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Trento
10 aprile | 20:58

Donazione degli organi, Trento si conferma “città più virtuosa d'Italia” nella raccolta del “sì” al rinnovo della carta d'identità

Il rapporto stilato dal Centro nazionale trapianti arriva a pochi giorni dalla Giornata nazionale per la sensibilizzazione alla donazione di organi e tessuti. Tra i comuni più generosi, Primiero San Martino di Castrozza, Lavis, Cinte Tesino e Castello-Molina di Fiemme

Donazione degli organi, Trento si conferma “città più virtuosa d'Italia” nella raccolta del “sì” al rinnovo della carta
di ACC

TRENTO. Per il terzo anno consecutivo, Trento si conferma città più generosa d'Italia in tema di donazione di organi.

 

Un primato reso noto a pochi giorni dalla Giornata nazionale dedicata alla donazione degli organi e dei tessuti, il prossimo 14 aprile, con la pubblicazione dell'“Indice del Dono”, un'indagine realizzata dal Centro nazionale trapianti che analizza i numeri delle dichiarazioni di volontà alla donazione registrate nel corso del 2023 al momento del rinnovo della carta d'identità in oltre 7000 comuni italiani.

 

I valori rilevati, espressi in centesimi, tengono conto di alcuni importanti indicatori come la percentuale dei consensi e delle astensioni tra i cittadini e il numero dei documenti d'identità emessi.

 

Dei centri con oltre 100mila abitanti, Trento è risultata la migliore in assoluto con un indice di 71,07/100, una percentuale di consensi pari al 78,1% e un'astensione del 32%.

 


 

Ma non solo. Tra i comuni medio-piccoli più virtuosi del Trentino ci sono anche Primiero San Martino di Castrozza (con un indice del dono pari a 85,4/100) e Lavis (con 76,73/100) mentre tra quelli più piccoli, con meno di 5mila abitanti, ci sono Cinte Tesino (con 89,16/100) e Castello-Molina di Fiemme (con 89/100).

 

Il Trentino è complessivamente al primo posto tra le regioni e province autonome italiane con un tasso di consenso del 70,85% e un’astensione del 36,1% contro una media nazionale del 68,5% per il sì e del 41,8% di astensione.

 

Meno bene invece l’Alto Adige: la provincia autonoma di Bolzano è infatti quattordicesima con una percentuale di consensi pari al 65,3 e di astensione pari al 38,3.

 

L'indagine evidenzia inoltre la propensione alla donazione di una determinata fascia della popolazione, quella dei cittadini di età compresa tra i 31 e i 40 anni, con la percentuale di consensi più alta: ben l'84,7%.

 

Mentre a livello nazionale sono i trentenni sardi a dimostrare maggiore generosità con un consenso medio del 73,8%, i trentini tra i 41 e i 50 anni sono quelli più propensi alla donazione (con l'83% di consensi) rispetto ai 18-30enni (80,6%). Anche tra gli altoatesini il primato spetta ai 41-50enni (70,2%).

 

Secondo l'indagine del Cnt, il fatto che vi siano meno donazioni tra i 18-30enni è probabilmente dovuta alla poca informazione sul tema; allo stesso modo, la scarsa partecipazione tra i cittadini over 70 e 80 è condizionata dall'errata convinzione che la donazione degli organi in età avanzata non sia possibile.

 

“A oggi complessivamente il Sistema informativo trapianti ospita poco meno di 19 milioni di dichiarazioni registrate: 13,5 milioni di sì e 5,5 milioni di no”, conclude il report.

 

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