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Trento
04 febbraio | 19:56

Assegnate 8 Bandiere Arancioni al Trentino Alto Adige, da Ala a Vipiteno: ecco le località premiate e il significato del riconoscimento

Nella giornata inaugurale della Bit sono state assegnate le Bandiere Arancioni. Sono 8 le località del Trentino Alto Adige premiate nel corso dell'evento a Milano

Assegnate 8 Bandiere Arancioni al Trentino Alto Adige, da Ala a Vipiteno

MILANO. Sono 6 le Bandiere Arancioni in Trentino e 2 quelle assegnate all'Alto Adige. La conferma per il triennio 2024/26 è arrivata nella giornata inaugurale della Bit-Borsa internazionale del turismo a Milano.

 

In totale sono state assegnate 281 Bandiere Arancioni, 277 quelle confermate dopo la verifica triennale e 4 le nuove località premiata nella cerimonia del Touring club italiano alla presenza della ministra Daniela Santanchè.

 

In Trentino Alto Adige sono 8 le Bandiere Arancioni: Ala, Caderzone Terme, Ledro, Levico Terme, Molveno Tenno per il Trentino, quindi Campo Tures e Vipiteno in Alto Adige.


(Foto di Filippo Frizzera)

La Bandiera Arancione viene assegnata attraverso un processo di certificazione ai Comuni dell’entroterra che sanno esprimere grandi eccellenze in termini ambientali, culturali, enogastronomici, di accoglienza e di innovazione sociale e che trovano nel turismo una concreta opportunità di rilancio, nonostante le difficoltà dovute alla situazione di marginalità.

 

Il Touring club italiano 25 anni fa ha risposto a un’istanza della Liguria e, insieme a Regioni, Comuni e altri enti territoriali, ha aiutato a mutare radicalmente consapevolezza, percezione e modello di sviluppo dei borghi e dei piccoli comuni, contribuendo a trasformarli da ambito marginale a destinazione di tendenza.

 

"Bandiere Arancioni è un esempio concreto dell’impegno della nostra Associazione nel prendersi cura dell’Italia come bene comune - commenta Franco Iseppi, presidente del Touring club italiano - con l’obiettivo di diffondere la conoscenza dei territori, soprattutto quelli meno noti, educando alla bellezza del paesaggio e alla cura dell’ambiente".

 

 

Questa certificazione, sostenuta da un modello rigoroso, pensata dal punto di vista del viaggiatore e della sua esperienza di visita, ha una validità di tre anni e, attraverso la certificazione delle realtà più virtuose, è anche stimolo per un miglioramento continuo, che porta benefici reali e tangibili per le realtà coinvolte.

 

Secondo i dati emersi dall’analisi del 2023, infatti, il 67% dei comuni Bandiera Arancione ha registrato un punteggio più alto rispetto a quello del 2020. I comuni certificati - che già si distinguevano per elevati standard qualitativi - hanno migliorato ulteriormente la propria accoglienza, dimostrando un impegno crescente nella tutela e nella valorizzazione del loro patrimonio storico-culturale, paesaggistico e ambientale.

 

Il sistema ricettivo e ristorativo, per esempio, è stato potenziato nel 50% dei Comuni, con alcune località che hanno raddoppiato il numero di strutture e quasi triplicato i posti letto, principalmente di tipo extra-alberghiero.

La sostenibilità ambientale, già elemento distintivo dei borghi certificati, ha visto un ulteriore miglioramento nel 75% dei Comuni. Tra questi, il 54% si è distinto per una gestione particolarmente virtuosa dei rifiuti, portandoli a occupare i primi posti nella classifica generale italiana.

 

Il 90% dei borghi Bandiera Arancione, inoltre, ha sviluppato una forte vocazione green confermata anche dall’installazione di oltre 700 colonnine di ricarica per veicoli elettrici su tutto il territorio italiano. Un risultato sorprendente se si pensa che più della metà dei Comuni italiani (58%) non ha punti di ricarica di accesso pubblico installati nelle proprie aree di competenza.

 

Le Bandiere Arancioni, infine, si distinguono anche per il coinvolgimento delle comunità locali nella risoluzione di problemi diffusi, ne è un esempio l’adozione di formule come quella della cooperativa di comunità, e per la forte spinta all’inclusività sociale, anche nell’offerta di servizi rivolti al turista.

 

Tutti questi dati testimoniano, ancora una volta, la qualità del turismo che si può vivere e ritrovare nelle Bandiere Arancioni: slow, autentico, accogliente e soprattutto rispettoso dell’ambiente e delle comunità ospitanti.

 

Il mantenimento di standard così elevati è sicuramente da attribuire al Modello di Analisi Territoriale, alla base dell’iniziativa , che contiene indicatori sempre più sfidanti e stimolanti per le piccole località che decidono di intraprendere il percorso verso la Bandiera Arancione, puntando molto su sostenibilità, innovazione sociale e sviluppo digitale, questo in totale coerenza con i 17 obiettivi (Sustainable Development Goals, SDGs) dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo Sviluppo sostenibile.

 

Le 281 Bandiere Arancioni assegnate rappresentano l’8% delle oltre 3.500 candidature analizzate negli ultimi 25 anni. Di queste, il 18% è riuscito comunque a conquistare la certificazione dopo aver intrapreso un percorso di crescita e aumento della qualità dell’offerta suggerito dai piani di miglioramento studiati ad hoc dal Touring club italiano e redatti per vari Comuni candidati.

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