Al ristorante "La terrazza sul Leno" pizze 'sospese' per chi ne ha più bisogno: "Nel nostro piccolo possiamo fare qualcosa di grande"
Sono diverse le persone approdate di recente al ristorante "La terrazza sul Leno" di Rovereto con la timida (e semplice) richiesta d'un pezzo di pane da mettere sotto i denti: "Così ho avuto l'idea di proporre le 'pizze sospese', pagate dai clienti desiderosi di dare il proprio contributo e destinate a chi ne ha più bisogno"

ROVERETO. C'è chi non ha un lavoro ma ha, quantomeno, una casa e chi, forse, un tetto sopra la testa nemmeno ce l'ha. Sono diverse le storie delle persone approdate di recente al ristorante "La terrazza sul Leno" di Rovereto, molte di loro con la timida (e semplice) richiesta d'un pezzo di pane da mettere sotto i denti: "L'idea di dare vita all'iniziativa 'Pizza sospesa' mi è venuta sentendo parlare del 'caffè sospeso' - anticipa la titolare Irma raccontando a Il Dolomiti la novità legata alla propria attività -. Così, a ottobre 2023 ho fatto partire il progetto, non prima d'essermi informata a dovere".
Tutto è nato dalla volontà di fare del bene, mettendo a disposizione delle pizze donate da quei clienti desiderosi di dare il proprio contributo: "Per capire come organizzarmi ho contattato Ibrahim Songne, titolare di "Ibris focacce e pizze" di Trento, che già da qualche tempo aveva cominciato a proporre l'iniziativa". Irma ha quindi creato un box che "raccoglie gli scontrini fiscali di pizze già pagate e destinate a chi ne ha più bisogno".
"Quando un cliente arriva alla cassa può scegliere, se lo desidera, di pagare una pizza in più - premette la titolare de La terrazza sul Leno -. Io preparo uno scontrino fiscale dedicato con il nome del donatore, che lo firma, e lo ripongo nel box, dal quale chi ne ha bisogno può 'pescare' per ottenere la propria pizza sospesa".
Da ottobre 2023 sono state molte non soltanto le pizze offerte ma anche quelle ritirate, fra chi (probabilmente) non ha una dimora o chi, ancora, ha una casa ma attualmente non trova lavoro o fatica ad arrivare a fine mese: "Sono storie diverse e non parliamo solo di persone straniere - fa sapere Irma -. Ci sono anche tanti italiani in difficoltà. Alcuni mi chiedono di dare loro lavoro ma purtroppo noi attualmente non abbiamo bisogno e non possiamo che limitarci a offrire loro un pasto caldo".
L'iniziativa ha già riscosso grande successo "ed è evidente che la voce si sia sparsa - conclude -. Alla fine, basta davvero poco per fare del bene: ognuno nel proprio piccolo può fare la propria parte".














