Si celebra il centenario di Abdus Salam, il gigante visionario e premio Nobel della fisica. Il suo nome e il suo pensiero indissolubilmente legati a Trieste
Il Centro internazionale di fisica teorica di Trieste celebra quest'anno un gigante della fisica teorica a livello mondiale, che ha saputo elevare lo studio scientifico all'eccellenza e al contempo abbattere i confini ed estenderlo anche agli allora paesi in via di sviluppo

TRIESTE. Il 29 gennaio ricorrono i 100 anni dalla nascita di Abdus Salam, fisico pachistano e figura di fama mondiale nonché vincitore del premio Nobel del 1979, il cui nome e pensiero tuttavia restano indissolubilmente legati alla città di Trieste.
Proprio a Trieste infatti Salam ha lavorato assieme a illustri colleghi, doveroso in tal senso ricordare l'imprescindibile contributo del visionario fisico Paolo Budinich, Lussignano di nascita ma triestino d'adozione, in funzione di un progetto destinato a trasformare la fisionomia stessa della città, rendendola un punto di riferimento per fisici e scienziati da tutto il mondo, nonché per la ricerca condivisa e la cooperazione internazionale, e tutto questo grazie alla fondazione, nel 1964 dell’International Centre for theoretical physics, il Centro internazionale di fisica teorica di Trieste (Ictp) che oggi porta il suo nome.
La fondazione di un polo scientifico di tale rilevanza a Trieste è avvenuta, giova ricordarlo, nell'epoca delle tensioni della guerra fredda, in cui la città assunse la valenza di avamposto prossimo alla cortina di ferro, e in apparenza troppo vicina al confine caldo per ospitare in seno una struttura potenzialmente sensibile come un centro di ricerca.
Una sfida portata avanti assieme al collega e amico Budinich, a cui si deve, nel complesso, la visione e la realizzazione non di un singolo polo di ricerca, ma di una rete di strutture scientifiche di diversa natura (tra cui rientrano, oltre al Centro di fisica, anche il “Sincrotrone”, la Sissa o l'immaginario scientifico, tra gli altri) che oggi compongono il cosiddetto “Sistema Trieste”.
L'elemento straordinario del Centro di fisica, e della visione a monte della sua fondazione, risiede nel desiderio di non volersi limitarsi a creare l'ennesima sede accademica, quanto un vero e proprio crocevia di scienza e culture diverse, dove i giovani ricercatori potessero confrontarsi e molti di questi provenivano (e provengono tutt'ora) da Paesi in via di sviluppo, mettendo al centro la circolazione delle idee e del pensiero scientifico quale amalgama fondamentale per la coesione sociale di tutto il mondo, a prescindere da etnia o censo.
Non a caso fu proprio Abdus Salam a sostenere in più occasioni l’idea che la scienza dovesse essere patrimonio comune dell’umanità, e quindi terreno condiviso per il progresso alla portata di tutti. In tal senso torna l'elemento di Trieste quale luogo ideale per la collocazione di un progetto tanto ambizioso quanto trasversale, in quanto città di mare e di porto, pertanto incline agli scambi, con una storia fatta di diversi passaggi di sovranità e la cui cultura sociale è sorretta dalle diversità etniche e linguistiche che compongono le sue comunità.
Nel corso della sua carriera Abdus Salam avrebbe concentrato i suoi studi sulla fisica delle particelle. Nel 1979 ricevette il Premio Nobel, condiviso con Sheldon L. Glashow e Steven Weinberg, in riconoscimento del suo ruolo determinante nello sviluppo della teoria dell’interazione elettrodebole.
Salam fu tra i primi a teorizzare che la forza “debole” come quella del decadimento radioattivo e la forza elettromagnetica sono in realtà espressioni manifestazioni diverse della stessa forza a energie elevate, contribuendo dando anche un impulso verso diverse tecnologie che utilizziamo oggi, ad esempio in ambito medico-radiologico, ma non solo.
Per il centenario dalla nascita di Abdus Salam, l’Ictp di Trieste ha indetto una serie di eventi per celebrare la ricorrenza lungo tutto il corso del 2026, tra cui la partecipazione al festival “Scienza e virgola” la prossima primavera e lo spettacolo teatrale “Il processo ad Abdus Salam” il 4 giugno al Teatro Miela.












