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| 06 giu 2024 | 22:08

Sanità, "No a esternalizzazione e spending review", la Cisl Fp: "Servono risorse e il rispetto dei protocolli. Si deve superare la logica dei numeri chiusi"

Un sistema sanitario, spiega la Cisl, che si è progressivamente indebolito e ha limitato le assunzioni. E ha promosso le esternalizzazioni dei servizi nonostante i protocolli sottoscritti e creato nei fatti diseguaglianze all'interno degli stessi settori

Sanità, No a esternalizzazione e spending review, la Cisl Fp: Servono risorse e il rispetto dei protocolli
di Redazione

TRENTO. "Da anni evidenziamo l'urgenza di cambiare l'agenda degli interventi nella sanità e nell'assistenza. Dobbiamo restare attenti a non avviare una nuova stagione caratterizzata da spending review e esternalizzazioni, in quel caso la nostra risposta sarà durissima". A dirlo Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp. "Oggi si rincorrono i problemi e chi è causa del suo mal dovrebbe piangere se stesso. I protocolli sottoscritti il 5 dicembre 2022, il 18 luglio 2023 e il 18 aprile 2024 devono essere rispettati: c'è l'impegno a mettere risorse aggiuntive nell'assestamento di bilancio per un equilibrio tra le professioni sanitarie e non".

 

Un sistema sanitario, spiega la Cisl, che si è progressivamente indebolito e ha limitato le assunzioni. E ha promosso le esternalizzazioni dei servizi nonostante i protocolli sottoscritti e creato nei fatti diseguaglianze all'interno degli stessi settori.

 

"Lavorare in ambito sanitario e assistenziale  non è attrattivo e c'è la fuga di personale. Tempi della conciliazione vita lavoro sono prioritari anche rispetto ad altre tematiche. Inoltre da anni sosteniamo la necessità di superare il numero chiuso. Dobbiamo lasciarci alle spalle quella visione corporativa delle prestazioni che tanto ha fatto male sia alla sanità che al settore dell’assistenza. È poi importante potenziare anche la macchina amministrativa e tecnica".

 

E' necessario, aggiunge la Cisl, mettere a terra i tre protocolli e rinnovare i contratti per il riconoscimento delle responsabilità sempre crescenti per garantire i servizi alla popolazione, rendere quindi nuovamente attrattivo il lavoro nella sanità e nell'assistenza.

 

"Una programmazione della formazione che superi la vetusta visione dei numeri chiusi, incentivi la formazione e renda attrattive queste occupazioni. E' corretto evitare gli spechi ma questo non significhi una nuova spending review e l'intenzione di puntare sulle esternalizzazioni. I sindacati devono essere coinvolti per trovare le soluzioni".

 

Questa la ricetta della Cisl. "Si deve ripartire dall'investimento nel capitale umano, questo si ottiene solo se si valorizza il lavoro: significa aumentare le retribuzioni, rinnovare i contratti  e investire nella medicina territoriale di prossimità. E' urgente investire e analizzare veramente e con capacità di ascolto i fabbisogni di comparti sempre più in sofferenza. La salute è un diritto, oggi ancor più fondamentale in questo contesto di invecchiamento della popolazione. Se non si interviene con politiche attente e coraggiose oggi, il rischio è quello di un sistema welfare in crisi domani", conclude Pallanch.

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