"State freschi", le proposte dell'Azienda per il turismo di Trento per l’estate Ecco i luoghi per vivere cultura e natura sfuggendo al caldo
Dalla Tridentum all'Orrido di Ponte Alto, le proposte dell'Azienda per il turismo di Trento inserite nell'ambito di "State freschi", una raccolta di attività e di iniziative per scoprire il patrimonio storico, culturale e naturalistico del capoluogo

TRENTO. Una serie di proposte per scoprire il patrimonio storico, culturale e naturalistico di Trento, "State freschi" è lo slogan con cui l’Azienda per il turismo del capoluogo promuove la possibilità di visitare molti dei suoi luoghi più iconici, dislocati tra centro e immediate vicinanze.
Nel sottosuolo del centro storico, a circa 4 metri di profondità rispetto al piano cittadino, vive e risplende ancora l’antica Tridentum romana, fatta di strade di pietra, resti di mura di cinta e mosaici, edifici pubblici e privati. Definita splendidum municipium dall’imperatore Claudio nel 46 d.C., venne fondata dai Romani per ragioni strategiche: costituiva infatti un prezioso presidio a controllo della valle del fiume Adige.
I visitatori possono comporre il proprio itinerario, perdendosi tra i numerosi siti che la compongono e la caratterizzano. A partire dallo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas (in piazza Battisti) e dalla Villa di Orfeo che espone 1.700 metri quadri di città romana in un allestimento affascinante, esito degli scavi archeologici effettuati in occasione del restauro del Teatro Sociale. Qui sono visitabili anche le mostre “Ostriche e vino. In cucina con gli antichi romani” e “Dalla terra il futuro. Viaggio nei 150 anni della Fondazione Edmund Mach”.
Il percorso alla scoperta delle origini romane della città si snoda attraverso i resti della Basilica Paleocristiana (eretta fuori mura per ospitare le spoglie dei 3 martiri trentini: Sisinio, Martirio, Alessandro e quelle del patrono di Trento, San Vigilio), l’atrio del Museo Diocesano Tridentino (dove si trovano i resti della monumentale Porta Veronensis, principale accesso da Sud alla città romana), l’area archeologica di Casa Terlago e quella di Palazzo Lodron, i sotterranei di Palazzo Tabarelli e di Palazzo Thun, ora sede del Municipio, che sorge su un'area un tempo occupata dal cardo maximus, la più importante arteria cittadina; e infine la Villa Romana di Orfeo, magnifico esempio di residenza signorile.
Non meno articolata e interessante la rete dei musei e degli edifici: Trento è infatti una città ricchissima di luoghi in cui storia, cultura e natura si incontrano. Esempio perfetto di questa commistione è il Muse – Museo delle Scienze, magistralmente progettato da Renzo Piano e aperto tutti i giorni in agosto con laboratori, dimostrazioni e visite guidate.
Eventi speciali, giornate a tema e attività ludiche e ricreative per tutta la famiglia sono previsti anche al Giardino Botanico Alpino e alla Terrazza delle Stelle, poco distanti dal centro cittadino. E poi ancora il Castello del Buonconsiglio, che fino al 13 ottobre ospiterà la mostra “Dürer e il Rinascimento delle Alpi”: per i visitatori sarà l’occasione ideale per conoscere gli esiti artistici dell’incontro tra il mondo della pittura rinascimentale italiana con quello di matrice nordica.
L’esposizione dà lustro al programma di iniziative ed eventi per celebrare al meglio il centenario dalla fondazione del museo. Albrecht Dürer, grande artista nordico scoprì Trento tra il 1494 e 1495 e restò ammaliato dai suoi paesaggi, di cui catturò l’essenza in una celebre serie di acquerelli. Il Museo Diocesano Tridentino, la Galleria Civica, le Gallerie di Piedicastello, il Museo dell’Aeronautica Gianni Caproni rendono ancor più ampia e di qualità la possibilità di scelta per gli ospiti.
E poi ci sono le cascate. Basta percorrere circa 5 chilometri per ritrovarsi di fronte all’Orrido di Ponte Alto, un luogo nel quale l’ingegno dell’uomo incontra la forza della natura: si tratta di un canyon scavato dalle acque del torrente Fersina in migliaia di anni, nel quale si tuffano due cascate iridescenti di 40 metri. Qui la bellezza si fonde con la storia: nel corso dei secoli sono state infatti costruite opere idrauliche al fine di proteggere la città delle alluvioni.
La Serra di Ponte Alto è la più antica: risale addirittura al 1537. Fu il principe vescovo Bernardo Clesio a volerla. Oggi l’acqua, che scende da questa serra e dalla Controserra Madruzza (altro sbarramento realizzato nel 1882 un centinaio di metri più a valle) genera scenografiche cascate che si fanno largo tra gli strati di roccia rossa, dando vita a spettacolari giochi di luce. I visitatori hanno l’opportunità di avvicinarsi in sicurezza alle pareti dell’orrido e osservare da vicino la potenza dell’acqua grazie a scale a chiocciola, passerella e balaustre che affacciano direttamente sullo strapiombo.













