Olimpiadi, lo sci alpino parte con le due libere. De Chiesa: "Mi aspetto subito medaglie. Siamo forti. Alcune convocazioni femminili sono state eticamente scorrette"
Azzurri da medaglia nella libera di Bormio. Parla l'opinionista di RaiSport": "Odermatt l'uomo da battere, ma i quattro azzurri stanno andando fortissimo e amano la pista. Brignone non ha ancora sciolto le riserve per domenica, mentre Goggia è in gran forma e può fare l'exploit. Le convocazioni di Trockner e D'Antonio? E' stata una decisione assunta per dimostrare che si sta cercando di "rimediare" all'errore compiuto con Lara Colturi. C'erano atlete che meritavano di più. Non lo trovo giusto!"

CORTINA /BORMIO. "Mi aspetto subito una partenza a tinte azzurre: se non dovessero arrivare medaglie dalle prime due gare in programma, beh sarebbe una delusione".
Paolo De Chiesa, da trent'anni opinionista Rai e una delle voci tecniche più apprezzate del panorama giornalistico italiano, è alla vigilia di un nuovo esordio olimpico. Lui che i Giochi li ha vissuti prima da atleta e poi da commentatore, sarà uno dei cantori delle Olimpiadi, questa volta non dalla cabina di commento ma dallo studio di Milano dove si faranno commenti, analisi e valutazioni. E pronto, anzi prontissimo.
Ad ognuno il suo, perché le donne e gli uomini jet hanno già i motori caldissimi. E non potrebbe essere altrimenti perché, a distanza di poche ore dalla cerimonia inaugurale, sarà già il momento di assegnare le prime medaglie.
Sabato 7 febbraio sulla "Stelvio", la "Scala dello sci", alle 11.30 prenderà il via la prima gara del programma olimpico di sci alpino, la discesa libera maschile.
L'uomo da battere? Marco Odermatt, of course, il fuoriclasse svizzero che punta al poker, ovvero a centrare quattro medaglie in un'unica edizione dei Giochi, impresa mai riuscita a nessun uomo e centrata, tra le donne, solamente dalla croata Janica Kostelic a Salt Lake City 2002 (tre ori, in speciale, gigante e combinata e un argento, in superG) e dalla svedese Anja Pärson a Torino 2006 (oro in speciale, argento in combinata, bronzi in discesa e superG).
E' lui il "The King" della libera, senza se e senza ma, con a ruota il connazionale Franjo von Allmen, freschissimo di titolo mondiale, che punta a realizzare un'incredibile "doppietta" nel giro di poche settimane. Poi gli altri rivali più accreditati sono tutti azzurri, a partire da Giovanni Franzoni, in forma strepitosa (o, se preferite, "olimpica"), poi Dominik Paris e Florian Schieder, senza dimenticare Mattia Casse. Il 40enne Christof Innerhofer, alla sua quinta Olimpiade, non parteciperà alla discesa e verrà schierato in superG.
"Da Franzoni, Paris, Schieder e Casse ci aspettiamo molto - prosegue De Chiesa - perché tutti e quattro sono in forma e vanno forte su quella pista. La nostra è una squadra veramente importante e i risultati conseguiti in questa stagione lo testimoniano. Poi nello sci, lo sappiamo, può succedere di tutto in un secondo. Io sono fiducioso e, ripeto, se non arrivasse una medaglia ci sarebbe delusione".
Domenica toccherà poi alle azzurre andare a caccia di una medaglia. Sull' "Olympia" delle Tofane le prove sono state funestate dalla nebbia: Federica Brignone ha chiuso al 12esimo posto senza spingere e non ha ancora sciolto le riserve riguardo alla sua presenza in gara. La migliore delle italiane è stata Sofia Goggia, ottava, che si però rialzata nel finale.
"Sofia ha una grandissima possibilità - spiega l'opinionista di RaiSport - perché è in ottima forma, la pista le piace e la Vonn non è certamente al meglio. Per quanto riguarda Federica non sappiamo nemmeno se gareggerà e, dunque, impossibile fare un pronostico. La trentina Laura Pirovano sta andando forte e ha le carte in regola per fare un ottimo risultato. Le altre, invece, le vedo un po' indietro in libera, dove Elena Curtoni potrebbe regalare qualche soddisfazione a patto che abbia recuperato dopo la botta al braccio presa a Crans Montana".
A ruota si disputeranno le due gare di superG e poi sarà il momento delle prove tecniche. Speranze azzurre?
"Meno rispetto alla velocità in ambito maschile. In gigante Vinatzer sta sciando bene, mentre De Aliprandini non è in un grande momento, per quello che si è visto sino ad ora. In speciale, invece, Vinatzer sta andando bene, sta bene sugli sci, ha fatto passi in avanti, ma ha perso velocità in curva e, dunque, risulta meno competitivo rispetto al passato. Gli altri ragazzi, invece, non sono da podio: qualcuno andando forte potrebbe entrare nei dieci, ma non ci facciamo grandi illusioni".
In campo femminile?
"In gigante abbiamo sempre il punto di domanda su Federica Brignone. La pista è bella, ma il tracciato di gigante è particolare: le prime tre porte sono in pendenza, poi è tutto piano. Sofia Goggia vale un posto tra le prime dieci, dove potrebbe arrivare anche Lara Della Mea, che sta sciando bene. E, stesso discorso, vale per la friulana in speciale. Il podio, poi, sarà un affare per altre anche se, nella storia delle Olimpiadi, le sorprese non mancano".
I protagonisti annunciati?
"Beh, non ci vuole molta fantasia. In campo maschile c'è Marco Odermatt, tra le donne tutti i riflettori saranno inevitabilmente puntati su Lindsey Vonn che ha deciso di partecipare nonostante, una settimana fa, si sia rotta il legamento crociato. Ok che lei è una "wonder woman", ma una cosa così non si è mai vista. Poi, attenzione, siamo di fronte ad un'atleta che si è ritirata, è tornata dopo cinque anni e, a 41 anni, è tornata a vincere in Coppa del Mondo e guida la classifica di discesa libera".
E' un po' una follia quella dell'atleta americana (che ha chiuso undicesima la discesa di prova)?
"Per me sì. Quando c'è di mezzo la salute non si scherza, per quanto mi riguarda. Lo sci è una "parentesi" all'interno della vita: io sono contrario a gareggiare quando non si è in condizioni di farlo".
Al momento delle convocazioni è nata la classica polemica "all'italiana": sono state chiamate le giovanissime Trocker e D'Antonio, che hanno poca esperienza internazionale e sono rimaste a casa atlete che - numeri alla mano - sarebbero state ben più meritevoli.
"Si tratta di un'ingiustizia ed è una decisione eticamente e sportivamente scorretta. E' stata una decisione assunta per dimostrare che si sta cercando di "rimediare" all'errore compiuto con Lara Colturi, che oggi corre per l'Albania pur essendo italiana. D'Antoni e Trocker sciano bene, potranno diventare bravissime e tutti noi auguriamo loro un futuro radioso, ma la realtà dice che non hanno mai corso una seconda manche in Coppa del Mondo. Ci sono, invece, atlete come Emilia Mondinelli, Giulia Valleriani e Alice Pazzaglia che corrono da alcuni anni in Coppa del Mondo, hanno centrato podi e vittorie in Coppa Europa, qualcuna si è fatta "in quattro" per recuperare da gravi infortuni e non sono state convocate a discapito di giovani talenti, ripeto bravissime, che in Cdm hanno iniziato praticamente l'altroieri. Non lo trovo per niente giusto!".
Le gare di sci alpino si disputeranno su due piste "mitiche". Un bel passo in avanti rispetto alle ultime edizioni.
"Belle le piste di Pyeongchag e Pechino, per carità, ma qui stiamo parlando della "Stelvio" e dell' "Olympia delle Tofane", due tracciati mitici, prestigiosi, famosi, affermati, ambiti dagli atleti. Due vere e proprie "università" dello sci alpino. Vincere su questi tracciati è sempre stato "ancora" più bello. Figurarsi le Olimpiadi".












