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Trento
04 ottobre | 20:07

"Siamo il terzo Paese al mondo per giocato. In un mese i trentini hanno speso 40 milioni di euro fra slot machine e vlt": l'allarme di Ama

Nel corso del 2021 gli italiani hanno speso 110 miliardi di euro, investiti nel gioco d'azzardo, che causa problemi di dipendenze che affliggono (nondimeno) anche il Trentino: quest'ultimo, luogo dove solo a dicembre 2021 sono usciti 40 milioni di euro dalle tasche dei cittadini

TRENTO. “Il problema del gioco d’azzardo esiste ed è preoccupante”. Ad affermarlo, don Armando Zappolini, già presidente del Cnca (Coordinamento nazionale comunità di accoglienza), associazione che lavora in sinergia anche con Ama Trento (Auto mutuo aiuto) nella lotta al contrasto di una piaga che interessa tutto il territorio nazionale (Trentino compreso).

 

Una dipendenza, quella data dal gioco d'azzardo, “con riflessi sociali molto importanti, per la quale è anzitutto necessario fare prevenzione – dichiara Zappolini – sarebbe necessario costruire una cultura che vada nella direzione di limitare i danni, con leggi che limitino l’uso di dispositivi come slot machine o videolottery”, sottolinea.

 

I numeri ci sono, precisa infatti sin da subito il parroco “ma abbracciano tutto il territorio italiano e estrapolare fotografie a livello locale diventa un lavoro molto complicato poiché queste informazioni vanno scremate, e ciò richiede molto tempo”. Questo, uno dei primi punti portati da don Armando alla conferenza stampa tenutasi oggi (4 ottobre) in mattinata per “fare il punto della situazione”. Secondo Zappolini sarebbe, infatti, anzitutto necessario fornire in maniera precisa e chiara i dati e dare la possibilità alle realtà a livello locale, Comuni e sindaci, “di intervenire nel momento in cui reputano che una data zona presenti un problema per il quale è necessario agire in maniera tempestiva”, continua.

 

110 miliardi di euro, questa la somma di denaro spesa nel corso del 2021 dagli italianinonostante la pandemia: un fatto che deve suscitare non soltanto attenzione ma anche smuovere le istituzioni, mettendo in campo azioni e leggi che regolamentino il settore, che limitino ad esempio il tempo di gioco o ancora che impongano una spesa massima – ipotizza – per permettere a chi approda in una sala giochi di non arrivare a spendere tutto quanto ha nel portafogli: la ludopatia è un problema reale”, che richiederebbe inoltre “di modificare il sistema sanitario costruendo percorsi ad hoc per quelle persone che sviluppano una dipendenza da gioco d’azzardo - dichiara l'ex presidente Cnca - la verità è che certe leggi non vengono fatte soltanto per esigenze di incasso economico che giova non soltanto allo Stato ma anche alle mafie".

 

A aggiungersi al racconto di una drammatica verità, anche Giulia, che spiega a nome dell'associazione Ama Trento quanto sta accadendo, nello specifico, sul territorio trentino: "Siamo il terzo Paese al mondo per giocato e solo questo dovrebbe dirci molto della situazione in cui ci troviamo - esordisce - non siamo a favore del proibizionismo ma ci battiamo affinché il settore venga regolamentato giacchè il gioco d'azzardo può condurre allo sviluppo di una dipendenza - sottolinea - il Trentino, che comunque è nella media rispetto alle altre regioni italiane, mostra dati davvero allarmanti: a dicembre 2021, in un solo mese, nella Provincia di Trento sono stati spesi dai cittadini quasi 40 milioni di euro, giocati soltanto fra slot machines e vlt (videolottery). Di questi, 15 milioni di euro solo nel Comune di Trento: soldi spesi in un'attività che non è sicuramente virtuosa", conclude, sottolineando che "ci si augura che in futuro possa cambiare qualcosa". 

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