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Trento
31 agosto | 23:37

In pensione il tecnico radio dei vigili del fuoco e non c'è un sostituto: "Così si mettono in difficoltà anche i pompieri volontari"

I sindacati Cgil, Cisl e Uil scrivono alla Provincia per conoscere "quali soluzioni si intende mettere in campo nel prossimo futuro per i vigili del fuoco permanenti di Trento. L'assenza del laboratorio radio si ripercuote anche sui volontari. A rischio operatività e immagine verso la collettività"

TRENTO. Una situazione di incertezza e discontinuità del laboratorio radio del corpo permanente dei vigili del fuoco. Questa la denuncia dei sindacati, Cgil, Cisl e Uil chiedono quali siano "le soluzioni che la Provincia intende mettere in campo nel prossimo futuro". Un momento di forte tensione dettato dal pensionamento di un professionista, non tempestivamente sostituito.

 

Una figura quella del tecnico specializzato di radio che "con dedizione e competenza ha portato un apporto significativo alla centrale, anche dal punto di vista tecnologico", senza dimenticare poi la capacità di intervenire per risolvere problemi "dietro le quinte" sulle comunicazioni e le trasmissioni tra le varie squadre, comprese le riparazioni dei vari dispositivi per garantire la piena funzionalità delle apparecchiature.

 

"L’unico tecnico specializzato che operava è andato in pensione", dicono Tiziano Pojer (Cgil), Francesco Baldesi (Cisl), Denis Dall'Alda e Andrea Mattei (Uil). "Nonostante questo, numerosi vigili del fuoco volontari continuano a recarsi alla caserma, convinti che il laboratorio sia ancora attivo: ciò comporta confusione e disorientamento".

Il laboratorio radio, nel corso degli anni, "ha rappresentato un punto di riferimento insostituibile, distinguendosi per professionalità, efficienza e capacità di supporto, soprattutto al mondo del volontariato. E' superfluo sottolineare come la funzionalità dei sistemi di comunicazione sia elemento cardine nella gestione delle emergenze: dalla loro affidabilità dipendono la buona riuscita delle operazioni e, soprattutto, la sicurezza del personale impiegato".

 

A questo si aggiunge un aspetto centrale: "Il laboratorio radio ha rappresentato un supporto tecnico fondamentale anche per la Centrale operativa dei vigili del fuoco con la garanzia di continuità e prontezza di intervento nei momenti più critici. La mancanza di tale presidio tecnico rischia quindi di compromettere non solo il mondo del volontariato, ma l’intera catena di coordinamento operativo".

 

 

Molti servizi legati alla centrale operativa sono coperti dall'assistenza e da vari fornitori di servizi che rispondono adeguatamente ai problemi principalmente da remoto, ben diverso - evidenziano i vigili del fuoco - è l'approccio di assistenza del nostro laboratorio radio, che essendo in presenza ha garantito e garantisce una risposta assolutamente risolutiva in tempi rapidissimi.

 

Insomma, i vigili del fuoco chiedono risposte e quello del laboratorio radio non è l'unico punto all'ordine del giorno. "La mancata programmazione di soluzioni in grado di garantire continuità a questo servizio rischia di compromettere seriamente la capacità operativa del corpo oltre all’immagine verso la collettività". 

 

A questo primo elemento si affianca l’episodio che si è verificato negli scorsi giorni con l'incidente ferroviario tra due treni. Alcuni carri merci, in manovra nella zona di Roncafort e precisamente all’altezza di via delle Foibe, si sono sganciati e sono collisi con un treno passeggeri regionale fermo a un semaforo con sviamento dai binari di due carrozze.

 

"L’incidente, fortunatamente senza conseguenze gravi, si è verificato in prossimità di un quartiere densamente abitato nella zona nord della città di Trento", commentano Pojer, Baldesi, Dall'Alda e Mattei. "Da tempo sollecitiamo l’amministrazione a porre attenzione su queste criticità: organizzazione di corsi formativi, acquisizione di attrezzature idonee, definizione e condivisione di procedure operative con Rfi, e soprattutto una pianificazione strutturata anche in vista dei maxi cantieri ferroviari previsti nei prossimi anni per la realizzazione del bypass ferroviario dell’alta velocità".

 

Questi due aspetti – la mancata continuità del laboratorio radio e l’insufficiente programmazione rispetto alle emergenze ferroviarie – "sono, a nostro avviso, il risultato dello stesso problema: l’assenza di una visione gestionale preventiva e strutturata. Continuare a operare in modalità reattiva significa affrontare i problemi solo quando sono già esplosi, mentre affrontarli in anticipo significa ridurre rischi, costi e tempi di intervento. Senza un cambiamento nell’approccio gestionale, si rischia seriamente di diventare parte integrante dell’evento, con tutte le ovvie problematiche che ne conseguono, compresa la sicurezza degli operatori che ogni giorno sono chiamati a dover affrontare", concludono Pojer, Baldesi, Dall'Alda e Mattei.

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