Il Palazzo delle Poste tra un presente di degrado e un futuro che si spera all'altezza del sua passato: al Rotary Trento storia e progetti di riqualificazione dell'area
L’obiettivo finale è creare un collegamento più fluido tra l’edificio e la piazza, recuperando anche il caratteristico colore blu acceso che ne segnava le origini, e integrando il mercato storico nel nuovo contesto urbano. Ogni dettaglio presentato in una conviviale del Rotary Club Trento

TRENTO. Il Palazzo delle Poste e la sua storia: è stato un incontro davvero ricco di curiosità e spunti quello avvenuto lunedì 17 marzo al Grand Hotel Trento organizzato dal Rotary Club Trento, presieduto da Fabio Bernardi con l'archietetto Alberto Winterle e l'assessora all'urbanistica e sviluppo economico del comune, Monica Baggia. Il focus della serata era il Palazzo delle Poste di Trento, un edificio che, per la sua inconsueta architettura, ha sempre suscitato domande: da dove proviene un immobile così singolare? Perché, pur avendo attirato l’attenzione di chi lo osserva quotidianamente, è stato lasciato andare in degrado?
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Ecco cosa è emerso
Una Storia di Stratificazioni
Il Palazzo delle Poste, situato in Piazza Alessandro Vittoria, rappresenta un notevole esempio di stratificazione storica e architettonica:
- 1512: Sul sito sorgeva il rinascimentale Palazzo dei Baroni a Prato, celebre per il suo splendido giardino all’italiana.
- 1830: L’edificio fu trasformato in raffineria di zucchero, segnando la prima attività manifatturiera nel centro storico di Trento.
- 1845 e 1889: Dopo un incendio nel 1845, l’architetto austriaco Friedrich Setz progettò, nel 1889, un nuovo palazzo postale in stile asburgico, volto a trasmettere la potenza dell’Impero.
Negli anni ’30 del Novecento, il regime fascista affidò all’architetto futurista Angiolo Mazzoni l’incarico di riqualificare l’edificio, eliminando i riferimenti asburgici per conformarlo allo stile del periodo. In questo modo, l’edificio, caratterizzato dal colore “azzurro Savoia”, venne inaugurato nel 1934, integrando elementi storici – come il portale del 1512 e alcune arcate del portico colonnato – in una sintesi di architettura razionalista e valorizzazione del passato.
Elementi d’Arte e Dettagli Architettonici
Tra le opere e le soluzioni architettoniche di pregio, l’edificio ospita:
- La Sala delle Quattro Colonne: originariamente decorata con vetrate di Fortunato Depero, oggi purtroppo scomparse.
- L’affresco di Luigi Bonazza: ancora esistente e attualmente in fase di restauro.
- Decorazioni originali: tracce di intonaco azzurro sabaudo, che la Soprintendenza sta valutando di ripristinare.
Problemi di Degrado e Iniziative di Ristrutturazione
Lo stato di degrado dell’immobile ha radici in una serie di eventi e decisioni:
- Accordo Urbanistico del 2016: fu stipulato un accordo tra il Comune e la proprietà per definire le destinazioni d’uso, ma la relativa Convenzione non trovò esecuzione, lasciando l’edificio in uno stato di abbandono.
- Ripresa del Dialogo nel 2021: Poste Italiane, nell’ambito della sua politica di riqualificazione del patrimonio immobiliare, avviò nuovamente i negoziati per dare nuovo impulso al progetto.
- Sanatoria Edilizia: uno degli ostacoli principali è stato il ripristino della legittimità edilizia, ostacolato da interventi non regolarizzati e dal vincolo della Soprintendenza. Nel 2022 si è conclusa la fase di sanatoria con il deposito della richiesta del permesso di costruire.
- Revisione della Convenzione: i vincoli originariamente previsti non risultano più coerenti con le esigenze attuali, soprattutto per quanto riguarda la destinazione del piano superiore, originariamente progettato per residenze di almeno 80 mq e ora da ripensare in chiave moderna e in linea con il mercato immobiliare.
Il Progetto di Ristrutturazione

Il progetto, curato da VDV Architetti in collaborazione con altri studi, mira a coniugare la valorizzazione storica con l’inserimento di nuove funzioni, prevedendo:
- Restauro conservativo: recupero degli elementi storici e delle opere d’arte.
- Ufficio Postale e spazi commerciali: mantenimento dell’ufficio al piano terra, integrato da spazi commerciali e un’area ristorativa.
- Coworking: riutilizzo degli uffici originali al primo piano per creare spazi di coworking.
- Residenze: progettazione modulare di nuove unità abitative al secondo piano, sfruttando lo spazio tra le capriate del sottotetto.
- Riqualificazione degli spazi esterni: ridefinizione degli accessi, con particolare attenzione alla scalinata su Via Calepina e alla connessione armoniosa con Piazza Alessandro Vittoria.
- Accessibilità: adeguamento delle strutture per garantire l’accessibilità ai disabili, con la revisione della scalinata d’ingresso e la rimozione di alcuni parcheggi.
L’obiettivo finale è creare un collegamento più fluido tra l’edificio e la piazza, recuperando anche il caratteristico colore blu acceso che ne segnava le origini, e integrando il mercato storico nel nuovo contesto urbano. In sintesi, l’intervento rappresenta un modello esemplare di rigenerazione urbana: un’operazione che, pur rispettando le tracce del passato, proietta l’edificio verso nuove e contemporanee funzioni.












