Donazione degli organi, Trento si conferma “città più virtuosa d'Italia” nella raccolta del “sì” al rinnovo della carta d'identità
Il rapporto stilato dal Centro nazionale trapianti arriva a pochi giorni dalla Giornata nazionale per la sensibilizzazione alla donazione di organi e tessuti. Tra i comuni più generosi, Primiero San Martino di Castrozza, Lavis, Cinte Tesino e Castello-Molina di Fiemme

TRENTO. Per il terzo anno consecutivo, Trento si conferma città più generosa d'Italia in tema di donazione di organi.
Un primato reso noto a pochi giorni dalla Giornata nazionale dedicata alla donazione degli organi e dei tessuti, il prossimo 14 aprile, con la pubblicazione dell'“Indice del Dono”, un'indagine realizzata dal Centro nazionale trapianti che analizza i numeri delle dichiarazioni di volontà alla donazione registrate nel corso del 2023 al momento del rinnovo della carta d'identità in oltre 7000 comuni italiani.
I valori rilevati, espressi in centesimi, tengono conto di alcuni importanti indicatori come la percentuale dei consensi e delle astensioni tra i cittadini e il numero dei documenti d'identità emessi.
Dei centri con oltre 100mila abitanti, Trento è risultata la migliore in assoluto con un indice di 71,07/100, una percentuale di consensi pari al 78,1% e un'astensione del 32%.

Ma non solo. Tra i comuni medio-piccoli più virtuosi del Trentino ci sono anche Primiero San Martino di Castrozza (con un indice del dono pari a 85,4/100) e Lavis (con 76,73/100) mentre tra quelli più piccoli, con meno di 5mila abitanti, ci sono Cinte Tesino (con 89,16/100) e Castello-Molina di Fiemme (con 89/100).
Il Trentino è complessivamente al primo posto tra le regioni e province autonome italiane con un tasso di consenso del 70,85% e un’astensione del 36,1% contro una media nazionale del 68,5% per il sì e del 41,8% di astensione.
Meno bene invece l’Alto Adige: la provincia autonoma di Bolzano è infatti quattordicesima con una percentuale di consensi pari al 65,3 e di astensione pari al 38,3.
L'indagine evidenzia inoltre la propensione alla donazione di una determinata fascia della popolazione, quella dei cittadini di età compresa tra i 31 e i 40 anni, con la percentuale di consensi più alta: ben l'84,7%.
Mentre a livello nazionale sono i trentenni sardi a dimostrare maggiore generosità con un consenso medio del 73,8%, i trentini tra i 41 e i 50 anni sono quelli più propensi alla donazione (con l'83% di consensi) rispetto ai 18-30enni (80,6%). Anche tra gli altoatesini il primato spetta ai 41-50enni (70,2%).
Secondo l'indagine del Cnt, il fatto che vi siano meno donazioni tra i 18-30enni è probabilmente dovuta alla poca informazione sul tema; allo stesso modo, la scarsa partecipazione tra i cittadini over 70 e 80 è condizionata dall'errata convinzione che la donazione degli organi in età avanzata non sia possibile.
“A oggi complessivamente il Sistema informativo trapianti ospita poco meno di 19 milioni di dichiarazioni registrate: 13,5 milioni di sì e 5,5 milioni di no”, conclude il report.













