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| 07 feb 2022 | 14:53

Privacy, Meta pronta a chiudere Facebook e Instagram in Europa? L'Azienda di Zuckerberg: ''Nessun piano di ritirarci ma sui flussi di dati servono regole chiare e globali''

Il nodo è quello riguarda  i dati personali dei cittadini: se a Meta, era la voce diffusa in mattinata, non venisse concessa l'opzione di trasferire, conservare e usare i dati dei suoi utenti europei sui server americani allora ci potrebbero essere state alcune chiusure delle attività in Ue

Privacy, Meta pronta a chiudere Facebook e Instagram in Europa?
di Redazione

ROMA. “Non abbiamo assolutamente alcun desiderio e alcun piano di ritirarci dall'Europa" sono queste le parole usate dal portavoce di Meta la società che riunisce Facebook, Instagram, WhatsApp e Messenger

 

Un chiarimento che è arrivato dopo che nel corso della tarda mattina era stata fatta girare la voce secondo cui proprio Meta sarebbe stata pronta a chiudere Facebook e Instragram  a causa di uno nodo che riguardava i dati personali dei cittadini: se a Meta, era la voce diffusa, non venisse concessa l'opzione di trasferire, conservare e usare i dati dei suoi utenti europei sui server americani allora ci potrebbero essere state alcune chiusure delle attività in Ue

 

Tutto è nato dal rapporto annuale della società di Mark Zuckerberg inviato alla Securities and Exchange Commission.  "Se una nuova cornice transatlantica sul trasferimento di dati nei server statunitensi non viene adottata - si legge nella relazione -, probabilmente non saremo in grado di offrire alcuni dei nostri prodotti e servizi più significativi, inclusi Facebook e Instagram, in Europa, fatto che influirebbe materialmente e negativamente sulla nostra attività, sulla nostra condizione finanziaria e sui risultati delle nostre operazioni". Parole che alcuni hanno interpretato come una minaccia. 

 

Questo pomeriggio, però, è arrivata una nota con la quale Meta chiarisce la propria posizione, esclude interruzioni di dati in Europa  ma allo stesso tempo vengono anche  richieste “Regole chiare e globali per flussi dati tra Stati Uniti e Ue”. 

 

"Le aziende, fondamentalmente – è stato spiegato - hanno bisogno di regole chiare e globali per proteggere a lungo termine i flussi di dati tra Stati Uniti ed UE, e come più di 70 altre aziende in una vasta gamma di settori, mano mano che la situazione si evolve, stiamo monitorando da vicino il potenziale impatto sulle nostre operazioni europee". 

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