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Trento
25 marzo | 11:28

Il Palazzo delle Poste tra un presente di degrado e un futuro che si spera all'altezza del sua passato: al Rotary Trento storia e progetti di riqualificazione dell'area

L’obiettivo finale è creare un collegamento più fluido tra l’edificio e la piazza, recuperando anche il caratteristico colore blu acceso che ne segnava le origini, e integrando il mercato storico nel nuovo contesto urbano. Ogni dettaglio presentato in una conviviale del Rotary Club Trento

di Redazione

TRENTO. Il Palazzo delle Poste e la sua storia: è stato un incontro davvero ricco di curiosità e spunti quello avvenuto lunedì 17 marzo al Grand Hotel Trento organizzato dal Rotary Club Trento, presieduto da Fabio Bernardi con l'archietetto Alberto Winterle e l'assessora all'urbanistica e sviluppo economico del comune, Monica Baggia. Il focus della serata era il Palazzo delle Poste di Trento, un edificio che, per la sua inconsueta architettura, ha sempre suscitato domande: da dove proviene un immobile così singolare? Perché, pur avendo attirato l’attenzione di chi lo osserva quotidianamente, è stato lasciato andare in degrado?

 


 

Ecco cosa è emerso

 

Una Storia di Stratificazioni

Il Palazzo delle Poste, situato in Piazza Alessandro Vittoria, rappresenta un notevole esempio di stratificazione storica e architettonica:

  • 1512: Sul sito sorgeva il rinascimentale Palazzo dei Baroni a Prato, celebre per il suo splendido giardino all’italiana.
  • 1830: L’edificio fu trasformato in raffineria di zucchero, segnando la prima attività manifatturiera nel centro storico di Trento.
  • 1845 e 1889: Dopo un incendio nel 1845, l’architetto austriaco Friedrich Setz progettò, nel 1889, un nuovo palazzo postale in stile asburgico, volto a trasmettere la potenza dell’Impero.

 

Negli anni ’30 del Novecento, il regime fascista affidò all’architetto futurista Angiolo Mazzoni l’incarico di riqualificare l’edificio, eliminando i riferimenti asburgici per conformarlo allo stile del periodo. In questo modo, l’edificio, caratterizzato dal colore “azzurro Savoia”, venne inaugurato nel 1934, integrando elementi storici – come il portale del 1512 e alcune arcate del portico colonnato – in una sintesi di architettura razionalista e valorizzazione del passato.

 

Elementi d’Arte e Dettagli Architettonici

Tra le opere e le soluzioni architettoniche di pregio, l’edificio ospita:

  • La Sala delle Quattro Colonne: originariamente decorata con vetrate di Fortunato Depero, oggi purtroppo scomparse.
  • L’affresco di Luigi Bonazza: ancora esistente e attualmente in fase di restauro.
  • Decorazioni originali: tracce di intonaco azzurro sabaudo, che la Soprintendenza sta valutando di ripristinare.

 

Problemi di Degrado e Iniziative di Ristrutturazione

Lo stato di degrado dell’immobile ha radici in una serie di eventi e decisioni:

  • Accordo Urbanistico del 2016: fu stipulato un accordo tra il Comune e la proprietà per definire le destinazioni d’uso, ma la relativa Convenzione non trovò esecuzione, lasciando l’edificio in uno stato di abbandono.
  • Ripresa del Dialogo nel 2021: Poste Italiane, nell’ambito della sua politica di riqualificazione del patrimonio immobiliare, avviò nuovamente i negoziati per dare nuovo impulso al progetto.
  • Sanatoria Edilizia: uno degli ostacoli principali è stato il ripristino della legittimità edilizia, ostacolato da interventi non regolarizzati e dal vincolo della Soprintendenza. Nel 2022 si è conclusa la fase di sanatoria con il deposito della richiesta del permesso di costruire.
  • Revisione della Convenzione: i vincoli originariamente previsti non risultano più coerenti con le esigenze attuali, soprattutto per quanto riguarda la destinazione del piano superiore, originariamente progettato per residenze di almeno 80 mq e ora da ripensare in chiave moderna e in linea con il mercato immobiliare.

 

Il Progetto di Ristrutturazione

 

 


 

Il progetto, curato da VDV Architetti in collaborazione con altri studi, mira a coniugare la valorizzazione storica con l’inserimento di nuove funzioni, prevedendo:

  • Restauro conservativo: recupero degli elementi storici e delle opere d’arte.
  • Ufficio Postale e spazi commerciali: mantenimento dell’ufficio al piano terra, integrato da spazi commerciali e un’area ristorativa.
  • Coworking: riutilizzo degli uffici originali al primo piano per creare spazi di coworking.
  • Residenze: progettazione modulare di nuove unità abitative al secondo piano, sfruttando lo spazio tra le capriate del sottotetto.
  • Riqualificazione degli spazi esterni: ridefinizione degli accessi, con particolare attenzione alla scalinata su Via Calepina e alla connessione armoniosa con Piazza Alessandro Vittoria.
  • Accessibilità: adeguamento delle strutture per garantire l’accessibilità ai disabili, con la revisione della scalinata d’ingresso e la rimozione di alcuni parcheggi.

 

L’obiettivo finale è creare un collegamento più fluido tra l’edificio e la piazza, recuperando anche il caratteristico colore blu acceso che ne segnava le origini, e integrando il mercato storico nel nuovo contesto urbano.  In sintesi, l’intervento rappresenta un modello esemplare di rigenerazione urbana: un’operazione che, pur rispettando le tracce del passato, proietta l’edificio verso nuove e contemporanee funzioni.

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