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| 11 giu 2023 | 19:37

IL PODCAST. Andrea Castelli e i 40 anni delle Vigiliane: “Oggi troppi candidati per la Tonca in tanti hanno la coscienza sporca”. E sul dialetto: ''Sta male, sta sparendo''

Dal 16 al 26 giugno, a Trento, si entra nel vivo delle celebrazioni dedicate al Santo Patrono: le Feste Vigiliane. Una delle grandi novità di quest’anno è il ritorno dell’attore e regista Andrea Castelli, ideatore delle prime edizioni del Tribunale di Penitenza e della Tonca. Ospite della nuova puntata di TrenTopic, scopriamo con lui l’importanza delle celebrazioni, provando anche a scucirgli qualche indiscrezione sull’identità degli imputati

di Francesco Cestari

TRENTO. Inizialmente, per celebrare San Vigilio, patrono di Trento, era tradizione organizzare una grande sagra cittadina con tanto di spettacolo pirotecnico la sera del 26 giugno. È solo con i primi anni Ottanta che si iniziò a ingrandire l’evento, rendendolo un vero e proprio festival istituzionale colmo di attività in fermento. Contestualmente, gli organizzatori decisero di caratterizzare ulteriormente le Feste Vigiliane ripescando vari riferimenti dall’immaginario medievale della storia trentina.

 

É in questa circostanza che Ciusi e Gobj si sfidano per la prima volta nell’arena di Piazza Fiera contendendosi la tanto agognata polenta. Oltre alla Disfida, vengono poi introdotte altre rievocazioni storiche, tra cui svetta iconica quella della Tonca e del Tribunale di Penitenza. Ai microfoni di TrenTopic, Andrea Castelli, ideatore di queste usanze e padre nobile delle Vigiliane, si racconta nel suo legame con la manifestazione e con la città. L’occasione è buona per parlare di teatro, giovani e del ruolo del dialetto nella cultura.

 

Fortemente voluto ancora una volta sul palco dal Sindaco, dall’Assessora alla cultura e dal direttore del Centro Servizi Culturali Santa Chiara, dopo anni di assenza Castelli ritorna protagonista in uno dei format tipici del giugno trentino. Accompagnato dall’attore Stefano Detassis e dalla regista teatrale Maura Pettorruso, avvocati per una notte, sarà il giudice Castelli a condannare l’imputato alla tonca. Antica pena, questa, che veniva inflitta storicamente ai bestemmiatori della città.

 

A detta di Castelli, il quale difende strenuamente il mistero che si cela sulla vera identità del condannato, rispetto ai primi anni, oggigiorno, è molto più difficile indicare chi dovrà essere calato nelle fredde acque del fiume Adige.Trent’anni fa succedeva poco o niente - conferma l’attore - c’erano al massimo due o tre personaggi da prendere in giro. Oggi, invece, ci si impiegherebbe giorni per arrivare in fondo alla lista di nomi dei ‘toncabili’”.

 

Dalle parole di Castelli, emerge inoltre un certo dispiacere sul fatto che non ci siano tanti giovani a cui passare il testimone. Lo storico interprete lamenta il fatto che negli anni è venuta a mancare una vera e propria scuola, un certo tipo di approccio al teatro. “Oggi i giovani sono tutti artisti e performer, ma in pochi hanno voglia di partire dal basso. Il mio consiglio è quello di iniziare dal tirare il sipario, dai compiti più umili”. Ricordando il premio Nobel Dario Fo, Castelli sostiene come “iniziare dalla manovalanza sia fondamentale per poi potersi rapportare al teatro a tutto tondo con cognizione di causa”.

 

Invece, alla domanda sullo stato di salute del dialetto, il comico trentino non ha dubbi: “sta male, sta sparendo. I giovani d’oggi, se lo conoscono, ne ridono, considerandolo alla stregua di un gergo”. Se nella produzione teatrale, e in generale culturale, il dialetto preserva la propria integrità, non si può dire altrettanto quando viene utilizzato in contesti diversi.

 

Per l’attore, “quello che non si deve fare è sbeffeggiare il dialetto, usandolo in modo beffardo. Serve portare rispetto alle generazioni che ci hanno preceduto”. L’uso, ormai ricorrente, del dialetto da parte del Presidente della Provincia scatena invece una reazione netta da parte di Castelli, che ne prende le distanze. “È l’espressione della paura che un piccolo mondo antico vada a sgretolarsi”. Del resto, la realtà oggi è composta da un pubblico molto più variegato e si dovrebbe tenerne conto. “O viene usato per mera pubblicità - conclude Castelli - oppure è una mancanza di rispetto a chi non lo può intendere. Rivendicare un'identità che non esiste più è razzismo”.

 

Nella puntata di questo TrenTopic, alziamo il sipario sul dietro le quinte delle feste popolari dedicate al patrono del capoluogo trentino. Lo facciamo insieme a uno dei massimi interpreti, l’attore e regista trentino Andrea Castelli, tornato a calcare il palco delle Vigiliane in occasione del loro quarantesimo. Castelli dovrà emettere la sentenza più attesa di tutte: chi sarà il condannato alla Tonca?

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