Niente neve a terra nel centro di Andalo ma quasi 2 metri sulla cima del Grostè: "In alta quota accumuli inferiori alla media e caduti a fine inverno"
Il dato più alto sul fronte dell'altezza neve a suolo è del Grostè con 183 centimetri. I dati di MeteoTrentino. Ingegnere ambientale e membro di Meteo Trentino Alto Adige, Giacomo Poletti: "Le ultime precipitazioni hanno certamente migliorato la situazione di innevamento in quota, in un inverno contraddistinto da precipitazioni abbastanza vicine alla norma o inferiori in qualche zona, con la particolare caratteristica di essere state quasi sempre nevose a quote superiori ai 1500 metri"

TRENTO. Ci sono circa 5 centimetri sul Paneveggio a 1.535 metri, mentre sono poco meno di due metri di neve sulla cima del Grostè in val Rendena.

Un inverno che sembra positivo per Campiglio, con i record di primi ingressi toccati durante le festività di Natale e Capodanno. La partenza è stata in sordina in molte destinazioni con qualche rinvio e un po' di fatica nel preparare le piste. A ogni modo la maggior parte delle località erano riuscite a far partire gli impianti per il week end dell'Immacolata.
Dopo il boom delle festività, c'è stato un altro rallentamento per l'industria della neve che comunque è rimasta piuttosto positiva. Qualche perturbazione è poi transitata sulle montagne. Le precipitazioni sono state anche piuttosto frequenti ma quasi sempre di portata inferiore alle attese.
Una stagione caratterizzata da temperature più alte rispetto alle medie del periodo, una dinamica che ha portato la neve a trasformarsi spesso in pioggia.

Il dato più alto sul fronte dell'altezza neve a suolo è del Grostè con 183 centimetri mentre a passo Rolle siamo a 163 centimetri. Il podio è completato dai 133 centimetri di passo Valles. Questo emerge dai nivometri di MeteoTrentino.
"Le ultime precipitazioni hanno certamente migliorato la situazione di innevamento in quota, in un inverno contraddistinto da precipitazioni abbastanza vicine alla norma o inferiori in qualche zona, con la particolare caratteristica di essere state quasi sempre nevose a quote superiori ai 1500 metri", dice Giacomo Poletti, ingegnere ambientale e membro di Meteo Trentino Alto Adige. "Nella situazione attuale siamo quindi abbastanza al riparo da potenziali siccità primaverili, sebbene la copertura nevosa attuale si riveli insufficiente per garantire una protezione ai ghiacciai durante la prossima estate. In alta quota si tratta infatti di accumuli ancora ben inferiori alla norma e caduti perlopiù a fine inverno, quindi non consolidati e maggiormente ricchi d'aria".











