''Pericolosamente vicini'' vince il 'Prix', Pichler: ''Mi sembrava una storia 'banale' rispetto ad altre affrontate. Ma anche qui c'è uno stato di guerra nella testa delle persone''
Il documentario andato in onda ieri sera su Rai3 è un prodotto perfetto, asciutto, che narra il fenomeno senza giudizi palesi. La motivazione del premio: ''È un film indispensabile che mette in discussione il nostro comportamento morale e la nostra etica e prospetta il nostro futuro nel costruire e conservare un ecosistema fragile"

TORINO. E' un docufilm perfetto, c'è poco da dire. Asciutto nella sua impostazione, mai di parte e chiaro nel definire il problema: negli ultimi anni la politica trentina non ha accompagnato la comunità locale nella comprensione del fenomeno e non l'ha preparata ad affrontarlo razionalmente ma anzi ha speculato per fini politici acuendo i conflitti e giocando tutto sull'emotività. ''Pericolosamente vicini. Vivere con gli orsi'' il documentario di Andreas Pichler coprodotto da Rai Documentari ieri è stato messo in onda su Rai3 nello stesso giorno in cui veniva premiato a Torino al Prix Italia nella sezione ''Tv Documentary''.
''Andreas Pichler - si legge nelle motivazioni - ha l'esperienza necessaria per trovare un equilibrio tra le emozioni e le decisioni provenienti da diverse parti. È un film indispensabile che mette in discussione il nostro comportamento morale e la nostra etica e prospetta il nostro futuro nel costruire e conservare un ecosistema fragile".
Il film che indaga sulla difficile convivenza tra uomo e orsi nel Trentino Occidentale partendo dal terribile fatto di cronaca avvenuto nel 2023 quando Andrea Papi fu ucciso nel bosco da Jj4. Felice e sorpreso l'autore, come spiega l'Ansa, che ammette di aver gareggiato con documentari molto "forti e importanti" sia sulla guerra in Ucraina sia sulla difficile condizione delle donne in Iran. "La mia al confronto - commenta a caldo - sembrava una storia 'banale', però poi di fatto ci troviamo anche qua in uno stato di guerra, almeno nella testa delle persone. Non bisogna dimenticare che il presidente del Trentino da tre anni vive sotto scorta per questa faccenda. Il mio film vuole contribuire a placare, a calmare gli animi. In questi tempi sono sempre più le tematiche che dividono, ci sono i gruppi e i fan da una parte dall'altra, sono varie le tematiche sul nostro rapporto con la natura e quella degli orsi è solo una. Questi conflitti di interesse spesso anche infuocati dai social penso che sia proprio il compito del servizio pubblico debbano far capire non solo gli argomenti ma anche a livello emozionale le varie posizioni".
Pichler spiega di essersi voluto tirare quasi completamente fuori anche se chi "guarda il il film con molta attenzione intuisce un po' la mia posizione" ma "sentivo proprio la necessità solo di ascoltare cioè di incontrare le varie persone, gli animalisti, la famiglia. Penso che quello succede sempre meno purtroppo perché tutti urlano e nessuno riesce a ascoltare".
“E’ con grandissima soddisfazione che accogliamo la notizia dell’affermazione di Rai Documentari al Prix Italia nella sezione “Tv Documentary” - il comunicato della Rai - ed è un motivo di grande orgoglio per tutta l’azienda veder riconosciuta dalla giuria di un premio internazionale tanto prestigioso la qualità del proprio prodotto. Questo successo – proseguono – è uno stimolo a continuare a raccontare il nostro tempo, anche tra luci e ombre, ed è uno splendido coronamento delle nostre iniziative per i 100 anni della radio e i 70 della tv. Al regista Andreas Pichler e al direttore di Rai Documentari Fabrizio Zappi vanno i complimenti di tutta l’azienda”.


















