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Trento
19 febbraio | 09:22

Il cestello dell'autoscala si ferma a mezz'aria durante l'intervento. I mezzi nuovi ci sono ma sono ancora fermi: "Si sblocchi il rinnovo del parco macchine dei vigili del fuoco"

Un tema che riguarda la sicurezza dei cittadini e dei pompieri, con questi ultimi che riescono a centrare gli obiettivi con un surplus di impegno, abnegazione e sforzi. I vigili del fuoco sono un fiore all'occhiello del Trentino, eppure si fatica a mettere in strada i nuovi mezzi

Il cestello dell'autoscala si ferma a mezz'aria durante l'intervento

TRENTO. Il cestello dell'autoscala dei vigili del fuoco si è bloccato nel pieno dell'attività per spegnere un incendio, un problema che ha rischiato di ritardare l'intervento dei pompieri che non potevano avvicinarsi ulteriormente a causa delle vie troppo strette del centro abitato. E' accaduto nel corso delle operazioni a Civezzano di fine gennaio. Mezzi in sofferenza anche in val Giudicarie, meno di 24 ore dopo, quando i soccorritori sono stati attivati per un devastante rogo che ha avvolto un'abitazione. Una serie di episodi che ha acceso nuovamente i riflettori sulla necessità di adeguare il parco macchine in dotazione al corpo permanente di Trento.

 

Un tema che riguarda la sicurezza dei cittadini e dei pompieri, con questi ultimi che riescono a centrare gli obiettivi con un surplus di impegno, abnegazione e sforzi. Il sistema dei vigili del fuoco è un fiore all'occhiello in Trentino, sempre rapidissimi nell'intervenire per ogni necessità, grande o piccola, anche nel resto d'Italia quando viene richiesto l'aiuto della Protezione civile del territorio. Eppure si fatica a mettere su strada i nuovi mezzi, che in realtà sarebbero pronti. 

 

"Il corpo provinciale dei vigili del fuoco di Trento non può attendere oltre per l'aggiornamento delle dotazioni per garantire la sicurezza dei cittadini nel caso di interventi, in particolare con obbligo di utilizzo dell'autoscala", dicono Giuseppe Pallanch (Cisl Fp) e Andrea Bassetti (Uil Fpl enti locali). "L'attuale situazione dura da troppo tempo e il comando ha necessità d’immediata risoluzione per l’emergenza rappresentata, attraverso l’attivazione di chi attualmente ricopre la responsabilità del servizio antincendi, per terminare l’iter di consegna delle nuove autoscale e lo sblocco dell’iter di aggiudicazione della nuova autogrù". Una lettera, inviata negli scorsi giorni, sollecita le istituzioni a risolvere la questione, già segnala dalle parti sociali anche a inizio mese (il 2 febbraio) dopo le difficoltà avute tra Civezzano e Comano Terme.

 

Una situazione, riportata da il Dolomiti, già nell'autunno dell'anno scorso (Qui articolo). Autoscale sempre ferme nel parcheggio della caserma perché mancano gli allestimenti e così a uscire in caso di emergenza è quella con 30 anni di servizio alle spalle e che richiede costanti manutenzioni. Discorso simile per l'autogrù: la gara si è conclusa ma si fatica a inserire la marcia e così esce il mezzo con 30 anni di onorato servizio.

 

Anche la pinza idraulica veloce è arrivata ma è parcheggiata e si utilizza il Defender allestito internamente. E poi si attendono le nuovi autobotti. A disposizione in quest'ultimo caso veicoli che hanno anche 20 anni con il supporto di un mezzo a noleggio, ormai da qualche anno. Dotazioni con anni di utilizzo e, giocoforza, una forte usura che a questo punto richiede manutenzioni sempre più costanti e puntuali per essere nelle condizioni di poter lavorare al massimo delle potenzialità a beneficio del capoluogo e dei paesi in cui è necessario l'arrivo dei permanenti.

 

"E' urgente una programmazione e una pianificazione per aggiornare le dotazioni", aggiungono Bassetti e Pallanch. "Dare seguito ai provvedimenti per risolvere le emergenze, in particolare relative ai mezzi e dare risposte ai vigili del fuoco". Altrove le situazioni possono essere certamente peggiori ma sembra paradossale che un marchio di fabbrica del sistema Trentino si trovi a operare con strumentazioni obsolete con il rischio di ripercussioni in tema sicurezza tanto per i pompieri quanto in definitiva per i cittadini, che spesso segnalano (incuriositi) l'arrivo di mezzi d'antan dei soccorritori.

 

Un intervento dei sindacati che qualcosa avrebbe smosso. A intervenire Raffaele De Col in primis. Il neo dirigente generale della Provincia, ancora alla guida (in attesa del successore) del Dipartimento della Protezione civile si è sempre interessato e si è sempre mostrato sensibile verso le esigenze dei permanenti di Trento. Ormai da più di un anno si reca settimanalmente in struttura per fare il punto e per trovare le soluzioni nel modo più tempestivo possibile ma talvolta poi qualcosa sembra incepparsi lungo la catena con il risultato che intanto i mezzi nuovi, per un motivo o per un altro, sono ancora fermi.

 

La speranza dei sindacati e, soprattutto, degli operatori, è che la partita possa trovare ulteriore stimolo nella prossima settimana. E' atteso, infatti, un vertice con diversi punti all'ordine del giorno con focus prioritario che riguarda proprio i nuovi mezzi. Ma che intende approfondire altri aspetti di stampo organizzativo come la formazione (con una programmazione anche in questo caso, per usare un eufemismo, debole e con la Scuola antincendi che potrebbe essere incardinata dalla Federazione alla Protezione civile), il Distaccamento di Rovereto con i pompieri che quotidianamente si spostano da Trento alla città della Quercia invece di prevedere un presidio stabile e argomenti più sindacali come il chiarimento sulle materie di contrattazione e di concertazione.

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