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| 08 lug 2023 | 18:57

Cercasi 25 persone per lavorare nel Servizio Bacini montani della Provincia: ''Lavoriamo per difendere la popolazione trentina e i turisti''

Walter Mora, ledrense, assunto ai Bacini montani circa 20 anni fa spiega in cosa consiste questo lavoro sempre più fondamentale e centrale in epoca di cambiamenti climatici

Cercasi 25 persone per lavorare nel Servizio Bacini montani della Provincia
di Redazione

TRENTO. E' stata programmata l'assunzione di circa 25 persone entro la fine dell'anno con esperienza nel settore dell’edilizia o delle sistemazioni idrauliche e forestali, che al 10 agosto 2023 non abbiano superato i 42 anni di età. L'appello arriva dal Servizio Bacini montani della Provincia di Trento il cui numero degli operai oggi alle sue dipendenze è pari a 154 unità, inferiore all’organico minimo stabilito dalla Giunta provinciale in 160 operai. Un numero, appunto, minimo che si intende aumentare con l’obiettivo di garantire l’efficiente funzionamento della struttura. Per compensare tale carenza e - più in generale - per far fronte ai numerosi pensionamenti previsti nei prossimi mesi, è stata programmata l’assunzione di circa 25 persone entro fine anno. Nell’arco del prossimo triennio almeno altrettanti operai dovranno essere assunti per far fronte agli ulteriori pensionamenti previsti.
 

''Lavorare come operaio edile al Servizio Bacini montani significa mettersi alla prova in un settore particolare e stimolante dell’edilizia - spiega la Provincia - non si tratta infatti di realizzare opere edili classiche (edifici, fabbricati, infrastrutture), bensì interventi e opere di sistemazione idraulica e forestale, quali briglie, argini, consolidamento di versanti franosi, allo scopo di mitigare gli effetti delle alluvioni in Trentino, per una maggiore sicurezza di chi abita o frequenta le valli trentine: bellissime quando splende il sole, pericolose quando le acque e i detriti invadono il territorio''.

 

Cosa significhi fare questo lavoro lo spiega Walter Mora, ledrense, assunto ai Bacini montani circa vent’anni fa. ''Lavoravo in una segheria della val di Ledro ma sono sempre stato un grande appassionato di montagna e di sport all’aria aperta. Mi piaceva l’idea di poter svolgere un lavoro “in ambiente” anziché al chiuso. Oggi sono molto soddisfatto. Lavoro quasi sempre all’aria aperta, anche se i Bacini montani dispongono di diversi magazzini dove ogni tanto io e i miei colleghi ritiriamo le attrezzature che servono a realizzare le nostre opere o per fare delle riunioni di aggiornamento''.

 

Ovviamente lavorare all'aperto comporta anche delle problematiche: ''Effettivamente lavorare all’esterno in pieno inverno, quando fa molto freddo, o nei periodi più caldi dell’estate, ci mette alla prova, ma la voglia di completare gli interventi ai quali ci stiamo dedicando, supera anche questo genere di difficoltà''. Mora spiega quindi che lavora in una squadra che opera soprattutto in val del Chiese e in Rendena. ''L’affiatamento con i miei compagni di lavoro è decisamente buono: sappiamo che stiamo realizzando opere molto importanti e facciamo del nostro meglio per costruirle alla perfezione. Voglio anche ricordare che il direttore dei lavori, il geometra di cantiere e le altre figure che ci forniscono assistenza nei lavori sono loro stessi dipendenti dei Bacini montani, e quindi la collaborazione è generalmente ottima''.

 

''Il nostro lavoro - prosegue - ci porta spesso a operare in luoghi di per sé pericolosi: versanti franosi, torrenti, fiumi... Ma l’attenzione verso la sicurezza in cantiere è particolarmente alta. Tra l’altro, i Bacini montani sono dotati di un loro Servizio interno di Prevenzione e di Protezione, che ci fornisce tutta la consulenza di cui abbiamo bisogno, sia per quanto riguarda le attività che si svolgono in cantiere, sia per la fornitura dei migliori dispositivi di protezione individuale e dell’abbigliamento da lavoro, oltre che della presenza di acqua potabile in cantiere. Insomma, un lavoro non banale, ma appagante sotto molti punti di vista.

Lasciando da parte gli aspetti economici (per loro vige il contratto nazionale dell’edilizia e i Bacini montani costituiscono – per numero di operai – la maggiore ditta edilizia del Trentino), qual è il risvolto “etico” del lavoro che ritiene più importante? ''Gli interventi e le opere che io e i miei colleghi realizziamo hanno una ricaduta sociale importantissima. Lavoriamo per difendere la popolazione trentina, ma anche i turisti (sebbene molti non se ne rendano conto) dalle conseguenze delle alluvioni, che a quanto pare diverranno sempre più frequenti e devastanti a causa dell’aumento delle temperature e delle sue conseguenze. Quindi il nostro lavoro è già ora molto importante ma lo diventerà sempre più. Voglio anche ricordare – e questo è un altro punto d’orgoglio – che gli operai dei Bacini montani sono sempre stati chiamati a soccorrere le popolazioni in difficoltà, a partire dal terremoto del Friuli del 1976 fino alla recente alluvione che ha colpito la Romagna''.

 

Info
Chi fosse interessato a presentare la propria candidatura dovrà accedere allo sportello online appositamente predisposto e iscriversi entro la mezzanotte del 10 agosto 2023. Si consiglia di non attendere comunque l’ultimo momento per iscriversi. Lo sportello è raggiungibile anche tramite il sito istituzionale del Servizio Bacini montani, attraverso il seguente percorso:

https://bacinimontani.provincia.tn.it

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