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Aumentano in provincia le mamme che lavorano fuori casa con figli piccoli. Olivi "Frutto delle nuove politiche del lavoro e dell'affrontare il tema della famiglia in modo innovativo"

Ecco tutti i dati sulla situazione lavorativa  delle neo mamme trentine che sono stati forniti dall'assessore Alessandro Olivi in risposta ad una interrogazione della consigliera Violetta Plotegher.  Tra i dati si registra anche un aumento delle collaboratrici domestiche

Di gf - 27 dicembre 2016 - 18:59

TRENTO. Crescono in Trentino il numero di madri lavorano fuori casa anche con figli piccoli e sono in crescita le collaborazioni domestiche. Questo quello che risulta dai dati che sono stati forniti dall'assessore provinciale Alessandro Olivi rispondendo ad una interrogazione fatta dalla consigliera Violetta Polotegher sulla situazione lavorativa delle neo mamme trentine.

 

Secondo i dati forniti da Olivi, il numero delle madri con figli tra 0 e 5 anni in provincia di Trento è aumentato tra il 2013 e il 2015 di 564 unità (nel 2013 le neo-madri erano 25.047, nel 2014 erano 25.574 e nel 2015 erano 25.611). Nel 2013 le neo-madri occupate erano 15.980, ossia il 63,8% del totale, nel 2014 erano 16.928, ossia il 66,2% del totale, nel 2015 il numero delle neo-madri occupate ha raggiunto quota 17.303, ossia il 67,6% del totale.

 

Olivi segnala che “il numero delle madri con figli tra 0 e 5 anni disoccupate, è variato negli anni, passando da 1.476 unità nel 2013 a 1.173 unità nel 2014 , a 1.666 unità nel 2015”.

 

Le neo-madri che non cercavano lavoro nel 2013 erano 7.591, nel 2014 erano 7.474 e nel 2015 sono scese a 6.642. “Il numero delle donne con figli piccoli che non sono alla ricerca di un lavoro –  continua Olivi – è quindi diminuito nel triennio 2013-2015”.

 

Ad aumentare nella nostra provincia, però, è comunque il numero di madri occupate, indipendentemente dall’età dei figli. Nel 2013 erano 55.784 unità e siamo arrivati a 59.532 nel 2015.

Un trend positivo si registra sia per quanto riguarda le lavoratrici madri alle dipendenze che sono arrivate nel 2015 a 51.827, ossia l’87,1% del totale, sia per le lavoratrici indipendenti che dopo un calo nel 2014 sono tornare ad aumentare nel 2015 arrivando a 7.705 unità.

 

“L'aumento delle madri che lavorano – ha spiegato Alessandro Olivi - è il frutto di una serie di strumenti che con il piano di politiche per il lavoro noi abbiamo messo a disposizione per incentivare attraverso il tema della conciliazione, un giusto rapporto tra carichi familiari e lavoro”.

 

Da considerare, ha spiegato l'assessore, anche “il risultato di una politica per cui noi non vogliamo scoraggiare il lavoro e l'occupazione femminile in quanto le mamme debbono avere l'unicità della responsabilità. Per questo abbiamo aumentato le indennità anche per i congeli parentali dei papà. Questa è una vera operazione di genere che consente di dare una possibilità ad una famiglia di scegliere. Un modo di affrontare tema della famiglia in modo innovativo”.

 

Tornado ai dati forniti in risposta all'interrogazione della consigliera Violetta Plotegher, per quanto riguarda le professioni, non disponendo del dato preciso riferito al numero di lavoratrici dipendenti del settore pubblico e di quello delle dipendenti del settore privato, l’assessore evidenzia tuttavia che “le lavoratrici di una serie di settori sicuramente privati (agricoltura, silvicoltura e pesca, industria in senso stretto, costruzioni, alberghi e ristoranti, trasporti e magazzinaggio, servizi di informazione e comunicazione, attività finanziarie e assicurative, attività immobiliari, servizi alle imprese e altre attività professionali e imprenditoriali) erano il 47,6% delle lavoratrici dipendenti totali nel 2013, il 46,6% nel 2014 e il 48% nel 2015 ”.

Un aumento si registra nell'ambito delle collaborazioni domestiche che se nel 2013 risultavano 5.612 unità, nel 2015, secondo dati Inps, siamo arrivati a 5.849 unità.

 

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