"Distribuire anticoncezionali gratis non è un messaggio di civiltà". Il comitato "Pro-life insieme" contro la proposta (bocciata) di Brigitte Foppa
"Credo che altri siano i bisogni su cui intervenire e chiamare la distribuzione di anticoncezionali "atto di civiltà" mi pare scorretto", dice Angela D'Alessandro, membro del comitato Pro-Life. "Per fortuna qualcuno ha avuto sale in zucca e ha votato contro la proposta - aggiunge - Distribuire la pillola così come fosse acqua fresca è impensabile e molto pericoloso. Non credo che offrire alle ragazze la possibilità di decidere se rimanere incinta oppure no sia un modo per liberarle da danni "collaterali". Penso sia un modo per deresponsabilizzare il "maschio" che così si potrà sentire "libero" di poter vivere la propria sessualità senza troppi problemi".
BOLZANO. Distribuire gratuitamente la pillola anticoncezionale nei consultori alle ragazze che lo richiedono. Una proposta della consigliera provinciale dei verdi Brigitte Foppa che non è stata accolta dalla maggioranza, per buona soddisfazione del "Comitato Pro - life insieme". In una nota giunta alla casella email della redazione de il Dolomiti, Angela D'Alessandro, esponente del comitato, plaude infatti alla bocciatura della proposta sottolineando: "Credo che altri siano i bisogni su cui intervenire e chiamare la distribuzione di anticoncezionali "atto di civiltà" mi pare scorretto".
La rappresentante del comitato si chiede, tra le altre cose, come mai "la signora Foppa non abbia proposto l'uso gratuito dei preservativi nei consultori. Anche i preservativi - aggiunge - sono anticoncezionali che, se usati correttamente, garantiscono una copertura adeguata proteggendo anche da eventuali malattie sessualmente trasmissibili come l'AIDS ed altre malattie veneree molto pericolose".
Non solo Foppa nel mirino del comitato ma anche Angelo Gennaccaro e Alessandro Huber che "vogliono salvare la situazione, proponendo anticoncezionali gratis per tutti e di svariati tipi. Da "regalare" ai giovani fino ai 26 anni ma eventualmente allargare la fascia di età fino anche ad arrivare alle donne quarantenni con gravi difficoltà economiche. Il comune dovrebbe elargire attraverso le proprie farmacie comunali e farsi carico di questo grosso problema".
"Mi rasserena - continua D'Alessandro - pensare che, all'interno della votazione ci sia stato chi ha avuto “grano salis” ed ha considerato annessi e connessi di questa proposta. Perché dovrebbe essere solo la donna a preoccuparsi dell'anticoncezionale? Perché dovrebbe assumere un farmaco che potrebbe avere ripercussioni sulla sua salute? Distribuire la pillola così come fosse acqua fresca è impensabile e molto pericoloso. Non credo che offrire alle ragazze la possibilità di decidere se rimanere incinta oppure no sia un modo per liberarle da danni "collaterali". Penso sia un modo per deresponsabilizzare il "maschio" che così si potrà sentire "libero" di poter vivere la propria sessualità senza troppi problemi".
"Questa distribuzione selvaggia di anticoncezionali toglie inoltre l'incanto che dovrebbe avere l'incontro intimo tra due persone che si amano - conclude D'Alessandro - lo svuota della tenerezza per farlo diventare un incontro come un altro, con l'unica differenza che qui ci potrebbe essere una complicazione in più. I consultori, prima di pensare a distribuire gratuitamente pillole, che permettono di "fare l'amore in libertà", dovrebbero impegnarsi a rendere i ragazzi più consapevoli di quello che stanno facendo".












