Cartelli sui sentieri solo in tedesco: è ancora polemica in Alto Adige. Galateo: "Non è una questione ideologica. La chiarezza delle indicazioni può fare la differenza in caso di emergenza"
Dopo le segnalazioni delle ultime ore e la diffusione delle foto dei cartelli monolingui, si riaccende la controversia sul tema

BOLZANO. "Cartelli dei sentieri solo in tedesco? Una scelta sbagliata, contro legge e buon senso. Ne parlerò con il presidente Kompatscher". Lo dichiara Marco Galateo, vicepresidente della Provincia autonoma di Bolzano, dopo che il presidente del Cai altoatesino, Carlo Zanella, e l’assessore comunale di FdI, Tritan Myftiu, hanno documentato la presenza di segnaletica solo in tedesco in diverse zone montane.
Un problema noto e arcinoto, quello dei cartelli monolingui, in Alto Adige, una polemica che riemerge a intervalli regolari e una questione che solleva diversi problemi, in primis quello della sicurezza. Non capire le indicazioni sui cartelli è, di fatto, un problema: un turista, o chiunque non comprenda la lingua, potrebbe perdersi e le conseguenze potrebbero essere devastanti.
E poi, ovviamente, vi è il problema della convivenza linguistica. "Questa terra vive dell'equilibrio delicatissimo tra le sue componenti linguistiche e culturali. Spendere denaro pubblico, quindi di tutti, per installare segnaletica che esclude una parte della comunità, quella italiana, vera minoranza territoriale, e milioni di turisti italiani e stranieri, significa ignorare un patrimonio costruito con fatica in un secolo di storia” dichiara Marco Galateo. “Non è una questione ideologica o nazionalistica, ma di buon senso e di sicurezza: in montagna, la chiarezza delle indicazioni può fare la differenza in caso di emergenza. E il bilinguismo va garantito ovunque perchè non è una mera formalità burocratica, ma una valore fondante dell’autonomia stessa", afferma il vicepresidente.
"Difendere il bilinguismo significa rafforzare la convivenza pacifica, garantire pari dignità a tutti i cittadini e migliorare l'accoglienza verso chi viene a scoprire le nostre montagne. Non rispettarlo è un passo indietro per tutta la comunità", conclude Galateo.












