Quando Jannik Sinner, a 17 anni, trionfò a Trento. Nel 2019 il fuoriclasse di Sesto dominò il torneo dell'Ata Battisti: era nata una stella. Il racconto e il VIDEO della finale
A 17 anni e mezzo (sarebbe diventato maggiorenne ad agosto), il giovanissimo Jannik, che già giocava sempre e solo con il cappellino in testa e venne ammesso al torneo grazie ad una wild card, sbaragliò la concorrenza, vincendo cinque partite nell'arco di una settimana - dal 25 febbraio al 3 marzo -, battendo atleti decisamente più grandi ed esperti di lui che, in quel momento era il numero 322 del ranking Atp. Al torneo partecipò anche Lorenzo Musetti

TRENTO. Era il mese di febbraio del 2019. A capo del Governo italiano c'era Giuseppe Conte, che guidava l'esecutivo "più incredibile" di sempre con l'appoggio di Movimento 5 Stelle e Lega, nelle radio andava fortissimo "Soldi" di Mahmood, al cinema spopolava "Il Corriere - The Mule" di e con l'intramontabile Clint Eastwood e nessuno, ma proprio nessuno, immaginava che, appena un anno più tardi, il mondo sarebbe stato sconvolto dalla pandemia di Covid 19.
A Trento, dal 25 febbraio al 3 marzo, sui campi dell'Ata Battisti andava in scena il torneo ribattezzato "Italy M25 Trento", inserito nel circuito internazionale ITF World Tennis Tour, che si disputa ogni anno ed è arrivato ormai alla ventesima edizione. Quest'anno, per la cronaca, ad imporsi è stato il danese Sisgaard, che in finale ha superato l'estone Glinka.
Ebbene, sei anni fa, ad alzare il trofeo, conquistare i 25 punti che venivano assegnati al finalista e incassare il montepremi (quello complessivo è, tutt'ora, di 25mila dollari) riservato al "numero uno" della manifestazione, fu un giovane di bellissime speranze, che arrivava dall'Alto Adige ma, ormai da tempo, si era trasferito "armi e bagagli" a Bordighera, per allenarsi agli ordini di Riccardo Piatti, uno dei "maestri" del tennis italiano.
Sì, proprio lui, Jannik Sinner, l'attuale numero 2 del ranking che, dopo essere stato il migliore del mondo per 65 settimane consecutive, ha ceduto da pochi giorni lo scettro al rivale Carlos Alcaraz. A 24 anni il "rosso" di Sesto ha già in bacheca 4 titoli Slam (2 Australian Open, Us Open e Wimbledon), 2 Coppa Davis con la nazionale italiana e le Finals 2024.
Un predestinato? Assolutamente sì e, chi lo vide giocare in quei giorni a Trento, reduce dalla vittoria nel Challenger andato in scena a Bergamo nello stesso mese (il suo primo successo in singolare), lo conferma. Era chiaro che sarebbe andato lontano anche se, forse, nessuno pensava che sarebbe arrivato così "in là".
A 17 anni e mezzo (sarebbe diventato maggiorenne ad agosto), il giovanissimo Jannik, che già giocava sempre con il cappellino in testa e venne ammesso al torneo grazie ad una wild card, sbaragliò la concorrenza, vincendo cinque partite nell'arco di una settimana - dal 25 febbraio al 3 marzo -, battendo atleti decisamente più grandi ed esperti di lui (che, in quel momento era il numero 322 del ranking Atp), alcuni anche ben classificati in relazione al torneo e conquistando la sua seconda vittoria della carriera in singolare. In doppio, invece, aveva già vinto l'anno prima, in Val Gardena al torneo "Italy F23" in coppia con Giacomo Dambrosi.
Al primo turno Jannik si misurò con il francese Albano Olivetti, testa di serie numero 8 del torneo che, qualche anno prima, era arrivato alla posizione 161 del ranking. Olivetti, all'epoca 28enne, oggi è ancora in attività ma esclusivamente come doppista e nel 2023 ha raggiunto addirittura i quarti di finale all'Us Open. Sinner s'impose in tre set 7-6, 3-6, 7-6.
Poi il fuoriclasse di Sesto sconfisse un altro transalpino, il 21enne Jules Okala, in due set (doppio 6-4), dominando l'incontro. Il suo avversario di allora oggi non gioca più, visto che nel 2022 è stato squalificato a vita e al pagamento di una multa da 15mila euro a causa di una serie di incontri truccati. Tra i capi d'imputazione che vennero contestati in riferimento ad alcune partite disputate nel 2014, quello d'"indurre un giocatore a non mettere il massimo impegno".
Il terzo avversario affrontato fu un altro francese, più o meno coetaneo di Jannik, che all'epoca aveva 19 anni: Antoine Cornut-Chauvinc venne superato dall'altoatesino in due parziali, con un netto 6-0 nel primo set e un più combattuto 7-6 nel secondo. Oggi il transalpino è numero 581 al mondo e l'ultimo torneo a cui ha preso parte è l' "M25" di Praga, dove è stato eliminato al primo turno dal georgiano Basilashvili, che a Wimbledon - qualche mese fa - ha sconfitto Musetti.
In semifinale Sinner si trovò di fronte il 26enne tedesco Elmar Ejupovic, superato in due parziali (7-5, 6-3) dal 18enne altoatesino. Oggi Ejupovic di anni ne ha 32, occupa la 587esima posizione nel ranking e l'ultima manifestazione in cui è stato in gara è stato il torneo di Bolzano (M25), uscendo sconfitto al primo turno dall'azzurro Pennaforti, poi finalista della manifestazione.
L'epilogo del torneo trentino, disputato davanti ad un'ottima cornice di pubblico, fu contro un altro tedesco, la testa di serie numero 5 del torneo, l'esperto Jeremy Jahn, che due anni prima era entrato tra i "Top 200" del mondo (197). Sinner s'impose 6-3, 6-4 contro un avversario decisamente più esperto (Jahn aveva 29 anni) e tutti i presenti intuirono che per quel ragazzo il futuro avrebbe potuto essere radioso.
Magari nessuno si sarebbe aspettato di vederlo dominare la classifica per oltre un anno e vincere già, a 24 anni, quattro tornei del Grande Slam, ma che avesse fisico, mentalità e talento era chiaro a chiunque. Jahn si è ritirato due anni fa, ha giocato sino al 2023 e poi ha appeso la racchetta al chiodo.
E gli altri italiani al via del torneo trentino? Nella parte alta, anch'esso presente grazie ad una wild card, c'era il 16enne Lorenzo Musetti (che avrebbe compiuto i 17 poche settimane dopo), superato al primo turno dal ben più esperto tedesco Julian Lenz, testa di serie numero 6, che di anni ne aveva 26 (6-3, 6-7, 6-3). Oggi il carrarino è numero 9 al mondo e reduce dallo storico derby disputato nei quarti di finale all'Us Open contro Sinner, con cui ha condiviso i due trionfi in Davis.
Posizione numero 126, invece, per Andrea Pellegrino, all'epoca 22enne, che era il numero 2 del tabellone, ma venne eliminato al secondo turno dall'olandese Gijs Brouwer.
Era nata una stella? Sì, è proprio il caso di dirlo perché, pochi mesi più tardi, il giovane Jannik si fece conoscere anche al grande pubblico, conquistando il successo nelle Finals Next Gen dopo il successo in tre set sull'australiano de Minaur. La "cavalcata" trionfale di uno dei dominatori del tennis di oggi è passata, dunque, nella sua primissima fase, anche da Trento e, nella sede dell'Ata Battisti, il tabellone è ancora ben visibile a tutti. Con grande orgoglio. E ci mancherebbe non fosse così.












