A 63 ex dipendenti comunali l'antico sigillo della Città
Il Sigillo antico della Città di Trento riproduce il sigillo utilizzato per la prima volta dal Comune di Trento nel 1407, all’indomani della rivolta capeggiata da Rodolfo Belenzani, rivolta che segna una significativa tappa nell’autonomia del Comune di Trento

TRENTO. Sono 63 gli ex dipendenti comunali che sono stati insigniti con l'antico sigillo della Città. Ieri pomeriggio nel Salone di rappresentanza di palazzo Geremia il sindaco Franco Ianeselli ha celebrato queste persone che hanno terminato il loro lavoro nell’Amministrazione nel 2021.
A tutti i presenti - a testimonianza del riconoscimento del Comune per l’impegno profuso nella loro attività - è stato consegnato un diploma, riproduzione del sigillo utilizzato per la prima volta dal Comune di Trento nel 1407, a seguito di una importante rivolta che segnò una tappa significativa nell’autonomia del Comune di Trento.
Quel che accadde, infatti, nel principato vescovile tra il 1407 e il 1409 si configura come un momento di alterne alleanze in cui i protagonisti principali sono il vescovo Giorgio di Liechtenstein, il duca d'Austria e conte del Tirolo Federico IV e la nobiltà trentina, di cui Rodolfo Belenzani era uno degli esponenti di rilievo. La rivolta popolare del febbraio 1407, le prime concessioni vescovili, il conseguente intervento diretto del duca a fianco dei nobili e le vicende successive, generano le condizioni necessarie per il rafforzamento politico-istituzionale del comune di Trento.
Il Sigillo antico della Città di Trento riproduce il sigillo utilizzato per la prima volta dal Comune di Trento nel 1407, all’indomani della rivolta capeggiata da Rodolfo Belenzani, rivolta che segna una significativa tappa nell’autonomia del Comune di Trento. Viene conferito a persone in vita (trentine e non), senza distinzione di nazionalità, etnia e religione, associazioni, enti e istituzioni che attraverso il proprio operato in città, ma anche per la città, si siano particolarmente distinte nel corso di un’intera vita:
- nel campo delle scienze, dell’arte, del lavoro, della ricerca, della scuola, dello sport
- per la propria attività ispirata ai valori della Costituzione, della solidarietà umana, specialmente nei confronti delle persone più deboli ed emarginate
- per iniziative di varia natura, atti di straordinario coraggio e civico impegno contribuendo positivamente al progresso culturale, al prestigio, alla crescita e sviluppo di Trento, attraverso le proprie virtù, impegno, statura civile, morale e intellettuale.
Alla cerimonia erano presenti anche la direttrice generale Livia Ferrario e il dirigente del servizio Risorse umane Alessio Ravagni.














