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''La volontà di costruire un’organizzazione e l'ascolto delle persone sono tratti in comune'', Dolomiti Energia racconta il rapporto con Aquila Basket

L'intervista a Marco Merler, presidente e amministratore delegato di Dolomiti Energia, pubblicata nel numero di gennaio di Bskt, il magazine di Aquila Basket per raccontare il mondo bianconero

di Redazione

TRENTO. "Il basket rappresenta la capacità di fare sintesi fra vari aspetti spesso in apparente contraddizione tra di loro: gioco di squadra e qualità dei singoli giocatori, capacità atletiche e tecnica di gioco, strategia studiata a tavolino ma anche istinto del singolo giocatore e dei campioni". Così Marco Merler, presidente e amministratore delegato di Dolomiti Energia, racconta la sua passione per la pallacanestro e il rapporto del colosso trentino con Aquila Basket. "I momenti che ricordo con più entusiasmo? Non si possono certo dimenticare le due finali scudetto consecutive che sono state davvero entusiasmanti e hanno contribuito in modo determinante a far conoscere la squadra sia a livello locale che nazionale".

 

Dal parquet ai progetti che ogni giorno nascono e si sviluppano all'interno del club, Bskt è una rivista mensile che racconta le persone, i volti e le storie di Aquila Basket. Protagonista del numero di gennaio è la Dolomiti Energia.

 

Una partnership che si basa anche sui valori comuni tra le due realtà. "Certamente - spiega Merler - la volontà di costruire un’organizzazione che abbia voglia di impegnarsi tutti i giorni per fare bene il proprio lavoro, che sia quello di fare canestro o di soddisfare le richieste di un cliente, e di farlo con l’umiltà di sapere che ci sono sempre tante cose da imparare e da migliorare. Direi poi anche l’attenzione alle persone, intese sia come i propri collaboratori, ma anche tutta la comunità in cui si opera.

 

L'intervista al presidente e amministratore delegato di Dolomiti Energia spa Marco Merler.

 

Cosa rappresenta per Lei il basket? Quali sono gli aspetti che la catturano di questi sport?

Il basket rappresenta la capacità di fare sintesi fra vari aspetti spesso in apparente contraddizione tra di loro: gioco di squadra e qualità dei singoli giocatori, capacità atletiche e tecnica di gioco, strategia studiata a tavolino ma anche istinto del singolo giocatore e dei campioni. Dal mio punto di vista è uno sport avvincente e bello da seguire perché lo spettacolo è molto variegato, non ci sono praticamente pause ed è sempre molto dinamico. É una sorpresa continua in pochi minuti può sempre cambiare tutto e fino all’ultimo anche le partite che sembrano vinte si possono perdere e viceversa.

 

Come nasce il connubio tra Dolomiti Energia e Aquila?

Direi prima di tutto dall’incontro di alcune persone che non si conoscevano ma che hanno condiviso un’idea di una iniziativa del territorio e per il territorio e quindi è nato il progetto. Dolomiti Energia era in una fase di espansione, e avevamo intuito la possibilità di far conoscere e rafforzare la presenza del nuovo brand anche fuori dal territorio provinciale, mentre Aquila ha intravisto in Dolomiti un partner solido su cui costruire una storia che è stata sicuramente di grande successo, oltre le più rosee aspettative.

 

Quali sono i momenti che ricorda con più entusiasmo di questa partnership?

Sono tanti: le prime partite della prima partecipazione in serie A, che ha visto alla fine del campionato premiati Mitchell come miglior giocatore del campionato, Buscaglia miglior allenatore e Salvatore Trainotti miglior manager; la partecipazione all’Eurocup che ha portato grande visibilità, soprattutto nella prima esperienza, che con grandissima sorpresa di tutti ha visto la squadra arrivare alla semifinale, persa per soli due punti contro Strasburgo. Non si possono certo dimenticare le due finali scudetto consecutive che sono state davvero entusiasmanti e hanno contribuito in modo determinante a far conoscere la squadra sia a livello locale che nazionale portando allo stadio figurativamente tutta la città e oltre. Se dovessi scegliere una singola partita direi gara 5 della prima semifinale scudetto, vinta fuori casa a Milano contro l’Olimpia in una partita completamente dominata contro la squadra favorita per lo scudetto, che ha significato la qualificazione per la prima e inaspettata finale scudetto. Invece se dovessi pensare ad un giocatore direi Aaron Craft, un esempio incredibile di talento, professionalità, leadership, capacità di fare squadra ma soprattutto determinazione, grinta straordinaria e voglia di vincere davvero fuori dal comune

 

Quali sono i valori che uniscono le due realtà?

Certamente la volontà di costruire un’organizzazione che abbia voglia di impegnarsi tutti i giorni per fare bene il proprio lavoro, che sia quello di fare canestro o di soddisfare le richieste di un cliente, e di farlo con l’umiltà di sapere che ci sono sempre tante cose da imparare e da migliorare. Direi poi anche l’attenzione alle persone, intese sia come i propri collaboratori, ma anche tutta la comunità in cui si opera. Penso alle varie iniziative di Aquila Basket come l’attenzione per le squadre giovanili o le attività svolte verso il mondo no profit e contemporaneamente le nostre iniziative di sostenibilità sociale. A testimonianza delle tante cose che ci uniscono negli scorsi anni abbiamo organizzato alcuni momenti assieme, In particolare mi piace ricordare una riunione periodica con i nostri agenti in cui abbiamo invitato l’allenatore e alcuni giocatori della squadra per riflettere insieme su cosa significa davvero lavorare assieme per lo stesso obiettivo o alcuni progetti organizzati in occasione della Giornata Mondiale della Terra per sensibilizzare l’opinione pubblica circa i temi ambientali e l’uso consapevole delle risorse ma anche eventi con finalità solidali.

 

Questo è un numero di BSKT dedicato all’Energia. Cosa vuol dire essere “energetici” per Lei

Non accontentarsi mai dei risultati ottenuti, ma cercare sempre di migliorare, facendo tesoro anche delle esperienze negative e degli insuccessi per imparare e fare un passo in avanti. Essere energetici credo voglia dire anche far percepire questa energia alle persone che incontriamo durante la nostra giornata attraverso un semplice gesto, un sorriso. L’energia non ha senso se rimane fine a sé stessa e non si “trasmette”.

 

Sostenibilità ambientale ed economia green: la sua energia è questa

La sostenibilità è uno dei cardini su cui fin dal primo momento abbiamo costruito la nostra partnership. Siamo stati lungimiranti anche perché qualche anno fa l’opinione pubblica era meno sensibile e attenta a queste tematiche che oggi sono invece diventate un trend diffuso. Purtroppo, questo ha portato anche a delle strumentalizzazioni e spesso si usano i termini sostenibile e Green a sproposito. Sostenibilità ambientale per me vuol dire annullare, o se non è possibile ridurre al minimo, l’impatto delle attività umane sull’ambiente che ci circonda, consapevoli che il pianeta è uno solo perché non ci sono pianeti di scorta e che siamo responsabili di ciò che lasceremo alle generazioni future. Ma sostenibilità vuol dire anche grande attenzione al sociale, perché è necessario che l’economia sostenibile sia una economia inclusiva capace di coinvolgere più persone possibile. Solo così vinceremo le enormi sfide che ci attendono.

 

 

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