Un grande convegno, teatro, film e una cena sensoriale con lo chef stellato Gilmozzi al Museo etnografico di San Michele: "Prosegue il percorso della mostra sul selvatico"
Un viaggio per approfondire e riflettere sull'attualità tra vivere, abitare, nutrirsi e curarsi in relazione con il selvatico al Museo etnografico di San Michele all'Adige: "Le giornate convegnistiche sono di alto profilo e con momenti molto particolari che rappresentano il coronamento dell'iniziativa espositiva"

SAN MICHELE ALL'ADIGE. Tre giorni di convegno, quattro sessioni, 20 relatori e visite guidate con i curatori della mostra "Selvatico sarai tu!", una pièce teatrale, una cena sensoriale dell'Uomo selvatico con lo chef stellato Alessandro Gilmozzi e la proiezione di film. Un programma intenso e interessante per indagare ancora più nel dettaglio l'iniziativa "Di selvatico in selvatico" (Qui info) del Museo etnografico di San Michele all'Adige.
Un viaggio per approfondire e riflettere sull'attualità tra vivere, abitare, nutrirsi e curarsi in relazione con il selvatico. L’Uomo selvatico è considerato il primo abitante delle montagne, custode dei segreti dell'arte casearia, conservatore di saperi ancestrali che l'hanno portato ad allontanarsi dalla civiltà, per alimentarsi solo di piante spontanee. Queste caratteristiche si ritrovano nelle leggende di cui diventa protagonista, andando ad alimentare un immaginario popolare che ha poi dato vita a diverse espressioni iconografiche in tutto il nord Italia.

"Il convegno tocca, con taglio antropologico, quattro grandi aree di indagine: il rapporto tra il paesaggio selvatico e quello antropizzato, l’influenza e la persistenza del selvatico nell’alimentazione e nella cura ma anche la visione femminile della natura selvatica e l’occhio del cinema tra selvaggio, selvatico e addomesticato", le parole di Armando Tomasi, direttore del Museo etnografico di San Michele all'Adige. "Le giornate convegnistiche sono di alto profilo e con momenti molto particolari che rappresentano il coronamento dell'iniziativa espositiva".

Il convegno inizia giovedì 22 maggio con "Il selvatico urbano" a cura di Luca Faoro. Una giornata che coinvolge la Fondazione Wwf Italia, l'Università Iuav di Venezia, la Fondazione Benetton Studi Ricerche e l'antropologo Annibale Salsa con un intervento sul "Paesaggio culturale e inselvatichimento nelle Alpi". La visita alla mostra con focus di Danilo Gasperini.
Si prosegue venerdì 23 maggio con "Il selvatico per mangiare e curare" a cura di Danilo Gasparini. A prendere la parola gli esperti dell'Université de Bretagne Occidentale, dell'Università di Padova, dell'Università Politecnica delle Marche e dell'Università di Udine, oltre a Marina Scopel, storica della gastronomia e dell'alimentazione. Spazio alla mostra con focus della curatrice di Silvia Spada. Una serata con l'esperienza della cena sensoriale di chef Gilmozzi per scoprire erbe e piante: l'arte in cucina con la divulgazione di Stefano Delugan (prenotazione obbligatoria - clicca qui per info).
E poi sabato 24 maggio "Tribù delle Alpi e donne selvatiche" a cura di Michele Zucca con pedagogisti, ricercatori e antropologi. Infine "Il selvatico al cinema" a cura di Marco Rossitti. Protagonisti i registi e si prevede la proiezione di Zenerù e Arsa, quest'ultima quasi una prima nazionale. "Il programma è molto vario e affronta diversi aspetti collegati al tema generale", dice Tomasi. "La pièce teatrale, i film e la cena stellata sono momenti particolarmente originali che elevano ulteriormente la qualità dell'evento".
La mostra inoltre prosegue ancora fino alla fine del mese ma il bilancio è già positivo. "In 7 mesi sono stati organizzati 40 eventi, laboratori, visite guidate e molte iniziative collaterali. Siamo molto soddisfatti e c'è stata un'ottima risposta da parte del pubblico", conclude Tomasi.













