A Rovereto è realtà Ri-Cibo Solidale, il nuovo spazio nell'ex cabina elettrica messa a disposizione da Dolomiti Energia: "Un'officina culturale per creare relazioni"
Trasformare la risposta alla vulnerabilità sociale da assistenzialismo a percorso di emancipazione e di welfare sussidiario. Ecco il progetto "Ri-Cibo Solidale / Empori della Solidarietà Rovereto”. Un’iniziativa che coinvolge il Comune, Dolomiti Energia, Trentino Solidale, Rovereto Solidale e Caritas

ROVERETO. L'Emporio solidale di Rovereto è diventato realtà. Un unico spazio che risponde a più esigenze: rispondere ai bisogni di persone fragili, rigenerare un edificio non più usato e creare luoghi di incontro e di relazione nella comunità.
La dimensione di "Ri-cibo solidale / Empori della solidarietà Rovereto" è la condivisione. Un progetto che coinvolge il Comune di Rovereto e Dolomiti Energia, Trentino Solidale, Rovereto Solidale e Caritas. Un'iniziativa che si estende alle Acli, Itas Solidale e Banca d'Italia.
"Oggi si apre un percorso importante in questi nuovi spazi", spiega Arianna Miorandi, assessora alla cura e al benessere sociale del Comune di Rovereto. "Una nuova linfa ai progetti di sostenibilità e di solidarietà alimentare, oltre alle iniziative di sensibilizzazione contro lo spreco alimentare. Non solo una casa per l'Emporio ma un luogo di comunità, un'officina culturale e sociale: questi spazi sono pensati come punto di ascolto e di relazioni, così come per ospitare laboratori e associazioni. Un grazie a tutte le realtà che partecipano al rilancio di questo edificio, in particolare a Dolomiti Energia per la concessione dell'immobile".
L'ex cabina elettrica "Pista" in via Udine viene così "restituita" alla comunità. "E' un momento importante - dice Silvia Arlanch, presidente di Dolomiti Energia - siamo orgogliosi di contribuire a questo progetto che coniuga sostenibilità, welfare di comunità e creazione di valore per il territorio e per le persone".
E' stata la prima cabina elettrica costruita a servizio del territorio roveretano, ammodernata nel corso degli anni e infine dismessa per i cambi di esigenze. Ecco l'intuizione di riqualificare l'immobile e di concedere in comodato d'uso gratuito l'edificio.
"Si passa da una vocazione industriale a quella della comunità", aggiunge Arlanch. "Essere vicini al territorio significa mettere la nostra forza industriale e la capacità di generare valore al servizio delle comunità in cui siamo cresciuti. Questa iniziativa conferma l’impegno di Dolomiti Energia nel promuovere sinergie con i territori, creare benefici concreti e duraturi per le persone. Un percorso che coniuga sostenibilità, innovazione, uso responsabile delle risorse, trasformando il valore generato dall’energia in opportunità di coesione e sviluppo per le comunità di oggi e di domani".

Motori poi del progetto sono Trentino Solidale, Rovereto Solidale e Caritas. L’iniziativa risponde a un fenomeno sempre più evidente: il progressivo impoverimento di famiglie e lavoratori a reddito medio-basso, colpiti dal carovita, dall'aumento dei costi abitativi e dalla precarietà lavorativa.
"Si realizza un sogno. L'esigenza di spazi di questo tipo è emersa qualche anno fa, sono state valutate diverse situazioni che non si sono concretizzate ma è valsa, però, la pena aspettare. Un plauso al dirigente Gianni Festi e alle strutture comunali per la velocità nel riqualificare questi spazi", continua Giorgio Casagranda, presidente di Trentino Solidale, con Emilio Manica di Rovereto Solidale. "La sede di via Monza resta aperta per non togliere punti di riferimento ai cittadini ma siamo felici di essere anche qui e di condividere questi luoghi con altre realtà del territorio come la Caritas. E' un'occasione importante per rispondere ai bisogni dei cittadini. Un ringraziamento ai volontari che collaborano sempre con convinzione e disponibilità".
Il progetto prevede un piccolo market solidale: gli scaffali ospitano alimenti, prodotti per l’igiene personale e domestica, ma anche altro materiale per rispondere in modo più completo possibile ai bisogni quotidiani delle famiglie.
Ma l’Emporio non è solo un luogo di distribuzione. "Sono spazi di valore per creare relazioni tra le persone", le parole di Cristian Gatti, coordinatore area Comunità della Caritas. "Un incontro che parte da un bisogno per allargare la prospettiva di speranza. Questo è un luogo di ascolto ma anche di accompagnamento in un momento di fragilità. Crediamo nell'opportunità di creare un'officina culturale per attività, per esempio, sull'educazione finanziaria, la lettura delle bollette e altre forme di educazione".
La volontà è di rafforzare le reti e le connessioni tra enti. "Oggi è un punto di partenza per costruire un percorso e investire in questo progetto", prosegue Annalisa Pasini, presidente di Caritas. "Non si tratta solo di un’iniziativa di sostegno materiale, ma di un segno concreto di come il territorio possa farsi carico dei bisogni e costruire percorsi ambiziosi".
Il ruolo di questi spazi è più profondo. "I progetti nascono da un punto di vista ideale e poi la rete, la sinergia e la voglia di collaborare concretizza le iniziative. In questo caso si parte da un'esigenza che tocca anche gli aspetti di confronto sociale e di relazioni. Il dialogo è iniziato con le amministrazioni precedenti e adesso siamo in questi spazi. I luoghi sono fondamentali per far funzionare le attività. Un ringraziamento a Dolomiti Energia per aver creduto in questo progetto sociale che rafforza i servizi alla persona e di aver avuto l'intuizione di mettere a sistema questo edificio che viene rigenerato e che diventa così un valore aggiunto per la comunità. Questa nuova casa è un punto di partenza per altre attività e può aprire a ulteriori opportunità", conclude Giulia Robol, sindaca di Rovereto.














