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| 30 mag 2025 | 15:41

"Preoccupati dal progressivo indebolimento della sanità", la Cisl sulla riduzione di posti letto all'ospedale: "Il temporaneo spesso significa definitivo"

La Cisl Fp torna a chiedere un confronto con le autorità sanitarie e la Provincia: "Il personale è sempre più stanco e demotivato. Spesso non vengono ascoltati e valorizzati per le grandi competenze"

"Preoccupati dal progressivo indebolimento della sanità", la Cisl sulla riduzione di posti letto all'ospedale
di Redazione

TRENTO. "Siamo preoccupati perché il trend sembra quello di ridurre i posti letto". A dirlo Giuseppe Pallanch, segretario della Funzione pubblica della Cisl, con Sandro Pilotti, responsabile Sanità per il sindacato di via Degasperi. "Già alla fine dell'anno scorso avevamo manifestato la nostra contrarietà alla decisione di ridimensionare la capacità di alcuni reparti. L'Azienda provinciale per i servizi sanitari aveva poi compiuto un passo indietro ma adesso siamo ancora qui a discutere dell'errore di questa scelta".

 

L'ipotesi è di ridurre temporaneamente di 8 posti letto di degenza in Chirurgia 1 all'ospedale Santa Chiara di Trento. Non è arrivata un'informativa ufficiale dell'Apss ma questa, per i sindacati, sarebbe la direzione aziendale. "Il temporaneo spesso significa definitivo e questa scelta è stata già messa in campo a Chirurgia di Rovereto", evidenziano Pallanch e Pilotti. "Non possiamo accettare che ci siano altri rischi, un prologo di un indebolimento dell'offerta sanitaria in Trentino".

 

I motivi della (temporanea) riduzione sarebbero anche di carattere organizzativi: carenza di infermieri e la necessità di garantire al personale di usufruire delle ferie. "La carenza di personale è strutturale e riguarda tutte le professioni sanitarie e non. Per questo la decisione di pensare alla riduzione dei posti letto messa in pratica dall'azienda per far fronte alle difficoltà è particolarmente preoccupante: non c'è strategia e non c'è visione. E' necessario garantire un riconoscimento economico e la conciliazione vita-lavoro", aggiungono Pallanch e Pilotti. "Altrimenti la riduzione dei servizi pubblici sarà progressiva".

 

Il sindacato di via Degasperi torna a chiedere un confronto con le autorità sanitarie e la Provincia. "Il personale è sempre più stanco e demotivato. Spesso non vengono ascoltati e valorizzati per le grandi competenze. Siamo inoltre in ritardo sul rinnovo dei contratti e sulla ricerca di soluzioni innovative che possano rendere il lavoro, con impegno e passione, dei professionisti nuovamente attrattivo. E' ora di sedersi a un tavolo per ragionare sulle possibili vie d'uscita per garantire i diritti dei lavoratori, dei cittadini e rafforzare il sistema sanitario trentino", conclude Pallanch con Pilotti.

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