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Trento
27 agosto | 15:14

"Pericolosamente vicini", il docufilm sugli orsi in Trentino fa il tutto esaurito e le proiezioni si moltiplicano. C'è voglia di riflettere su tema spesso strumentalizzato?

Il docufilm indaga il tema della convivenza uomo-orso attraverso le voci di chi "è al centro della vicenda". Il regista Pichler: "L'obiettivo è illustrare che le risposte non sono semplici e che trovare una soluzione al rapporto tra uomini e orsi è complesso"

"Pericolosamente vicini", il docufilm sugli orsi in Trentino fa il tutto esaurito e le proiezioni si moltiplicano

TRENTO. "Pericolosamente Vicini", il documentario del regista altoatesino Andreas Pichler che indaga il tema della convivenza uomo-orso in Trentino fa il boom: dopo l'anteprima da tutto esaurito del 23 agosto al Cinema Modena di Trento – alla quale è seguito un approfondito dibattito con il pubblico – il botteghino della multisala cittadina è stato letteralmente preso d'assalto: centinaia le persone che ieri, primo giorno "ufficiale" nelle sale, si sono accomodate sulle poltroncine per assistere al documentario, con prenotazioni già "sold out" sia per oggi che per domani.

 

Alla luce della grandissima richiesta, il circuito CineWord Trento ha quindi deciso di mettere in programma, dopo la tre giorni inizialmente prevista, un'ulteriore settimana di proiezione e a confermarlo a il Dolomiti è il titolare Massimo Lazzeri: "Le proiezioni continueranno fino a mercoledì 4 settembre, e non escludiamo un ulteriore prolungamento. I grandi numeri registrati sono destinati ad aumentare e siamo felici di ospitare un film che affronta una tematica importante e sentita dalla collettività: da sottolineare è come questa venga affrontata, con un prodotto cinematografico di grande valore, in modo non divisivo ma con l'intenzione di suscitare una profonda riflessione sul tema della convivenza tra uomo e orso".

 

Venendo al documentario, distribuito da Wanted in collaborazione con il Club Alpino Italiano, questo prende le mosse dalla morte di Andrea Papi, il runner ucciso nell'aprile del 2023 in Val di Sole, offrendo una panoramica complessa sul rapporto tra le comunità umane e la popolazione di plantigradi presente sul territorio e sfiorando varie domande tra cui : JJ4 deve essere uccisa? Come gestire il ritorno dei grandi predatori nelle nostre foreste? Quando gli orsi diventano un problema? E, infine, forse quella più profonda: chi è il vero proprietario della natura e della foresta?

 

E lo fa attraverso una pluralità di voci e prospettive: dalle testimonianze delle comunità, tra cui le parole dei genitori di Andrea Papi, fino alla voce di tecnici, forestali e veterinari "che si occupano contemporaneamente della protezione di persone e animali" e che hanno seguito da vicino il progetto Life Ursus e la sua evoluzione negli anni. Non tralasciando naturalmente, in una "navigazione" tra diversi punti di vista, gli sguardi degli attivisti e delle associazioni animaliste scese in campo a tutela dei diritti degli animali.

 

"Vivo vicino al Trentino, passo spesso del tempo in montagna e mi sono occupato degli orsi e della loro situazione prima della morte di Andrea Papi, ed ero già in contatto con molti dei protagonisti quando è avvenuta" racconta il regista Andrea Pichler, che specifica: "Data la natura emotiva e conflittuale di questo tema, è stato fondamentale per me ascoltare le diverse prospettive delle varie persone e gruppi coinvolti, navigando tra i punti di vista contrastanti con una mente aperta".

 

E da qui la scelta di far ruotare il documentario attorno alle persone al centro della vicenda: "Questo è stato molto importante per me: l'obiettivo del film è trasmettere le intense emozioni di coloro che sono coinvolti, creare uno spazio cinematografico che provochi una riflessione e illustrare che le risposte non sono semplici e che trovare una soluzione al rapporto tra uomini e orsi in Europa centrale è complesso".

 

Complessità, appunto, che ha suscitato la curiosità e l'interesse del pubblico. Dimostrazione del fatto che, al di là della polarizzazione ideologica da cui spesso il tema viene (purtroppo) travolto, la voglia di approfondire e riflettere c'è, anche "solo" accomodandosi nella platea di una sala cinematografica.

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