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''Rapiti'' migliaia di dati sensibili dopo l'hackeraggio del sito dell'Ulss6? Chiesto il ''riscatto'' e oggi alle 16.44 scade il tempo per pagare

L'azienda sanitaria di Padova comunica che al momento non è stato pagato nulla ''e nessun riscatto sarà mai pagato''. Il colpo avvenuto a inizio dicembre è stato rivendicato dai cybercriminali del gruppo ransomware Lockbit 2.0. Dopo quel giorno l'Unità di Crisi dell'Ulss6 Euganea, formata da informatici, dirigenti aziendali e consulenti legali è entrata in azione ripristinando i servizi ma non si sa se davvero siano stati sottratti dei dati sensibili

Di Luca Pianesi - 15 gennaio 2022 - 13:46

PADOVA. La richiesta di riscatto ammonterebbe a 800mila euro e i termini per pagare scadrebbero proprio oggi. Vittima dell'estorsione è l'Ulss6 Euganea, l'azienda sanitaria veneta con sede a Padova, oggetto dell'estorsione sono dati sensibili di ogni tipo, circa 10.000 file esfiltrati durante un attacco hacker avvenuto a inizio dicembre. Qualcosa di incredibile e al tempo stesso spaventoso che potrebbe succedere ovunque e che mostra quanto oggi giorno il possesso di informazioni e riferimenti personali sia considerato qualcosa di molto prezioso.

 

Il colpo è avvenuto alle 3 del 3 dicembre. Quella mattina un gruppo di hacker ha attaccato la rete informatica dell'Ulss 6 Euganea attivando un malware che ha determinato l’improvviso blocco di tutti i sistemi informativi aziendali. ''Il personale informatico dell’Azienda - spiega l'Ulss6 - ha prontamente messo in sicurezza i sistemi isolando le macchine infette, al fine di contenere al meglio l’effetto virale. Si è quindi provveduto alla preparazione di una nuova infrastruttura di emergenza con l’obiettivo di riattivare gradualmente i servizi. Fin dalla mattinata di venerdì i punti vaccinali hanno potuto funzionare, in quanto sono stati collegati in modalità provvisoria. Contestualmente è stata prontamente attivata una task force di oltre sessanta tecnici informatici aziendali e collaboratori esterni, che ha iniziato ad operare su tutti i presidi (ospedali, distretti socio-sanitari etcc), per la bonifica delle macchine''.

 

Sono seguiti riunioni dell’Unità di Crisi dell’Ulss 6 Euganea, formata da informatici, dirigenti aziendali e consulenti legali e gradualmente i servizi sono stati ripristinati. "Siamo stati vittime di delinquenti senza scrupoli che, grazie a sofisticate tecniche informatiche, hanno superato il sistema di sicurezza dell’Azienda - sottolinea il direttore generale dell'Ulss6 Paolo Fortuna -, cercando di prendere in ostaggio dati e informazioni. I cybercriminali si sono introdotti nell’“abitazione informatica” dell’Ulss 6 così come fanno i ladri che, purtroppo, quotidianamente si introducono nelle case degli onesti cittadini in barba a sistemi di sorveglianza e di allarme". A differenza dei normali furti, dove l’ammontare del bottino è immediatamente quantificabile, al momento la stessa Ulss6 comunica di non essere in grado di sapere con certezza se i malviventi siano riusciti a venire in possesso di informazioni, in che quantità e di che genere esse siano.

 

"Quello che posso affermare con assoluta certezza invece è che nessun riscatto è stato o sarà mai pagato dall'Ulss 6 Euganea. Con altrettanta certezza - evidenzia il DG - posso dire anche che l’Azienda Ulss 6 è in possesso del 100% dei dati e non ha perso alcun elemento rispetto alla situazione antecedente l’attacco informatico del 3 dicembre scorso". E negli scorsi giorni sarebbe anche arrivata la rivendicazione da parte del gruppo ransomware Lockbit 2.0. Sul sito ufficiale (sotto rete Tor) della gang criminale è infatti comparso l’annuncio con il quale si minaccia la diffusione online di 9.246 file esfiltrati durante l’attacco. La data fissata è il 15 di gennaio alle 16:44 ora UTC e il riscatto che sarebbe stato chiesto si aggirerebbe sugli 800mila euro anche se ci sono forti dubbi che davvero il gruppo di cybercriminali si sia appropriato davvero dei dati. 

 

''Le bande che operano sul web - conclude l'Ulss6 - spesso, oltre ai soldi, cercano visibilità e il clamore che un attacco perpetrato nei confronti di vittime eccellenti, in questo caso un ente pubblico, causa, rappresenta per loro già una vittoria. L’Ulss 6, nel pieno della pandemia, ha reagito con prontezza e rigore e continuerà a farlo anche di fronte a possibili nuove criticità, dando risposte a dubbi o incertezze. Ci teniamo a ringraziare gli inquirenti per il prezioso lavoro che stanno svolgendo, i nostri dipendenti per l'impegno suppletivo in quest'epoca già gravata dall'emergenza pandemica, i nostri pazienti e la cittadinanza per la comprensione, la vicinanza e la pazienza''.

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