"Sostenibilità e lotta al cambiamento climatico", l'enologo trentino Carlo De Biasi premiato a Dubai ad AgriNext2024: leadership in agricoltura biologica
Il riconoscimento per l'impegno profuso nel promuovere la viticoltura rigenerativa-organica e sostenibile, interpretando un ruolo significativo nell'evoluzione del settore vitivinicolo internazionale. Carlo De Biasi: "Approccio che è anche garanzia di qualità della produzione, il premio è il coronamento di anni di lavoro"

DUBAI. L'enologo trentino Carlo De Biasi, attualmente direttore generale dell'azienda vitivinicola toscana San Felice, ha ricevuto ieri a Dubai, alla conferenza internazionale AgriNext 2024, il prestigioso premio "Excellence in Leadership in Organic Farming Practices" per l'eccellenza nella leadership in agricoltura biologica.
Il riconoscimento, riservato ai leader del settore agricolo mondiale, mette in luce l'impegno profuso negli anni da De Biasi – che in passato ha ricoperto il ruolo di direttore agricoltura delle dieci aziende vitivinicole di proprietà della famiglia Zonin, per poi diventare direttore generale di Cantina Toblino dal 2016 al 2022 – nel promuovere la viticoltura rigenerativa-organica e sostenibile "interpretando un ruolo significativo nell'evoluzione del settore vitivinicolo internazionale".
"Questo premio è il coronamento di anni di lavoro in quest'ambito – spiega a il Dolomiti Carlo de Biasi – a partire dallo sviluppo di pratiche sostenibili che poi si sono evolute in ambito biologico e anche in focus specifici sull'agricoltura rigenerativa".
Alla conferenza internazionale, nello specifico, si sono incontrati circa cinquecento professionisti, ricercatori e amministratori delegati da tutto il mondo per discutere e condividere esperienze, e creare collaborazioni, nell'ottica di un futuro non solo vitivinicolo, ma agricolo in generale, che dovrà sì riuscire a soddisfare le esigenze alimentari di una popolazione mondiale in crescita, ma in modo sostenibile e sicuro.
"La strada giusta, anche se potrebbe apparire un controsenso, è indubbiamente quella di produrre di più utilizzando meno mezzi tecnici, come ad esempio concimi e prodotti per la difesa delle colture – dichiara l'enologo – e, per quanto riguarda il modello che abbiamo adottato all'azienda San Felice, dove è presente inoltre un'importante coltivazione biologica di ulivi e dove viene gestista inoltre un'oasi naturalistica in collaborazione con il Wwf, l'idea è quella di adottare modelli di viticoltura rigenerativa per produrre vini di qualità in un contesto caratterizzato dal cambiamento climatico".
E sulle sfide comuni per gli agricoltori di tutto il mondo, De Biasi non ha dubbi: "Queste sono collegate alla sostenibilità, alla sicurezza alimentare e alla lotta contro il cambiamento climatico".
"Porto avanti quest'impegno da anni su scala nazionale, dal punto di vista aziendale, sia su scala internazionale – osserva De Biasi – con il mio ruolo di vicepresidente dell'associazione 'Lien de la Vigne' che coinvolge oltre cinquanta aziende in tutto il mondo e punta ad apire la strada ad un'industria vinicola più sostenibile e vivace, mettendosi al servizio della filiera sia dal punto di vista pratico che a livello di comunicazione e marketing".
Un pensiero va poi agli anni alla direzione della Cantina Toblino: "Anche in quel caso avevamo sviluppato molto l'agricoltura biologica e più della metà della superficie era incanalata proprio in quest'ottica: posso dire che anche quell'esperienza ha contribuito a consolidare il mio percorso".
Riflettendo sul valore del metodo biologico e della viticoltura rigenerativa, che punta a preservare la "salute" del suolo, l'enologo osserva come queste siano anche garanzia di qualità superiore delle produzioni: "Questo tipo di approccio implica non adagiarsi su modelli prestabiliti, monitorando e prendendo decisioni su come intervenire in base a valutazioni costanti, e questo è garanzia appunto di qualità".
Tornando al prestigioso riconoscimento ricevuto, questo arriva a poche settimane di distanza dalla nomination di De Biasi quale "Executive of the Year" da parte di "Wine Enthusiast", la prestigiosa rivista americana che ogni anno celebra i professionisti e le aziende che hanno dato contributi significativi al successo del mondo del vino.
"Anche questa è stata una grande sorpresa, dal momento che i finalisti sono solo cinque a livello mondiale – chiosa Carlo De Biasi – e io sono l'unico europeo: ciò fa piacere e significa che ciò che stiamo facendo è osservato a livello internazionale, e anche il fatto che la nomination arrivi dalla rivista più letta al mondo anche dalle nuove generazioni è estremamente significativo".













