"Serve chiarezza e confronto", la Cisl preoccupata sulla nascita dell'Asuit e sulla riforma sanitaria: "Non si possono calare decisioni dall'alto"
La Provincia ha deliberato un riassetto interno in vista del passaggio da Apss e Asuit. La Cisl Fp: "Preoccupati. A oggi infatti non siamo mai stati convocati e informati sugli effetti che tale operazione avrà sul personale"

TRENTO. Riorganizzazione nella governance dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari, una decisione in vista della costituzione dell'Asuit. Una scelta però che preoccupa i sindacati: "Serve chiarezza e confronto", spiega la Funzione pubblica della Cisl.
La Provincia ha deliberato un riassetto interno, sono stati nominati nuovi direttori del Consiglio di direzione: Denise Signorelli e Rosa Magnoni. Questo in ottica del passaggio all'Azienda sanitaria universitaria integrata (Qui articolo).
Il nuovo ruolo universitario implica infatti un ampliamento di funzioni e responsabilità non solo sul piano dell’assistenza sanitaria, ma anche in ambito formativo, scientifico e di ricerca clinica. Il tutto in stretta collaborazione con l’Università di Trento e Verona e gli altri attori del sistema socio sanitario provinciale.
"Esprimiamo forte preoccupazione in merito alla nascita della nuova Asuit", dicono Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp, e Sandro Pilotti, segretario del comparto sanità. "A oggi infatti non siamo mai stati convocati e informati sugli effetti che tale operazione avrà sul personale. Da tempo ci battiamo contro i processi di esternalizzazione che, invece di diminuire, hanno subito una preoccupante accelerazione, in aperta contraddizione con gli impegni assunti nel protocollo con la Provincia del dicembre 2022. Questa scelta produce ulteriore precarietà per i lavoratori chiamati a subentrare nei servizi".
Una situazione complessa in generale a causa della carenza di infermieri e del personale sanitario. "Non è un problema improvviso ma il risultato di gravi errori di programmazione del passato", aggiungono Pallanch e Pilotti. "Oggi più che mai chiediamo il rispetto degli impegni e la trasparenza nelle scelte: serve un cambio di rotta, fatto di responsabilità, valorizzazione delle professionalità interne e reale attenzione alla qualità del lavoro e dei servizi offerti ai cittadini. La riforma non può essere calata dall'alto: deve essere costruita con la partecipazione dei lavoratori e della popolazione".
I sindacati chiedono un confronto e di essere coinvolti nel processo decisionale. "Siamo stanchi di azioni unilaterali e ricordiamo alla Giunta che il personale, per contratto e per legge, è tutelato e rappresentato dalle organizzazioni sindacali legittimate", concludono Pallanch e Pilotti.














