Arriva "Sin-biosys", il primo festival di micologia delle Dolomiti: escursioni, mostre, talk e laboratori: "Proponiamo uno sguardo nuovo sulla relazione con l'ambiente"
Nasce da un’idea della Pro Loco Castello Molina di Fiemme il festival “Sin-biosys- i funghi delle Dolomiti”: cinque giorni di approfondimenti con escursioni guidate, mostre e talk con esperti del settore a livello italiano

MOLINA DI FIEMME. Partire da una specificità del territorio e trasformarla in un’occasione di conoscenza attraverso un evento multidisciplinare. Ecco Sin-biosys, manifestazione che in 5 giorni di attività propone un viaggio a 360 gradi nel mondo dei funghi e dei licheni. Un appuntamento targato Pro Loco Castello Molina di Fiemme con la micologia, ente con all'interno un gruppo micologico con oltre 100 iscritti.
"L'evento Sin-biosys racchiude l’idea di fondo della nostra associazione: il fare insieme come chiave per vivere bene", dice Paolo Bonelli, presidente della Pro Loco Castello Molina di Fiemme. "Dopo anni di ricerche e attività nel campo della micologia, siamo felici oggi di essere promotori di un evento che trascende il significato puramente 'catalogativo' dello studio dei funghi per estrapolarne invece una preziosa lezione filosofica sull’importanza della collaborazione e dell’essere cooperativi".
Dal 30 settembre al 5 ottobre un palinsesto di mostre, escursioni guidate, laboratori, pranzi ovviamente a base di funghi, e pratiche di yoga collegate al tema della giornata. Presenti anche esperti e studiosi dell'Università di Trento e di Bologna.
Un'iniziativa che punta a sviluppare sofisticati modelli comportamentali all’interno degli ecosistemi. Mediante il loro apparato di tecnologie e strategie relazionali, infatti, i funghi sono riusciti a sopravvivere a cinque estinzioni di massa e popolano la terra da 2 miliardi di anni; vivere in sin-biosi (vita insieme) con il proprio ambiente è quindi quanto noi esseri umani possiamo imparare da questi organismi.
“Vorremmo che ci partecipa al nostro evento portasse via non solo una conoscenza più approfondita del tema, ma anche uno sguardo nuovo sulla nostra relazione con l’ambiente. Ambiente visto come maestro di un approccio sostenibile, collaborativo, in cui i funghi non sono che un’occasione per parlare di socialità e di relazioni", spiega Andrea Daprà, segretario della Pro Loco e coordinatore dell'evento. "Il programma riflette questo impegno nel proporre un approccio sano e profondo alla natura: tutti i pomeriggi, infatti, si entra in contatto con il bosco attraverso pratiche di yoga, che Donatella Cont, insegnante di yoga e curatrice di queste attività, definisce momenti in cui la realtà viene sospesa, in cui accendiamo i nostri sensi e ci facciamo accompagnare da pratiche di pranayama, asana, yoga del tessuto ed altre per entrare in contatto profondo con le energie della foresta".
L’evento inaugura martedì 30 settembre alle 9, con una giornata dedicata al tema dell'identificazione dei funghi in ambiente naturale, suddivisa in un'esperienza sul campo con i micologi e due talk su funghi velenosi e commestibili. Mercoledì 1 ottobre si approccia il tema della biomimesi comportamentale: cosa possiamo imparare dai funghi per vivere in maniera sostenibile?
Giovedì 2 ottobre, il professore Gabriele Gheza dell’Università di Bologna introduce il tema dei licheni, illustrandone l’inaspettato modello sociale. I licheni sono poi i protagonisti del pranzo a cura dello chef stellato Alessandro Gilmozzi (posti limitati) e della mostra “Minimondi: la straordinaria strategia di vita dei licheni”, visibile al parco di Paneveggio per scuole e associazioni fino a novembre.
Altro aspetto è la micocoltura, trattata venerdì 3 ottobre attraverso tre talk e un laboratorio. Sabato 4 ottobre è la volta di funghi e salute, con intervento, tra gli altri, del direttore del Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive UniTn, professore Gianluca Esposito. Si chiude domenica 5 ottobre con aperitivo e yoga per tutti.
Un evento ancorato alle specificità e tradizioni culturali locali, come la micologia, ma anche lanciato verso orizzonti più ampi, che il Comune di Castello Molina, nelle parole della consigliera Valentina Daprà, sostiene convintamente “non solo per la sua capacità di esprimere un potenziale turistico del nostro territorio facendo leva sulle nostre tradizioni più radicate, ma anche per il suo valore di attivatore sociale. Un aspetto, questo, molto caro alla nostra amministrazione, che è infatti la seconda in Trentino ad avere attivato il bilancio del bene comune, proprio per valutare l’impatto delle attività sociali sul benessere collettivo".












