Che cosa significa davvero prendersi cura di una persona? Storie di vita con "Oltre il giardino"
Un incontro, organizzata dal Comune di Tesero in collaborazione con il Lions Club Fiemme e Fassa, dedicato alle storie di cura, delle persone malate e dei caregiver: a coloro che vivono la malattia e a chi, ogni giorno, accompagna, sostiene e si prende cura

TESERO. Che cosa significa davvero prendersi cura di una persona? E come possiamo fare in modo che, anche nella malattia e nella fragilità, ciascuno continui a essere protagonista della propria storia? A queste domande risponde "Oltre il giardino".
Un incontro dedicato alle storie di cura, delle persone malate e dei caregiver: a coloro che vivono la malattia e a chi, ogni giorno, accompagna, sostiene e si prende cura.
La serata, organizzata dal Comune di Tesero in collaborazione con il Lions Club Fiemme e Fassa, è in programma alle 20.30 di mercoledì 21 ottobre alla Sala Bavarese di Tesero.
A guidare il pubblico in questo percorso sarà Marco Bonetti, specializzato in Igiene e Cura Preventiva, con la moderazione di Massimo Melo, medico esperto in cure palliative.
Le letture di Serena Fiorio, accompagnate dalle note al pianoforte di Marika Bettin, della Scuola di Musica Il Pentagramma, contribuiranno a creare uno spazio di ascolto in cui parole, musica ed esperienza potranno incontrarsi con delicatezza.
L'iniziativa nasce dalla consapevolezza che curare non significa soltanto intervenire sulla malattia, ma riconoscere la persona nella sua interezza, con i suoi desideri, i suoi valori, le sue paure e il suo bisogno di essere ascoltata.
L'arte della cura si costruisce attraverso una relazione che mette al centro la dignità della persona, il suo diritto a essere protagonista della propria storia e a ricevere trattamenti appropriati, rispettosi delle sue volontà e dei suoi bisogni. Un'attenzione che riguarda anche chi le sta accanto, spesso portando con sé fatiche, domande ed emozioni che meritano ascolto.
Andare “oltre il giardino” significa guardare oltre ciò che è immediatamente visibile, per incontrare le persone, le loro storie e ciò che davvero conta per loro.
La serata, spiegano gli organizzatori, non sarà una semplice conferenza, ma un'occasione aperta di partecipazione e dialogo. Chi lo desidererà potrà intervenire, condividere riflessioni o semplicemente ascoltare, nel rispetto della sensibilità e dell'esperienza di ciascuno.
Perché parlare di cura significa parlare di tutti noi: della fragilità che ci accomuna, del valore delle relazioni e della possibilità di attraversare anche i momenti più difficili con maggiore consapevolezza, rispetto e umanità.














