Il Cinema Modena festeggia 110 anni di storia e cinque generazioni della famiglia Lazzeri (FOTO) tra compagnie ambulanti, guerre, pellicole erotiche e i grandi kolossal
Il cinema Modena festeggia 110 anni e 25 anni come Multisala. Il traguardo raggiunto attraverso cinque generazioni della famiglia Lazzeri. Ecco la storia

TRENTO. Dal compagnie ambulanti alle guerre, dai cinema erotico ai grandi kolossal, il cinema Modena festeggia 110 anni di storia e 25 anni come Multisala. Questo il traguardo raggiunto attraverso la storia di cinque generazioni della famiglia Lazzeri, protagonista con la fondazione e la gestione di alcune delle principali sale della città di Trento con Giuseppe, Massimo e Filippo. Oltre un secolo di trasformazioni e mutazione della società tra proiezioni, mode e stili di vita, sempre con il grande schermo sullo sfondo.

"Una parte della nostra storia va, ovviamente, dedicata alle persone che hanno reso possibile tutto questo: ogni singolo operatore, cassiere e proiezionista che ha portato avanti la programmazione", commenta la famiglia Lazzeri. "Tra guerre, depressioni economiche, crisi e pandemie i nostri operatori hanno sempre affrontato periodi di difficoltà ma la passione è sempre la stessa e per questo li ringraziamo profondamente".

"Il cinema in Trentino arriva attorno al 1909 quando 'compagnie di giro' ambulanti proiettavano i film su richiesta: l'edificio del teatro Modena era un punto di riferimento e lo schermo veniva montato appositamente per l'evento". E' Giuseppe Lazzeri a raccontarci i primi passi del cinema in città. "Tra il 1912 e il 1913, iniziamo a proporre stabilmente la proiezione dei film. Poi arrivò la Prima guerra mondiale e il padiglione del teatro fu requisito dalle autorità militari austriache, che ne ricavarono un’officina per le riparazioni dei mezzi militari".
E l'edificio cambia aspetto, sorge la spettacolare struttura in ferro con copertura in legno progettata secondo i canoni estetici dell’Art Nouveau. Terminato il conflitto riprendono le proiezioni e intanto l'attività della famiglia Lazzeri si amplia con un'altra sala. Siamo nel 1939 è prende piede il cinema Vittoria, edificio progettato dall’architetto Giovanni Lorenzi, che nelle linee ricorda l’architettura dell’Art Decò: "C’era persino l’aria condizionata - dice Giuseppe - accenderla costava un occhio della testa". La ripresa dell'attività, però, ha un'altra battuta d'arresto.
Scoppia la Seconda guerra mondiale: "Furono anni duri. Venivano prodotti pochi film, soprattutto romantici e d'avventura. Nonostante le difficoltà siamo riusciti comunque a garantire le proiezioni, quel poco che consentiva il regime fascista". La censura era spietata: "Il cinema americano era proibito. Nel 1938 uscì 'Via col vento', ma fu vietato in Italia fino al 1948".
Arrivano poi gli anni '50 e in questa epoca raggiunge il successo un'altra proposta gestita da Lazzeri (in realtà negli anni '50 non era dei Lazzeri, l'abbiamo inserito solo per raccontare la storia del cinema. Possiamo non specificare nulla qui), il cinema Roma. La sala è stata recentemente premiata con il "Biglietto d'oro" per la media più alta di spettatori (il sesto per Cineworld nella sua storia tra i 4 vinti con il Cinema Roma e 2 dal Multisala Modena).

"Se devo ricordare un successo anche inaspettato fu 'Marcellino Pane e Vino' del 1955. Doveva essere proiettato per tre giorni, ma poi ebbe un successo tale che restò in programmazione per un mese intero". Dagli anni '50 agli anni '70 il Cinema Roma vive i suoi anni d’oro, estremamente popolare tra i militari e, alla fine dello stesso periodo, si afferma anche il cinema erotico. Coincidenze? Chissà, ma il genere erotico ha fatto la sua parte in questa storia.

Il cinema vive un'altra crisi negli anni '80. "Un periodo davvero difficile", prosegue Massimo Lazzeri. "Ci sono le Vhs e la televisioni, le grandi distribuzioni avevano fretta di portare i film nelle case delle persone. Ormai eravamo pronti a chiudere ma abbiamo avuto un'idea: il multisala".

E' il 18 dicembre 1997. "Un’idea che aveva pochissimi precedenti a livello nazionale". Le multisala si trovavano solo nel centro di Milano e in un caso a Vicenza". Il cambiamento funziona, scatta una nuova scintilla tra la città e il cinema con le proiezioni che proseguono senza sosta. Ma altre sfide si affacciano all'orizzonte tra il boom tecnologico e la nascita dello streaming ("Ma il cinema - evidenzia Massimo - è un altro modo di vivere un film tra cultura, socialità, emozione e condivisione collettiva"). Negli ultimi mesi invece la necessità di fronteggiare l'emergenza Covid tra lockdown, restrizioni e limitazioni. Un'altra fase di adattamento e di nuove strategie ma il cinema sul grande schermo non ha perso il suo fascino.

"Inutile nascondere che durante il Covid e la chiusura forzata abbiamo sofferto economicamente e moralmente. Abbiamo provato un vuoto e una mancanza. Ma il cinema non significa solo una proiezione. Ciò che continua a salvare il cinema è il suo carattere di socialità: ci si va con gli amici, con la famiglia, in coppia. Notiamo che gli appassionati delle moderne serie tv o dei fenomeni come i film Marvel sono tra i clienti più affezionati del cinema, autentici appassionati che vogliono condividere tra loro l’esperienza del film", conclude Lazzeri. Nonostante la pandemia, lo streaming e la crisi economica, le persone continuano a sognare le grandi storie su un grande schermo.















