"Si devono pagare di più e meglio gli operatori già in servizio", la Cisl Fp e la Uil Fpl: "Oltre 4 mila dipendenti delle Rsa e del terzo settore attendono ancora risposte"
Tra le priorità per la Cisl Fp e la Uil Fpl la necessità di individuare strumenti di gestione del "fenomeno dell’invecchiamento" perché all’interno delle strutture residenziali è rilevata un’età anagrafica delle lavoratrici e lavoratori sempre più avanzata, che molte volte si avvicina a quella degli assistiti, senza un adeguato ricambio generazionale

TRENTO. "Si devono pagare di più e meglio gli operatori già in servizio nelle Apsp e nelle case di riposo e non quelli che verranno, se verranno, per rafforzare gli organici". A dirlo Giuseppe Pallanch (Cisl Fp) e Andrea Bassetti (Uil Fpl EE.LL.). "Oggi si rincorrono i problemi e chi è causa del suo mal dovrebbe piangere se stesso. Ci sono poi da implementare le azioni per la conciliazione vita/lavoro, ma è necessaria una risposta alle esigenze del settore: per fare questo si deve avviare un tavolo tecnico permanente per affrontare le criticità del personale”.
Le professioni sanitarie e assistenziali non sono più attrattive e c'è la fuga di personale dalle Apsp e Rsa private verso settori più tutelati e remunerati” Da anni evidenziamo l'urgenza di cambiare l'agenda degli interventi nel comparto delle Autonomie Locali. I temi portati all’attenzione non possono più attendere e con forza tutto il personale inserito nelle Apsp e nelle Rsa private del Trentino richiama all’attenzione l’assessorato di riferimento, stando i livelli in crescita esponenziale di stress psico/fisico. Una situazione insostenibile che non permette il recupero delle energie e non tiene conto della necessaria conciliazione lavoro-famiglia".
E' necessario, per la Cisl Fp e la Uil Fpl EE.LL., mettere a terra le richieste di revisione dei parametri e risorse aggiuntive in assestamento di bilancio e rinnovare i contratti per il riconoscimento delle responsabilità sempre crescenti per garantire i servizi alla popolazione, rendere quindi nuovamente attrattivo il lavoro nell'assistenza. Tra le priorità la necessità di individuare strumenti di gestione del "fenomeno dell’invecchiamento" perché all’interno delle strutture residenziali è rilevata un’età anagrafica delle lavoratrici e lavoratori sempre più avanzata, che molte volte si avvicina a quella degli assistiti, senza un adeguato ricambio generazionale.
"I tempi della conciliazione vita-lavoro sono prioritari e come evidenziato dall’assemblea del 15 aprile scorso rappresentano una variabile indipendente; dobbiamo lasciarci alle spalle quella visione corporativa delle prestazioni che hanno penalizzato il mondo dell’assistenza nel passato".
L’attenzione della politica trentina "non può allontanarsi dai bisogni del mondo del lavoro e di chi tutti i giorni permette l’erogazione dei servizi verso la parte più fragile del nostro territorio, all’interno delle strutture residenziali che devono ritornare attrattive e di nuovo interesse per le future generazioni di professionisti".
Questa la ricetta della Cisl FP e della UIL FPL EE.LL. "Si deve ripartire dall'investimento nel capitale umano e questo si ottiene solo se si valorizza il lavoro, aumentando le retribuzioni, rinnovare i contratti e investire nei servizi d’assistenza territoriale di prossimità. E' urgente investire e analizzare veramente e con capacità di ascolto i fabbisogni del personale sempre più in sofferenza. Siamo nuovamente a ricordare che 4.000 dipendenti delle Apsp altrettanti del terzo settore sono in attesa di risposte. La salute è un diritto sancito dalla Costituzione, oggi ancor più fondamentale in questo contesto di invecchiamento della popolazione. Se non si interviene con politiche attente e coraggiose oggi, il rischio è quello di un sistema welfare in crisi domani", concludono Pallanch e Bassetti.












