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Quaranta Happy Card per la spesa per le famiglie ucraine. L'iniziativa del Rotary Club con Caritas: "Destinate a chi non è rientrato in nessun progetto"

Le carte, attivate il 20 luglio scorso, hanno un valore di 50 euro ciascuna e saranno distribuite sul territorio a Trento, Rovereto, Pergine e Riva del Garda: "Siamo riusciti ad 'entrare nelle case' di chi aveva bisogno"

Di Francesca Cristoforetti - 11 agosto 2022 - 20:42

TRENTO. Quaranta "Happy Card" con un valore di 50 euro ciascuna destinate alle famiglie ucraine, rifugiate in Trentino dopo essere fuggite dalla guerra. E' questa la nuova iniziativa dei Rotary Club del Trentino in collaborazione con la Caritas di Trento.

 

Il progetto è stato presentato questa mattina (11 agosto) in conferenza stampa alla sede della Caritas in via Barbacovi a Trento, dove hanno partecipato i presidenti Corrado Tononi (Rotary Club Trentino Nord) ed Ermanno Baldo (Rotary Club Vallagarina), Andrea Gentilini (presidente uscente Rotary Club Rovereto), Fabio Bernardi (segretario Rotary Club Trento) e Umberto Sbaffo (vicepresidente Rotary Club Valsugana).

 

"Le carte sono attive dal 20 luglio scorso e possono essere utilizzate nei supermercati della catena Interspar - spiega Paolo Dalpiaz di Rotary Club Trentino Nord - questo è uno dei tanti service che abbiamo voluto offrire come sostegno concreto. Le carte saranno distribuite nei centri maggiori a Trento, Rovereto, Pergine e Riva del Garda".

 

Un progetto che va ad aggiungersi a molti altri portati avanti in questi mesi, quando da marzo i singoli club di Rotary si sono attivati su tutto il territorio per far fronte al conflitto in Ucraina ancora in corso, contribuendo con raccolte alimentari, di medicinali e di indumenti. Un'idea nata dal Rotary Club ma subito accolta con entusiasmo dalla Caritas che si è resa disponibile come "braccio operativo" sul territorio, grazie anche a Cristian Gatti che ha seguito il progetto passo a passo.

 

"Questi buoni andranno a tutte quelle famiglie che non sono rientrate in nessun progetto e che hanno bisogno di essere sostenute - dichiara Fabio Chiari per la Caritas - questi nuclei famigliari sono perlopiù composti da donne e bambini, pochi gli uomini. Sempre di più vorremmo che la Caritas diventasse non solo un nome, ma lo strumento che il Vescovo può utilizzare per fare la carità ai più bisognosi. Poter 'fare la carità' con questi strumenti significa ridare una dignità alle persone".

 

Le carte verranno distribuite in base alle diverse esigenze per ogni nucleo famigliare, da utilizzare nell'arco di qualche mese. "Un grande gesto per queste famiglie, per cui può cambiare tanto", aggiunge Chiari.

 

Grazie alla Caritas, aggiunge Gentilini, "siamo riusciti a 'entrare nelle case' di chi aveva bisogno - conclude - i profughi che sono qui ora, soprattutto madri e adolescenti, si trovano di fronte a un bivio: rientrare in patria o ricominciare da zero. E' un momento molto delicato per loro, ma la solidarietà dei nostri club non si ferma".

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