Cittadinanza dei discendenti, c'è chi punta sul turismo: "In due anni più di mille brasiliani hanno visitato i luoghi di Suor Paolina. Un mercato potenziale interessante"
Dalla rigenerazione del bosco distrutto da Vaia alla mostra permanente, l'Altopiano della Vigolana punta sul turismo delle radici e sulla figura di Suor Paolina, emigrata a 10 anni nel sud del Brasile con la sua famiglia e con altri 18 gruppi di Vigolo Vattaro. Nel 2002 è stata proclamata da Giovanni Paolo II santa protettrice e patrona degli emigrati trentini, la prima in Trentino e in Brasile

TRENTO. "Per molti è il viaggio della vita, si fermano anche 3 settimane per scoprire il territorio e il proprio passato". A dirlo Daniela Vecchiato, direttrice dell'Azienda per il turismo Alpe Cimbra. Destinazione che punta in modo deciso sul "Turismo delle radici", un segmento che cerca di stimolare gli arrivi dei discendenti di emigrati trentini all'estero. "Poi naturalmente approfittano della permanenza per visitare molto zone del Trentino e dell'Italia".
Da Samone a Roncegno Terme in Valsugana fino all'Altopiano della Vigolana, alcuni Comuni trentini hanno un'anagrafe parallela. Ai residenti, si aggiungono i discendenti degli emigrati trentini che negli anni hanno richiesto la cittadinanza italiana. Non ci sono benefici per il territorio ma gli uffici comunali sono talvolta subissati dagli atti.
"Un carico di lavoro importante - le parole a il Dolomiti di Mirko Montibeller, sindaco di Roncegno Terme - oggi ci arrivano gli atti di richiesta tra il 2005 e il 2008: una media di un centinaio di richieste all'anno da dover evadere" (Qui articolo). A ogni in Trentino non ci sarebbero allarmismi, mentre la pressione in Veneto, con molti Comuni che annaspano per dare seguito alle richieste, ha acceso il dibattito sulla questione dello ius sanguinis (Qui articolo).
Un territorio in Trentino cerca, però, di trasformare quella che può essere una criticità amministrativa in una motivazione di vacanza. Questo il senso del turismo delle radici. Molte Pro Loco si muovono in questa direzione e tra gli enti più convinti nel seguire questo percorso c'è l'Azienda per il turismo Alpe Cimbra con una progettualità di lungo periodo, supportata dall'Ata.
"Negli ultimi due anni abbiamo intercettato oltre 1.000 discendenti che hanno raggiunto la Vigolana", dice Vecchiato. "Un numero molto alto per aver avviato da poco questo progetto. A questo dato dobbiamo poi considerare che qualche persona non si è registrata quale discendente quando ha visitato la casa natale di Suor Paolina".
Il punto di partenza, infatti, è Suor Paolina. Nel paese di Vigolo Vattaro nel 1865 nacque Amabile Visintainer, emigrata a 10 anni nel sud del Brasile con la sua famiglia e con altri 18 gruppi di Vigolo Vattaro. Negli anni divenne suor Paolina, proclamata santa protettrice e patrona degli emigrati trentini, nel 2002, da Giovanni Paolo II.
"E' stata la prima santa trentina e brasiliana", dice Paolo Zanlucchi, sindaco di Altopiano della Vigolana. "E' un simbolo di profonda devozione per migliaia di persone che emigrarono nel sud dell’America e per i loro discendenti, che sono oltre 2 milioni, ancora profondamente legati alle loro radici e ai loro avi. Una riscoperta anche per il territorio perché è ancora troppo poco conosciuta. Questo progetto ha riscosso anche l'interesse del ministro Antonio Tajani che si è complimentato con una lettera".
L'obiettivo è quello di creare un’offerta culturale “di memoria” che promuova la conoscenza della storia familiare e della cultura d’origine per gli oriundi trentini e i trentini residenti all’estero. "E' un progetto ambizioso che lavora su più livelli", evidenzia Zanlucchi. "Non dobbiamo, infatti, ricordare che anche i trentini in passato sono emigrati perché qui c'era la miseria. E' necessario ritrovare l'impronta del passato e riflettere sulla crescita della nostra società".
In Vigolana, la casa di Santa Paolina è già meta di pellegrinaggi, visitabile tramite richiesta alle suore. Le reliquie della santa si trovano, invece, in Brasile all'interno della casa generalizia della congregazione a San Paolo e Nova Trento nel Santuario a lei dedicato, in Trentino nel Duomo di Trento e nella chiesa di Vigolo Vattaro.
Negli scorsi mesi è stato inaugurato, per esempio, il giardino delle radici, spazio che sorge su un'area devastata e duramente segnata dalla tempesta Vaia. Qui i suoi alberi sono dedicati alle famiglie partite per il Brasile dalla Vigolana a fine Ottocento.
Ancora prima è stata ideata una mostra permanente all'ex Biblioteca nell’edificio dell’ex Ospedaletto di S. Rocco, il cui modello di organizzazione (laici volontari) e lo scopo (cura e assistenza di anziani, indigenti) ha ispirato il primo nucleo dell’ordine di Santa Paolina.
"Il turismo delle radici è una grandissima opportunità e cerchiamo di creare un’offerta turistica per promuovere le vacanze in Trentino per i nostri connazionali all’estero e permettere loro la conoscenza della storia familiare e della cultura d’origine attraverso eventi e itinerari", prosegue la direttrice dell'Azienda per il turismo Alpe Cimbra. "I discendenti sono fortemente interessati al territorio d'origine: organizzano feste molto identitarie, studiano italiano, parlano dialetto e c'è un legame molto stretto per le storie narrate dagli avi".
Un segmento che la Vigolana guarda con estremo interesse. "Ci consente di offrire esperienze autentiche a contatto con il territorio e stimola un turismo ecosostenibile perché valorizza aree meno conosciute e meno gettonate dai grandi flussi". Un mercato tutto da costruire. "Non ci sono tour operator specifici e non ci sono canali di promozione mirati ma in Brasile ci sono iniziative importanti per veicolare questo progetto di promozione e di narrazione". Numeri alla mano c'è un bacino potenziale di 80 milioni di persone.
"Dal Brasile ogni anno in Italia arrivano un milione e 800 mila turisti. L’Alpe Cimbra può diventare una delle tappe del viaggio italiano. In Trentino annualmente soggiornano o transitano almeno 5 mila brasiliani". I luoghi natali di Santa Paolina sono meta di pellegrinaggi e le Piccole Suore presenti in Vigolana registravano 150 visite l’anno di brasiliani che arrivavano in forma non organizzata. I flussi sono cresciuti in modo consistente.
La Vigolana propone anche un percorso in 16 tappe per fare conoscere Vigolo Vattaro ai tempi di Santa Paolina e, nel contempo far conoscere la sua storia e il suo territorio. Il visitatore guarda i luoghi con gli occhi di Santa Paolina bambina, per un viaggio indietro nel tempo, attraverso una serie di tabelle collocate nei diversi siti di interesse dalle quali si può essere rimandati in specifiche pagine di approfondimento mediante qr code con testo tradotto in tre lingue (italiano, portoghese, inglese).
"Siamo ancora all'inizio di un progetto che però ha già portato risultati. Un lavoro che prevede relazioni e la costruzione di rapporti", conclude Vecchiato.














