Olimpiadi, il trentino Simone Deromedis regala all'Italia il decimo oro dei Giochi: nello skicross storica doppietta azzurra con Tomasoni argento
Impresa del giovane fenomeno dello skicross che domina la finale e conquista una magnifica medaglia d'oro

LIVIGNO. Era considerato tra i favoriti, forse addirittura come l'uomo da battere, dopo aver mostrato in questi anni tutta la sua qualità e la sua costanza di rendimento.
Ma la prova di forza del trentino Simone Deromedis nella gara olimpica dello skicross lascia senza fiato: dopo una qualificazione così così, nei turni ad eliminazione ha dato semplicemente spettacolo.
E in finale è stato in testa dal primo all'ultimo centimetro, mettendosi davanti e comandando le operazioni con grande autorevolezza.
Per il classe 2000 è una medaglia d'oro storica, resa per l'olimpismo azzurro ancora più memorabile dalla doppietta confezionata grazie al secondo posto al photo-finish di Federico Tomasoni, il bergamasco che nel ricordo di Matilde Lorenzi è andato a battere la concorrenza alle spalle di Deromedis regalandosi una stupenda medaglia d'argento. Tomasoni non era mai salito su un podio in Coppa del mondo, ma è questo il bello dei Giochi.
"Finalmente un uomo", dirà qualcuno: l’Italia non vinceva un titolo olimpico individuale con uomo da Giuliano Razzoli nello slalom di sci alpino nel 2010.
Apoteosi azzurra (e trentina) in un'Olimpiade sempre più trionfale che vede la spedizione italiana salire a quota 10 ori (il record precedente ogni tempo era di 7) e puntare con decisione al podio del medagliere.












