Cubo di Rubik, a 17 anni un giovane valsuganotto è campione d'Italia. La storia di Daniele Sartori: “All'inizio non mi piaceva, poi mi sono appassionato"
I 4 secondi e 90 centesimi per la soluzione del cubo "3 x 3" rappresentano la seconda prestazione italiana assoluta. Insomma, il 17enne di Borgo è il "vice" primatista tricolore, a soli 13 centesimi dal record realizzato dal romano Valerio Locatelli. E, nella specialità "5 x 5" ha fatto segnare il miglior tempo di sempre in Italia con 43 secondi e 8 centesimi

TRENTO. La domanda è: in quattro secondi e novanta centesimi cosa si può fare? La risposta, universale, è: praticamente nulla. Ma non per il 17enne Daniel Sartori di Borgo Valsugana che, in questo tempo che definire "brevissimo" è puro eufemismo, è in grado di risolvere il cubo di Rubik in modalità "3 x 3".
E, attenzione, non si tratta solamente di un hobby perché il "fantascientifico" tempo realizzato da Daniel è frutto di un allenamento costante, almeno due ore al giorno, che il 17enne valsuganotto dedica alle varie "discipline". Sì, perché esiste il cubo di Rubik "3 x 3" (praticamente nove "scacchetti" per ognuna delle sei facce), quello "4 x 4", il "5 x5", di cui è primatista italiano con il tempo di 43 secondi e 8 centesimi, realizzato alcuni mesi fa a Montemurlo, in provincia di Prato. E poi anche il "6 x 6" e il "7 x7".
I 4 secondi e 90 centesimi per la soluzione del cubo "3 x 3" rappresentano, invece, la seconda prestazione italiana assoluta. Insomma, il 17enne di Borgo è il "vice" primatista tricolore, a soli 13 centesimi dal record realizzato dal romano Valerio Locatelli.
Ma non sono solamente le dimensioni di ogni singola faccia del cubo a caratterizzare le sfide. Sì, perché esistono tutta un'altra serie di prove, comprese quella "multipla" da effettuare bendati (che significa memorizzare i cubi, coprirsi gli occhi e risolverli andando esclusivamente a memoria: Daniel la praticava, poi ha smesso perché il dispendio di energie era enorme) e, in passato, anche se adesso è stata abolita per motivi di carattere "igienico", c'era anche la gara da effettuare con i piedi (sì, avete letto bene).
Daniel coltiva la passione per il cubo di Rubik da ormai cinque anni: nel 2012 la prima gara e poi, quello che era un semplice passatempo, è diventato un impegno vero e proprio, che abbina con lo studio, lui che frequenta il quarto anno del Liceo "Scienze Applicate" di Borgo Valsugana.
"All'inizio - confida Daniel - giocavo con il cubo ma, sinceramente, non m'interessava più di tanto. Poi mi sono appassionato e, ad aprile 2019, ho partecipato alla prima gara, a Bologna. Da quel momento è stato un crescendo. Quanto tempo dedico? Un paio di ore al giorno, considerando che le specialità sono diverse".
A Roma il giovane valsuganotto andrà a caccia del titolo italiano: lo scorso anno ha centrato un fantastico tris di podi, chiudendo al secondo posto nel "3 x 3" e nel "6 x 6" e al terzo nel "5 x 5". Cubi diversi, tecniche diverse, risoluzioni diverse per quello che non è assolutamente un semplice "gioco", ma molto di più.
Dopo la pandemia e grazie anche al docufilm di Netflix "Gli speedcubers", che racconta anche la storia del primatista del mondo Mark Park, capace di risolvere il cubo in 3 secondi e 13 centesimi.
"Una cosa incredibile - spiega Diego Sartori, papà di Daniel -, certificata dalla World Cube Association, la Federazione mondiale che, grazie ad un database globale, permette di aggiornare in tempo reale la classifica di tutti i tempi conseguiti nei vari meeting in ogni parte del mondo. Esiste un altro primato, quello legato alla "media" (stilata sulle cinque prove, scartando il risultato migliore e il peggiore) che, invece, appartiene ad un atleta cinese, con 4 secondi e 9 centesimi. Un altro risultato mostruoso, veramente".
Un paio di settimane fa, nella gara di casa, Daniel ha trionfato a Borgo Valsugana, un meeting al quale ha partecipato anche papà Diego che, con il passare degli anni, si è appassionato anche lui al cubo di Rubik.
"Sì ma non c'è gara - conclude ridendo -, ma è anche questo il bello di tale disciplina, visto che non vi sono limiti d'età per partecipare e, molto spesso, adulti e giovani si trovano gli uni a fianco agli altri per gareggiare. E, per quanto mi riguarda, dopo un paio di turni mi "sbattono" fuori ma mi diverto moltissimo. E chi pensa sia una cosa "meccanica" o da "imparare a memoria", beh dovrebbe assistere dal vivo agli eventi. Ogni cubo ha un diverso modo di risoluzione, che varia da concorrente a concorrente. Quindi è una disciplina anche estremamente educativa. Le gare sono tantissime, almeno 3 al mese e, ogni tanto, anche 2 a settimana. L'impegno, insomma, è importante, ma Daniel è molto bravo a gestirlo".


















