jj1) che venne ucciso in Baviera perché ritenuto pericoloso. “Un orso – ribadiscono gli attivisti – che come unica colpa ha avuto quella di aver varcato confini immaginari che oggi bloccano milioni di persone nel limbo della fortezza Europa”.
In mezzo ci sono state l’occupazione dell’ex studentato Mayer, fino all’ottobre 2007, e dell’ex dogana dove Omar Garcia (alias Technomurales), aveva dipinto l’iconico murales dell’orso bruno. L’ex dogana sarà il punto di riferimento della controcultura del capoluogo fino al 2013 quando i militanti faranno le valige per “trasferirsi” nell’attuale edificio di Piedicastello. Un piano alla volta gli attivisti hanno ristrutturato l’edificio che nel tempo è diventato un rifugio e un punto di riferimento per chi non ha una casa. All’interno del Centro sociale trovano spazio diverse associazioni e varie attività come “Ya Basta! Êdî bese!” e Cinemafutura, una vera e propria sala cinematografica.
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“Di acqua sotto i ponti ne è passata tanta – osservano i militanti – sgomberi, repressioni, arresti, violenze squadriste, accanimenti giudiziari, non sono mai riusciti a fermarci. Abbiamo scelto di opporci alla Provincia che da anni tenta di allontanarci da quella che abbiamo trasformato nella nostra casa comune, un pezzo di città conquistato nove anni fa e sottratto alla rendita e all’abbandono”.
Ora a 16 anni di distanza il Bruno resiste ed esiste, nonostante la lettera di sgombero che avrebbe voluto gli attivisti fuori dalla struttura entro l’8 giugno 2019. Sono già passati 3 anni. “Abbiamo scelto di restare, senza fermarci nemmeno durante la pandemia, e rispondere alle nuove sfide di un vento nero che sta soffiando sempre più forte”.
Per festeggiare il proprio compleanno al Centro sociale Bruno si terrà una ricca rassegna di eventi. “Festeggiamo – concludono gli attivisti – non come un punto di arrivo ma con la stessa e immutata convinzione che la libertà è una conquista che si ottiene solo con la lotta quotidiana”.



































