L'acquedotto di Trento fa acqua ma le perdite scendono al 12,5% "ma la città è tra le più virtuose d'Italia". E si lavora alla gestione in caso di eventi meteo estremi
Negli anni sono state portate avanti diverse attività di manutenzione e sistemazione della rete acquedottistica del capoluogo. Si lavora anche per adattare la gestione degli impianti di trattamento delle acque reflue e dei relativi sedimenti per una maggiore frequenza degli eventi estremi

TRENTO. Le perdite della rete acquedottistica del capoluogo sono state ridotte al 12,5%, un risultato raggiunto per la ristrutturazione e la sistemazione portata avanti negli anni sulle tubazioni.
La rete acquedottistica e la rete fognaria di Trento sono regolarmente sottoposte a lavori di manutenzione e di sostituzione di tratti di tubature.
Il gestore della rete idrica ha provveduto in particolare a ristrutturare le proprie strutture ma anche a compiere significativi passi con l'obiettivo di conseguire il maggior controllo relativo alla risorsa e agli impianti.
La gestione ottimizzata delle pressioni, il continuo controllo della ricerca perdite e il rifacimento progressivo e mirato della rete di distribuzione (1,3 km/anno di lunghezza rete di dorsale e 2,5 km/anno di reti di distribuzione) ha portato alla riduzione delle perdite fino al 12,5%, così Trento si inserisce tra le città più virtuose d’Italia. E' infatti del 30% la media italiana delle perdite degli acquedotti.
Azioni utili per ridurre le perdite degli acquedotti sono la riduzione della pressione dell’acqua nella rete, le misurazioni costanti delle portate nei nodi strategici degli impianti e la sostituzione progressiva delle tubazioni mettendo a disposizione dei sistemi di lettura in tempo reale.
Recentemente, spiega il Comune di Trento, è stato redatto il Fia - fascicolo integrato degli acquedotti che potrà rappresentare a seguito dell’adozione il riferimento per il miglioramento dell’efficienza nell'utilizzo delle risorse idriche finalizzate all’alimentazione dell’acquedotto comunale.
Tra i documenti contenuti nel Fia ci sono il Piano di autocontrollo (Pac), descrizione del sistema di controllo della qualità dell’acqua destinata al consumo umano, e il Piano di adeguamento dell’utilizzazione (Pau) con la descrizione degli interventi strutturali e gestionali per rendere conforme l’utilizzo dell’acqua necessaria per l’alimentazione dell’acquedotto alle disposizioni di efficienza e sostenibilità stabilite dal Piano generale di utilizzazione delle acque pubbliche e del Piano di tutela delle acque.
Si lavora, conclude l'amministrazione comunale, anche per adattare la gestione degli impianti di trattamento delle acque reflue e dei relativi sedimenti per una maggiore frequenza degli eventi estremi (alluvioni, siccità e così via). Sono previsti inoltre interventi strutturali su caditoie, azioni di comunicazione e sensibilizzazione per promuovere l'adozione di comportamenti sostenibili da parte dei cittadini, azioni di manutenzione regolare di fossati e canali di scolo al fine di evitare che piogge abbondanti causino allagamenti.














