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Trento
26 febbraio | 19:16

Olimpiadi, 5 medaglie dallo sci alpino. De Chiesa: "Brignone regina dei Giochi, Goggia mostruosa, Franzoni e Paris maestosi. Ma i giovani dove sono? Manca il ricambio"

"Dove sono i giovani? Dove è il ricambio generazionale? Anche nelle discipline veloci a conquistare le medaglie sono stati atleti quasi tutti atleti over 30. Federica Brignone ha vinto per la prima volta nel 2015, Dominik Paris nel 2012, Sofia Goggia nel 2017. Franzoni non è vecchio, ma sono sei anni che corre in Coppa del Mondo. E poi, dietro di lui? Abbiamo tutto l'arco alpino a "disposizione", migliaia di sci club che mettono i ragazzini a fare paletti sin da quando hanno sei anni e non riusciamo ad esprimere nuovi atleti di alto livello"

TRENTO. Trenta medaglie, un record assoluto che ha "polverizzato" il precedente primato, stabilito nel 1994 a Lillehammer. I Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026 sono stati un successo da "dieci e lode" per la spedizione azzurra, che ha fatto incetta di ori (10), argenti (6) e bronzi (14).

 

Quarto posto nel medagliere, emozioni a raffica, storie indimenticabili - che solamente lo sport "sa" raccontare -, qualche delusione (ma, obiettivamente, sono state più le "gioie" che i "dolori"), come è normale sia. Dopo la "sbornia" è il momento dei bilanci, delle valutazioni, delle prospettive.

 

Lo sci alpino ha portato in dote cinque medaglie, i due ori pazzeschi conquistati da Federica Brignone in gigante e SuperG, l'argento e il bronzo di Giovanni Franzoni e Dominik Paris in discesa libera e il bronzo di Sofia Goggia nella libera femminile.

 

Insomma, il bilancio complessivo è ottimo, anche se - guardando al futuro - non è tutto "oro quel che luccica" - è proprio il caso di dirlo - perché all'orizzonte c'è un problema enorme, quello del ricambio generazionale. Che pare proprio non esserci. Almeno i risultati dicono questo, soprattutto nelle discipline tecniche dove l'Italia - obiettivamente - non ha cavato un ragno dal buco.

 

Paolo De Chiesa, da oltre trent'anni opinionista per RaiSport per lo sci alpino, ha vissuto le Olimpiadi dallo studio di Milano ed è stata una delle voci "fisse" di "Notti Olimpiche", il contenitore serale - notturno della tv di Stato, condotto magistralmente da Sabrina Gandolfi.

 

De Chiesa, non possiamo non partire da Federica Brignone.

"Quello che ha fatto è fuori da ogni logica. Un doppio incredibile miracolo sportivo, un'impresa mai vista, non solamente nello sci alpino, ma considerando tutte le discipline. E' un qualcosa che non si può spiegare: sarebbe riduttivo definire magnifici, sensazionali, strepitosi i due ori conquistati, arrivati - tra l'altro - dopo un'ottima gara in discesa libera. Siamo su un altro pianeta, lei è di un altro mondo. Tutte le medaglie olimpiche hanno un valore incredibile, tutte e 30 quelle conquistate dagli atleti italiani sono meravigliose, ma le due di Federica Brignone non sono nemmeno paragonabili alle altre. Rendiamoci conto che ha vinto con pochissimi allenamenti nelle gambe, con una forza nemmeno paragonabile a quella delle avversarie quando, sette - otto mesi fa, non era nemmeno in grado di camminare".

 

E' passato un po' in sordina il fantastico bronzo di Sofia Goggia in discesa libera.

"Diciamo che è passato un po' tutto in secondo piano perché, questo è lo sport, alcuni risultati ne offuscano altri. E' un peccato, ma è inevitabile. Comunque sì, secondo me sì è dato - in generale - poco valore ad una medaglia di bronzo eccezionale, che vale tantissimo, ancora di più per il contesto in cui è stata conquistata. Lindsey Vonn cade, si fa male, urla di dolore in pista, la gara resta ferma circa mezz'ora, la fuoriclasse americana viene portata via in elicottero e si riparte. E, in quella situazione, Sofia Goggia conquista un meraviglioso terzo posto. Per me è stata meravigliosa e peccato per il SuperG, perché stava facendo una grandissima gara e, quando è uscita, aveva il miglior tempo".

 

Le altre gioie sono arrivate dalla velocità maschile.

"Sono strafelice per Dominik Paris che, sulla "sua" pista, il tracciato che gli ha regalato le gioie più grandi, ha conquistato l'unica medaglia che gli mancava, quella olimpica. Ha fatto una grandissima gara ed è il giusto premio dopo una carriera superba. Giovanni Franzoni è il nostro presente e il nostro futuro: è stato eccezionale in discesa libera e ha dovuto arrendersi solamente a quel "mostro" che è von Allmen - tre ori e la "doppietta" in libera Mondiale - Olimpiade in due anni - ed è stato molto molto bravo in SuperG, dove ha chiuso al sesto posto".

 

Dai trionfi e le gioie alle note dolenti: dalle discipline tecniche sono arrivate solamente delusioni. Grandi delusioni.

"Sì, è evidente, ma il tema è molto più ampio e dovrebbe essere oggetto di un'accurata riflessione. Dove sono i giovani? Dove è il ricambio generazionale? Anche nelle discipline veloci a conquistare le medaglie sono stati atleti quasi tutti atleti over 30. Federica Brignone ha vinto per la prima volta nel 2015, Dominik Paris nel 2012, Sofia Goggia nel 2017. Franzoni non è certamente vecchio, ma sono sei anni che fa parte della squadra di Coppa del Mondo, dunque non è assolutamente un novizio. E poi, dietro di lui? Abbiamo tutto l'arco alpino a "disposizione", tutto eh, non una parte come la Francia, la Svizzera, l'Austria e la Slovenia, migliaia di sci club che mettono i ragazzini a fare paletti sin da quando hanno sei anni e non riusciamo ad esprimere nuovi sciatori di alto livello. Lo sapevamo da sei anni che ci sarebbero state le Olimpiadi, come mai non siamo riusciti ad esprimere un atleta giovane che sia uno? Altrove, mi pare, che sia avvenuto e von Allmen ne é l'esempio: in due anni ha vinto Mondiale e Olimpiade, così ".

 

Insomma, passata la "sbornia" olimpica bisogna tornare alla realtà.

"Brignone, Paris, Franzoni, Goggia sono super campioni e sarebbero stati tali anche in Francia, Austria, Germania, Slovenia. La Fisi ha, o dovrebbe avere, un altro compito. E poi, per il secondo anno di fila il direttore tecnico della squadra di slalom maschile, a gennaio 2025 Simone Del Dio, pochi giorni fa Mauro Pini, si sono dimessi. In altri sport è ormai considerato normale che, a metà stagione, possa avvenire un cambio di guida, nello sci è qualcosa di assolutamente anormale e all'Italia è capitato per due anni di fila, con tecnici di altissimo livello e spessore internazionale. C'è qualcosa, anzi ben più di qualcosa, che non va".

 

Si è "goduto" ogni medaglia dallo studio di "Notti Olimpiche", una trasmissione che è piaciuta tantissimo al pubblico. E' stata un'edizione da record per l'Italia.

"Trenta, tantissime, un risultato straordinario con tante imprese. Abbiamo stabilito il record? Verissimo, anche se va detto che a Lillehammer c'erano meno discipline e, dunque, meno possibilità. Questo, però, non toglie nessun valore a nessuna medaglia. La spedizione azzurra è stata super così come l'organizzazione. Sono state delle Olimpiadi veramente belle e riuscite".

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