"I due gattini riportati indietro perché nella casa nuova 'non c'è posto' per loro", la rabbia delle volontarie: "Vi lavate la coscienza con un 'mi dispiace' ma non funziona così"
"Accogliere un gatto è un impegno a lungo termine". Le volontarie: "Tolem e Nespola sono stati riportati indietro dopo pochi mesi dall'adozione perché nella casa nuova non c'è più posto per loro. È evidente che non vi rendete conto di quanto male possiate fare agli animali comportandovi così: non sono oggetti di cui disfarsi"

TRENTO. "Ci rendiamo conto che sempre di più quello che viene a mancare è il senso di responsabilità". Le parole sono quelle delle volontarie di "Randagi senza gloria", condivise dall'associazione Zampa Trentina, che sui social hanno raccontato quanto accaduto ai gatti Tolem e Nespola.
"Quando vi accingete ad accogliere in casa un animale si presuppone che alle spalle ci sia già una valutazione ben accurata, la consapevolezza di chi si sta andando ad accogliere con tutti i pro e i contro e di conseguenza la responsabilità di un essere vivente che dipende esclusivamente da voi - si legge in un post pubblicato di recente su Facebook -. Accogliere un gatto significa decidere di condividere la propria vita con lui per una media di 20 anni, un impegno a lungo termine insomma".
Valutazioni che i padroni di Tolem e Nespola non hanno fatto, tanto che a distanza di pochi mesi dall'adozione hanno deciso di "restituirli con una leggerezza e disinvoltura pari a quando si va al Crm a buttare un divano vecchio".
"Non vogliamo generalizzare - tengono però a sottolineare le volontarie -. Ci sono situazioni in cui siamo noi stesse a convincere i proprietari a cercare una sistemazione più idonea ai propri gatti poiché fortemente stressati dal loro contesto. Ma un cambio casa, la nuova fidanzata che non accetta gli animali, il gatto che caratterialmente non rispecchia i vostri standard, il fatto che miagoli troppo, l'arrivo imminente di un figlio non sono motivazioni valide e accettabili".
"Ogni gatto che affidiamo è un pezzo del nostro cuore - sottolineano - è un essere vivente di cui ci siamo fatte carico senza pensarci troppo, lo abbiamo curato, protetto e ci siamo impegnate a cercare per lui una famiglia degna. Quando voi li riportate qui con la vostra nonchalance, lavandovi la coscienza con un banale "mi dispiace tantissimo" non avete nemmeno idea di quello che noi vediamo nei giorni successivi: gatti totalmente annientati in un angolo della gabbia, arrabbiati, stressati, disorientati e aggressivi".
"Per l'ennesima volta dobbiamo riconquistare la loro fiducia che già è stata tradita più volte, dobbiamo rimetterli in piedi sia fisicamente che emotivamente con il terrore di sbagliare un' altra volta la valutazione delle famiglie, perché è davvero paradossale ma quando un gatto torna indietro siamo noi a sentirci male".
Tolem e Nespola sono solo due dei gatti "restituiti" pochi mesi dopo l'adozione: "Riportati indietro come si fa con un libro in biblioteca, perché nella nuova casa non c' è più posto per loro. Sono giustamente arrabbiati e noi con loro". La speranza ora è quella che i due gatti possano trovare una famiglia che sia davvero per sempre.














