Dalle degustazioni nelle torri agli chef stellati, il viaggio di Autumnus prosegue con diverse sorprese in programma
La quinta edizione di Autumnus, manifestazione dedicata alle specialità enogastronomiche e agroalimentari del territorio organizzata dalla Pro Loco Centro Storico di Trento, prosegue con un programma che include degustazioni, incontri, laboratori e iniziative per la sostenibilità

TRENTO. Autunno, tempo di risvegli? Sicuramente se la declinazione di questa stagione è sotto l’egida di Autumnus, i frutti della terra. Mai kermesse ha finora riscosso maggior consenso. E rilanciato con forza e visione indirizzi strategici per il comparto agroalimentare dolomitico. Non solo della città di Trento. Perché in riva all’Adige, nelle piazze e nei palazzi della Città del Concilio è in scena un convivio sensoriale. Senza se e senza alcun tentennamento.
Merito di una Pro Loco ardimentosa e contemporaneamente tenace, decisa a interpretare le suggestioni autunnali con uno spirito innovativo, aperto alla giusta contaminazione, al confronto, senza temere campanilismi. Osando guardare lontano. Con le degustazioni comparative, gli appuntamenti enogastronomici più sfiziosi, animando palazzi e torri che diventano simbolo godurioso di trentinità. Proprio come raramente capita di condividere. Ben oltre anche i blasonati festival di collaudato successo e supportati da roboanti campagne mediatiche nazionali.
Autumnus osa, stupisce e soprattutto convince. In primis il palato, con una serie di leccornie che testimoniano come il Trentino del gusto può - o meglio: potrebbe - sfidare ogni stimolo extraregionale. Per farlo, tra i 220 eventi ritmati nei 10 giorni della kermesse, schiera di volontari con la regia di Marco Lazzeri, perfettamente in sinergia con ogni azienda partecipe, con tutti gli espositori che fanno assumere alle piazze la loro specificità originaria. Spazio di popolo, luoghi di socialità e di buon gusto.
La gastronomia non è banalmente all’insegna del tipico o del tradizionale. Definizioni, queste, stantie, retrograde. Ecco allora che il concetto di "tradizione" è la giusta applicazione del "tradire, per conservare e rilanciare solo quanto è valido, quanto rappresenta una comunità".
Banchetti, degustazioni mirate, tra questa esclusive verticali di Ferrari, San Leonardo e i vini della cantina di Franz Haas. Poi largo ai sommelier, ai Vignaioli del Trentino e a tuta una serie di cantine o produttori di materie prime che scandiscono l’evoluzione del gusto stesso. Piacevolezze e proposte turistiche, con l?Azienda per il turismo cittadina, quella di Madonna di Campiglio, così come l'Apt Fiemme e Cembra, proprio per non chiudersi su assurdi localismi.
Impossibile soffermarsi sulla versatilità del programma. Nelle ultime ore che mancano alla chiusura emerge la proposta d’alta cucina. Quella coordinata dagli Ambasciatori del Gusto, l’associazione nazionale che annovera chef prestigiosi, diretta dal fiemmese Alessandro Gilmozzi.
Per l’edizione 2025 ha mobilitato ben 8 cuochi stellati, richiamando a Trento pure 5 grandi chef d’Oltralpe, per uno scambio internazionale di stampo Dolomitico. Nei piatti - serviti al Castello del Buonconsiglio, ma pure nel galà finale imbastito in piazza -vengono interpretati con grande bravura tantissime materie prime del territorio, ingredienti semplici quanto fondamentali per ricucire legami stimolare ricordi, diffondere piacevolezze.
Materie prime scovate nel bosco, con autunno assolutamente presente. Con sorprese e altrettante consuetudini alimentari a rischio estinzione. E’ il caso del Mangalico, maiale originario della steppa bulgara, allevato nelle comunità dell’Agordino, bestia doòestica decisamente singolare: ha un pelo riccioluto e lungo, coltre che somiglia alla lana delle pecore. Ha una carne assolutamente tenera, saporita e ricca di grasso buono. Talmente pregiata che Alessandro Gilmozzi la cucinerà con plateale scenografia. Per accompagnare altri banchetti, dal minestrone a base di polenta a tutta una serie di variazioni con erbe spontanee del bosco. Ingrediente, questo, presente pure in un gastronomico panettone. Menù sopraffini e altrettante proposte nei punti ristoro delle piazze, per una kermesse che abbina il Top con il pop. E risveglia i sensi.











