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Trento
04 maggio | 18:20

"Giù le mani dai nostri bimbi". Il sit-in delle Famiglie Arcobaleno al Commissariato del Governo: "La marcia per i nostri diritti non indietreggerà di un passo"

La manifestazione, promossa da Famiglie Arcobaleno, Arcigay e Agedo, si è tenuta nel pomeriggio del 4 maggio per chiedere il riconoscimento delle famiglie omogenitoriali. Nel mirino la lettera del Commissario Saltarelli indirizzata al sindaco Ianeselli. Arcigay: "L'unica 'tradizione' che in una famiglia dovrebbe esserci è l’amore"

di Francesca Cristoforetti

TRENTO. "Giù le mani dai nostri bimbi e dalle nostre bimbe". E' chiaro il messaggio lanciato al sit-in organizzato oggi pomeriggio (4 maggio) davanti al Commissariato del Governo di Trento. Un centinaio di persone si sono radunate in via Piave alle 17 per sostenere la manifestazione promossa da Famiglie Arcobaleno del Trentino-Alto Adige, Arcigay e Agedo. 

 

Nel mirino la lettera del Commissario di Governo Filippo Saltarelli, su indicazione del Ministero dell’Interno, indirizzata al sindaco di Trento Franco Ianeselli per non effettuare nuovi atti di nascita di bambini e bambine nati a Trento da coppie omogenitoriali.

 

"Sono bambini e bambine - dichiara l'associazione Famiglie Arcobaleno - che si vedrebbero strappare i loro diritti ad avere riconosciuta per legge la loro composizione familiare, una possibilità che non dovrebbero mancare a nessun bambino o bambina in Italia. L’attuale governo ha deciso di effettuare un attacco frontale contro il riconoscimento delle famiglie omogenitoriali, perché hanno la sola colpa di non corrispondere al modello unico proposto dai conservatori".

 

E' così che di fronte al Commissariato del Governo la strada si tinge dei colori arcobaleno. "Il clima è da vera e propria caccia alle streghe - dichiarano le Famiglie Arcobaleno -. Continuiamo a chiedere a gran voce una legge che sia uguale per tutti, e che veda riconosciuti fin dalla nascita i bambini nati dalle coppie omogenitoriali. Da parte  nostra c'è grande preoccupazione per questa situazione grave".

 

Ad aggiungersi anche la voce di Arcigay. "In questi mesi abbiamo visto veri e propri atti intimidatori nei confronti di chi si è schierato in favore del riconoscimento di figli e figlie di coppie omogenitoriali. Anche qui marciano sulla politica della paura, quella che a questo governo e alle destre in generale piace tanto. Le minacce non ci spaventeranno, andremo avanti. La marcia per i nostri diritti non indietreggerà di un passo". 

 

Sotto accusa il Governo Meloni. "Vorremmo dire al nostro Governo - prosegue Arcigay - che l’unica 'tradizione' che in una famiglia dovrebbe esserci è l’amore. Aspetto che invece purtroppo ancora oggi non è sempre presente, molti di noi lo sanno, pensiamo a chi dalla propria famiglia non è stato accettato o accettata per la propria identità di genere, per il proprio orientamento sessuale".

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