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"Nessuno è libero di scherzare sulla malattia di un'altra persona": ecco la storia di Lisa Monardo, trentina che soffre di alopecia, dopo lo schiaffo di Will Smith agli Oscar

La 31enne trentina Lisa Monardo soffre di alopecia da quando ha 15 anni: "Nonostante la fama, nonostante la ricchezza ed il suo splendido vestito verde, non possiamo sapere se quella mattina, preparandosi per gli Oscar, Pinkett Smith non si sia sentita a disagio guardandosi allo specchio"

Di Filippo Schwachtje - 28 March 2022 - 19:48

TRENTO. “Nessuno è libero di scherzare sul problema di salute un'altra persona, specialmente su un palco con visione mondiale: sicuramente Chris Rock era da zittire, ma non così”. Il 'così' di cui parla Lisa Monardo, 31enne trentina che da anni soffre di alopecia, è l'ormai celebre schiaffo rifilato al comico americano da Will Smith dopo che, sul palco degli Academy Awards, Rock ha fatto una battuta (infelice) riferendosi alla condizione della moglie del premio Oscar, affetta da alopecia e con i capelli cortissimi (Rock aveva detto di non vedere l'ora di vedere la donna, Jada Pinkett Smith, nel sequel di Soldato Jane, il film in cui Demi Moore si è rasata la testa a zero dopo essersi arruolata in marina).

 

“Sinceramente non ho trovato la battuta di Chris Rock divertente – dice Monardo –. Quello che penso è che c'è una distinzione tra 'ridere con' una persona e 'ridere di' una persona: uno sconosciuto non può permettersi di scherzare sulla malattia di qualcuno in mondovisione. Ovviamente la violenza è sempre da condannare, ma non si poteva rimanere in silenzio”. Ogni persona infatti, spiega la giovane trentina, reagisce in maniera diversa e per molti convivere con l'alopecia è una sfida quotidiana: “Nonostante la fama, nonostante la ricchezza ed il suo splendido vestito verde, non possiamo sapere se quella mattina, preparandosi per gli Oscar, Pinkett Smith non si sia sentita a disagio guardandosi allo specchio. Non sappiamo se, nonostante il sorriso, si sentisse poco sicura di sé: pensate cosa può voler dire per una persona in questa situazione ritrovarsi a dover far buon viso a cattivo gioco dopo una battuta come quella di Chris Rock. Conosco tante persone che per accettarsi affrontano ogni giorni una battaglia con loro stessi”.

 

La giovane trentina ci ha messo anni, dice, ad accettare la sua condizione e ad imparare a non prendersela, per esempio, per gli sguardi che la seguivano per strada: “Quando, per dire, un bambino oggi mi indica – spiega Monardo – e mi chiede perché non ho i capelli, mi fermo e con calma gli spiego. Credo si tratti di un processo sociale per imparare ad accettare la diversità”. Monardo ha iniziato a soffrire di alopecia quando aveva 15 anni: “Avevo tanti capelli folti, per i primi due anni lo nascondevo, coprendo le 'chiazze' in cui cadevano. Diciamo che era un dramma 'casalingo', privato. Tra i 17 e i 18 anni però la situazione è peggiorata ed ho iniziato a perdere i capelli ed i peli su tutto il corpo”. Come spiega Monardo, esistono tre forme di alopecia: “Quella areata (in cui si perdono i capelli a chiazze, la stessa forma di cui soffre la moglie di Will Smith), quella totale (nella quale si perdono solo i capelli) e poi quella di cui soffro io, la universale (che porta alla perdita di capelli e di peli su tutto il corpo)”.

 

Nonostante la sua situazione, Monardo ha deciso di non indossare mai né una parrucca né un turbante, ma ogni persona affronta l'alopecia in modo differente: “E' importante a mio avviso sfatare alcuni miti. Innanzitutto l'alopecia è una malattia autoimmune su base genetica. Lo stress può essere uno dei fattori scatenanti ma non è la causa. In secondo luogo donne e uomini ne soffrono le conseguenze allo stesso modo: dipende da individuo ad individuo. Ho conosciuto uomini che per anni hanno girato con il cappellino per coprire la testa senza capelli. Come è successo ieri sera, capita che qualcuno ci 'scherzi' e talvolta s'arriva anche a fenomeni di bullismo, che possono avere conseguenze drammatiche soprattutto per i più giovani. Nella mia vita ho imparato l'importanza di conoscere altre persone con il mio stesso problema dopo essere entrata a far parte di Asaa, l'Associazione Sostegno Alopecia Areata, che tra incontri ed eventi di sensibilizzazione aiuta a non sentirsi soli”.

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