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Belluno
03 febbraio | 16:31

Da Vaia alle Olimpiadi, Belluno inaugura il Centro coordinamento soccorsi: “In caso di emergenza, la provincia è pronta”. Investiti 1,5 milioni di euro

Primo banco di prova sarà la gestione della sicurezza durante le Olimpiadi e le Paralimpiadi, ma il Ccs diventerà poi soprattutto il luogo di coordinamento delle operazioni nel caso si verificassero emergenze sul territorio, come in passato furono nevicate particolarmente abbondanti, Vaia, il Covid o eventi di dissesto idrogeologico

BELLUNO.Se succede un’emergenza, o per ospitare grandi eventi, a partire dalle imminenti Olimpiadi, la provincia è pronta”. È netto il commento del presidente Roberto Padrin al nuovo Centro coordinamento soccorsi (Ccs) di Belluno, unico in Italia per strutture e tecnologie, a margine della sua inaugurazione avvenuta nella giornata di martedì 3 febbraio.

 

La struttura si trova presso il Comando provinciale dei vigili del fuoco e comprende la sala operativa interforze, la sala di protezione civile e appunto il Ccs. Frutto di una collaborazione anche finanziaria tra istituzioni, mondo sindacale e società civile, è stato inaugurato alla presenza dei vertici delle forze dell’ordine, della Provincia e del Comune di Belluno, dell’assessora regionale alla protezione civile Elisa Venturini e del sottosegretario all'Interno Emanuele Prisco.

 

"È un onore essere qui oggi - afferma il prefetto Antonello Roccoberton - perché questa struttura è frutto dell’impegno e della dedizione di tutti. L’emergenza Vaia aveva evidenziato l’esigenza di adeguare la sala operativa provinciale di protezione civile, al tempo collocata presso il nucleo elicotteri carabinieri di Belluno: ora abbiamo un luogo sicuro a livello antisismico e dotato di una strumentazione informatica e tecnologica performante”.

 

Primo banco di prova sarà la gestione della sicurezza durante le Olimpiadi e le Paralimpiadi, ma il Ccs diventerà poi soprattutto il luogo di coordinamento delle operazioni nel caso si verificassero emergenze sul territorio, come in passato furono nevicate particolarmente abbondanti, Vaia, il Covid o eventi di dissesto idrogeologico rilevanti che chiamano in causa più enti.

 

Il nuovo centro è frutto di un investimento di poco meno di 1,5 milioni di euro, provenienti da diverse fonti: 420 mila euro dalla Provincia di Belluno, 390 mila euro dal Fondo welfare raccolti attraverso donazioni dal mondo sindacale e Confindustria veneta, 200 mila euro dal Ministero dell’interno, 135 mila euro dal Dipartimento vigili del fuoco e 85 mila euro dalla Regione Veneto. Infine, il contributo di Fondazione Cariverona per l’acquisto delle attrezzature ammonta a circa 200 mila euro.

 

Tutto però è partito con Vaia. “Nel mio percorso amministrativo - prosegue Padrin - oggi è una delle giornate che più mi emoziona, perché nel 2018 eravamo presenti: giornate che hanno toccato cuori, menti e mani di tante persone che ci hanno aiutato a ricostruire un territorio sconvolto dalla tempesta. Allora venne l’idea di creare un centro adeguato per calamità ed emergenze di vario genere, perciò abbiamo iniziato a raccogliere i soldi e, dopo un percorso lungo e complicato, possiamo finalmente dire che ce l’abbiamo fatta. Siamo tutti orgogliosi di un luogo che, così strutturato, non c’è in nessun’altra parte d’Italia”.

 

“Ancora una volta - aggiunge l’assessora Venturini - il Veneto dimostra come da un’emergenza si arrivi a una resilienza strutturale, come da una situazione di difficoltà si possano trovare mezzi e risorse per cercare di dare risposte non solo al bellunese ma, in occasione delle Olimpiadi, anche a livello planetario”.

 

Si partirà infatti tra pochi giorni per gestire il grande afflusso di visitatori, sportivi e autorità internazionali a Cortina. Successivamente, nel fronteggiare qualsiasi tipo di situazione eccezionale spetterà al prefetto il compito di coordinare gli interventi tra le forze dell’ordine. “Questa casa della protezione civile - afferma infatti Roccoberton - sarà il punto di riferimento non solo per l’evento olimpico, ma ogni qualvolta servirà l’efficacia di tutte le componenti di sicurezza e protezione civile”.

 

Un centro che Eros Mannino, capo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, definisce frutto di un vero e proprio “sistema Belluno”. “Si tratta di una giornata importante - conclude Mannino - non solo per noi vigili, che abbiamo l’onore di ospitare questa struttura, ma per tutta la collettività. Arriviamo infatti ad oggi dopo un lavoro importante: tagliare un nastro vuol dire che tutto un sistema di persone ha creduto nel progetto e si è sacrificato per raggiungere l’obiettivo”.

 

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