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Bolzano
12 dicembre | 19:18

Un castello del XVI° secolo ''nel cuore delle Dolomiti'' in vendita: 2000 metri quadri, 12 camere e 8 bagni. I Verdi: ''La gente è delusa e chiede di salvaguardare la nostra identità''

L'allarme dei Verdi: "L’eredità storica dei Ladini finirà probabilmente nelle mani di un fondo d’investimento. Non critichiamo chi vende ma chiediamo alla Provincia, assieme ai Comuni perché non provare a intervenire per trasformarlo in uno spazio pubblico che promuova la cultura?"

BOLZANO. Duemila metri quadri, dodici camere, otto bagni, oltre tremila metri quadri di spazi esterni. E anche una Spa, una palestra, un'area fitness. La trattativa è riservata (sul sito di Sotheby’s si legge: “Un castello senza tempo nel cuore delle Dolomiti”. “Trattativa riservata”), ma voci di corridoio dicono che per l'acquisto potrebbero bastare venti milioni di euro. E' in vendita Castel Colz a La Villa, gioiello architettonico del XVI secolo, raro esempio di residenza signorile in stile gotico-rinascimentale.

Voluto nel 1536 da Hans von Rubatsch con il permesso dell'imperatore Ferdinando I, fu completato in soli dodici mesi e successivamente appartenne alla famiglia Colz, da cui prende il nome. Per gli abitanti della Val Badia è la Gran Ciasa di La Villa, e il fatto che sia in vendita lascia senza parole la popolazione. A segnalare discussa vendita è Elide Mussner, dei Verdi, che lancia un grido d'allarme: “Non si tratta di criticare chi mette in vendita questo immobile, ma di evidenziare la perversità di un sistema che non conosce più la sostenibilità sociale. Il sistema immobiliare in Alto Adige è ormai caduto nella speculazione”, afferma Elide Mussner, consigliera comunale di Badia.

 

“Già alcuni anni fa – spiega Mussner - si era tentato di vendere il castello al Comune. Una valutazione aveva stimato il valore dell’immobile storico a circa 3,5 milioni di euro. Il castello è sottoposto a tutela storico-artistica e il Comune ha un diritto di prelazione. Ma come potrebbe un ente pubblico giustificare un investimento di 20 milioni di euro per un castello? L’eredità storica dei Ladini finirà probabilmente nelle mani di un fondo d’investimento o di qualche persona estremamente facoltosa. La svendita della Heimat nella sua forma più evidente”.

 

Secondo Mussner, alla base di questa speculazioni ci sono diverse motivazioni, una tra tutte la notorietà internazionale del territorio, alla quale si aggiunge la scarsa disponibilità di immobili sul mercato, due fattori che fanno impennare i prezzi. “È diventato quasi impossibile mantenere un immobile storico come la Gran Ciasa con mezzi privati, a meno di trasformarlo in un’attività commerciale, cioè un hotel – prosegue Mussner - ma lo stop a nuovi posti letto al momento lo impedisce. La situazione è intricata. Le persone sono deluse. “La nostra identità ladina viene venduta”, si sente dire tra i cittadini. Se la Provincia di Bolzano, assieme ai Comuni, potesse intervenire per trasformare il castello in uno spazio pubblico che promuova cultura, arte e incontro per la comunità ladina, sarebbe un investimento concreto nella sostenibilità sociale”, conclude la consigliera di Verdi.

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