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Trento
18 aprile | 12:30

"Intelligenza artificiale e robotica plus per il settore vitivinicolo", l'enologo trentino Carlo De Biasi: "Fondamentale stare al passo con i cambiamenti anche a livello locale"

L'enologo trentino Carlo De Biasi, recentemente nominato presidente dell'associazione internazionale Lien de la Vigne: "Momento storico delicato e grandi sfide per il settore vitivinicolo, intelligenza artificiale e robotica possono influire molto in termini di efficienza, produttività e precisione. Il Trentino? Antesignano nello sviluppo di tecnologie innovative, Fem e Fbk eccellenze della ricerca"

TRENTO. Dall'instabilità dei mercati e delle politiche commerciali globali ai cambiamenti demografici, dagli atteggiamenti sociali nei confronti delle bevande alcoliche alla riduzione della fiducia dei consumatori, fino agli impatti del cambiamento climatico sulle produzioni, alla carenza di manodopera e all'incremento dei costi di produzione, che rendono sempre meno sostenibili molti modelli aziendali: queste alcune delle principali sfide che si trova (e che si troverà) ad affrontare il settore vitivinicolo internazionale. A monitorare attentamente questi fenomeni è l'associazione internazionale Lien de la Vigne alla cui guida come presidente, da circa due mesi, c'è l'enologo trentino Carlo De Biasi.

 

Con esperienze in Veneto e già ai vertici della Cantina Toblino, ha in seguito assunto il ruolo di direttore generale del colosso vitivinicolo toscano San Felice, ricoprendo inoltre per dieci anni il ruolo di vicepresidente dell'associazione indipendente che, fondata nel 1992 e con sede a Parigi - come specifica a il Dolomiti lo stesso De Biasi - coinvolge oltre cinquanta aziende leader mondiali nel settore  e altrettante università e centri di ricerca internazionali  e ha lo scopo di "promuovere l'innovazione scientifica affinché questa arrivi alle aziende, contribuendo allo sviluppo del settore vitivinicolo mondiale".

 

Come? In estrema sintesi, spiega De Biasi, individuando alcuni temi cardinali per la filiera vitivinicola, in relazione al momento storico, e mettendo in contatto centri di ricerca pubblici e privati e le realtà produttive del settore, con l'obiettivo di favorirne l'interazione con strumenti quali conferenze, indagini, sviluppo di partenariati di ricerca e collaborazioni internazionali.

 

"Ho accompagnato in questi ultimi dieci anni, nel ruolo di vice, il lavoro presidente Peter Hayes, giù presidente dell'Oiv e che ha ricoperto la carica per ben 22 anni – spiega De Biasi – e questo cambio al vertice ha portato inoltre alla riorganizzazione del consiglio direttivo, soprattutto nell'ottica di permettere all'associazione di stare al passo con i tempi, anche sotto l'aspetto della digitalizzazione e delle nuove tecnologie".

 

Ad essere sottolineato da De Biasi, a tal proposito, è come sia evidente che il settore vitivinicolo internazionale stia attraversando un "momento storico delicato", proprio alla luce delle grandi sfide sopracitate e del "continuo calo, in proiezione, del consumo dei vini". E proprio per dare una risposta a queste "criticità" l'argomento scelto quest'anno dall'assemblea dell'associazione è stato l'integrazione dell'intelligenza artificiale e della robotica nel settore vitivinicolo, con l'adozione di strumenti tecnologici considerata prioritaria per migliorare efficienza, produttività e precisione.

 

"L'intelligenza artificiale può influire molto sullo sviluppo del settore con gli algoritmi che possono analizzare velocemente molti dati, da quelli dei sensori per rilevare malattie o parassiti delle viti fino al loro sviluppo vegetativo, ma anche quelli relativi ad esempio alle condizioni metereologiche – osserva l'enologo – e questo può supportare gli agricoltori nell'ottica di definire le migliori strategie d'intervento, con il pensiero che va soprattutto alle coltivazioni biologiche. L'intelligenza artificiale può rivelarsi utile anche in cantina, ad esempio per monitorare il processo di vinificazione e comprendere meglio gli sviluppi del prodotto. Ma anche nei settori del marketing, delle vendite e dell'interazione delle cantine con i consumatori, aspetto quest'ultimo sempre più rilevante".

 

Ad essere specificato è come moltissime attività d'ambito stiano integrando, gradualmente, queste innovazioni tecnologiche e come a giocare un ruolo significativo sia anche la robotica il cui utilizzo sta avanzando, pur rimanendo ancora relativamente l'imitato.

 

"L'utilizzo dei robot nei vigneti suscita interesse in termini di sostenibilità, riduzione dei costi operativi e maggiore e efficienza nella gestione delle operazioni agricole – specifica De Biasi – e va tenuto conto anche che uno dei problemi cronici del settore, a livello mondiale, è la carenza di manodopera: sotto questo aspetto la robotica può far fronte a questa carenza, risultando impattante in ambiti come la gestione del suolo, la potatura, il monitoraggio delle piante e persino la raccolta, fino all'imbottigliamento. Naturalmente la sfida è far avvicinare le aziende a queste tecnologie che sono evidentemente ancora in fase di sviluppo, ma che le realtà produttive dovranno essere in grado di recepire e utilizzare ".

 

E proprio nell'ottica di un avvicinamento costante tra mondo dell'innovazione e produttori, De Biasi osserva come l'Associazione Lien de la Vigne – che nel 2021 ha inoltre ottenuto lo status di osservatore dell'Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino – sia costantemente attiva, grazie a strategiche connessioni internazionali, per mettere a fuoco lo stato di avanzamento tecnologico e innovativo, organizzando momenti in cui il mondo della ricerca possa confrontarsi e farsi conoscere alle aziende, nell'ottica di una connessione sempre più fruttuosa.

 

Lo sguardo, in conclusione, viene lanciato sul territorio trentino che può vantare eccellenze sotto l'aspetto della ricerca scientifica quali la Fondazione Edmund Mach e la Fondazione Bruno Kessler, che negli anni sono state in grado di interagire con il settore vitivinicolo, contribuendo al suo sviluppo.

 

"Il Trentino si può dire che sia stato un antesignano nello sviluppare tecnologie innovative d'ambito. Penso all'introduzione di sistemi Gis per la gestione del territorio e per l'analisi delle caratteristiche del suolo – conclude De Biasi – che hanno permesso di indirizzare al meglio le produzioni e che si sono poi diffusi su scala nazionale. La nostra associazione, pensando alle realtà come Fem, con la quale abbiamo già collaborato, e Fbk, è naturalmente predisposta a ricercare interazioni, nell'ottica di sviluppare collaborazioni sugli argomenti scientifici affrontati periodicamente. Tornando al settore vitivinicolo in Trentino, penso che anche a livello locale sia fondamentale riuscire stare al passo con i cambiamenti a cui assistiamo, che però veicolano anche a nuove opportunità legate proprio al mondo dell'innovazione".

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