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Il Trento doveva iscriversi all'Eccellenza, il "Mezzo" non aveva diritto, la Federazione si auto-assolve e impugna la sentenza del Tar

La vicenda avviene nell'estate del 2015, l'Ac Mezzocorona retrocesso dalla serie D viene 'sfrattato' dal Comune e ottiene l'autorizzazione sul campo di Avio. Il Trento aveva contestato, senza successo, le mosse di Figc e Coni. La Federcalcio trentina si riunisce e delibera che aveva deciso in modo corretto 

Di Luca Andreazza - 18 gennaio 2018 - 15:49

TRENTO. Una sfida a colpi di carte bollate. Il 5 ottobre scorso il Tar del Lazio aveva deciso che il Trento doveva partecipare al campionato di Eccellenza della stagione 2015/16il Mezzocorona invece non aveva caratteristiche e requisiti previsti dalla normativa federale per ottenere l'ammissione alla categoria.

 

E la Federazione di casa nostra cerca di parare il colpo e anzi prova a smarcarsi. Una riunione interna della Federcalcio trentina, passata quasi in sordina, delibera nel comunicato del 2 novembre scorso (in fondo all'articolo testo integrale), che l'organo stesso aveva agito correttamente.

 

La Federazione trentina quindi prima si auto-assolve e poi passa la palla a livello nazionale, cioè la Lega dilettanti, per andare avanti e presentare ricorso. Una decisione in contrasto alla sentenza del Tar del Lazio.

 

Sentenza romana che, in sintesi, condannava e annullava le decisioni di FigcConiLega nazionale e Ac Mezzocorona. Tutto rigettato. Il Tar del Lazio aveva, infatti, deliberato che la ragione di spostamento non era una circostanza eccezionale, ma prevedibile perché la risoluzione della convenzione comunale era dettata dalla morosità dell'Ac Mezzocorona, e il 'nuovo' terreno di gioco non era adiacente alla sede della squadra, ma distava circa 65 chilometri. 

Una parabola ampiamente pronosticabile quella del Mezzocorona. La Federcalcio trentina spiega: "Considerato - si legge nel comunicato - che tale valutazione deve ovviamente privilegiare i soli aspetti di rilevanza tecnico-sportiva, tenuto anche conto del fine primario del Comitato di promuovere il gioco del calcio, e, in quanto tale, deve accordare preminenza all’interesse della società alla prosecuzione della propria attività agonistica nel campionato corrispondente al titolo sportivo di competenza, atteso che la disponibilità di un impianto di gioco è prescritta quale requisito di ammissione al campionato".

 

Poco importa quindi se la società fosse stata sfrattata per morosità e non disponesse della filiera del settore giovanile, escluso la formazione Juniores nella stagione 2016/17: sparita però nel giro di poche partite. E perciò delibera nuovamente, questa volta ex post e ancora all'unanimità, che è stata presa la decisione giusta.

 

Un Trento che avrebbe beneficiato solo in seconda battuta della mancata iscrizione del sodalizio della Piana Rotaliana: il posto in Eccellenza sarebbe spettato di diritto al Calciochiese e dopo al Trento. Le carte si rimescolano nel corso dell'estate, il Dro viene ripescato in serie D e quindi i chiesani salgono nel massimo campionato regionale. 

La società di via Sanseverino diventa così la prima società esclusa in graduatoria, ma il 3 settembre successivo arriva un'altra tegola: il Coni sentenzia che la decisione della Federazione è giusta: Mezzocorona e Trento restano rispettivamente in Eccellenza e Promozione. Questo prima del Tar del Lazio che interviene per dare ragione al Trento.

 

Ac Mezzocorona che chiuderà quel campionato di Eccellenza ultimo, mentre l'anno dopo si iscrive al campionato di Promozione: non arriverà mai a concluderlo tra goleade e mancanza di giocatori. Anzi, la società viene radiata per non essersi presentata all'appuntamento domenicale per cinque volte in stagione. Quella gara è finita, mentre questa continua a oltranza e in ballo ci sarebbe un maxi-risarcimento da 500 mila euro in favore dei gialloblu.

 

COMUNICATO INTEGRALE

Vista la sentenza n. 10070/2017, pubblicata in data 5 ottobre 2017, con la quale la Sezione prima ter del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha annullato, in accoglimento del ricorso proposto dall’A.C. Trento SCSD, il provvedimento di concessione in favore dell’A.C. Mezzocorona Srl della deroga richiesta per l’utilizzo, in vista dal Campionato di Eccellenza valevole per la stagione sportiva 2015-2016, di un impianto sito in altro comune, nonché della decisione del Collegio di Garanzia per lo Sport n. 00580 del 3 settembre 2015, di rigetto del gravame successivamente spiegato dalla stessa AC Trento SCSD dinanzi all’organo di ultima istanza della giustizia sportiva;

 

Premesso che l’annullamento della delibera di assenso della predetta autorizzazione in deroga, adottato dal Consiglio Direttivo del Comitato Provinciale Autonomo di Trento della L.N.D., in data 20 luglio 2015, è stato disposto per difetto di adeguata motivazione in ordine alle ragioni di eccezionalità della situazione venutasi a determinare a seguito della revoca, ad opera del Comune di Mezzocorona, della concessione per l’uso dell’impianto cittadino da parte del sodalizio calcistico locale;

 

Considerato, in particolare, che il T.A.R. ha ritenuto non esplicitate “le ragioni che…avrebbero integrato gli eccezionali e fondati motivi per concedere alla squadra la deroga richiesta”, in quanto il Comitato si sarebbe limitato a richiamare, nel corpo del provvedimento impugnato, “i pareri resi [sull’argomento] senza menzionarne né richiamarne i contenuti”;

 

Osservato che, sulla scorta di tali premesse, il Tribunale Amministrativo ha giudicato prive di pregio “anche le ulteriori circostanze poste dal Collegio di [Garanzia] a sostegno della decisione di respingere il ricorso [sottoposto al suo esame]”, e cioè “l’impossibilità di sindacare le ragioni addotte da un organo federale ai fini della concessione di un’autorizzazione, non essendo stati individuati [dal reclamante] i pretesi vizi logico-giuridici di legittimità della motivazione”;

 

Ritenuto che la sentenza del T.A.R. (che, ad ogni buon conto, formerà oggetto di appello al Consiglio di Stato da parte della LND), per come motivata, lascia comunque integro il potere del Comitato di riprovvedere sull’argomento, in quanto la caducazione degli atti impugnati è stata disposta per una carenza di motivazione comunque emendabile in sede di riedizione dell’attività amministrativa nel rispetto delle conseguenti regole conformative;

 

Precisato che le disposizioni applicabili alla fattispecie (art. 19 NOIF e 28 Regolamento di Lega) non prevedono alcun passaggio procedimentale consistente nell’acquisizione di pareri (secondo l’accezione tecnica del termine): il che spiega perché di tali pareri non esista alcun riscontro documentale e dimostra l’assoluta inconferenza del riferimento fatto al loro (preteso) omesso deposito;

 

Riesaminata la documentazione acquisita agli atti di questo Comitato in occasione della riunione del 20 luglio 2015, dalla quale risulta sin da allora comprovato che la disponibilità dell’impianto cittadino, di cui il Mezzocorona aveva in passato costantemente beneficiato, era venuta meno a seguito della revoca del relativo titolo concessorio ad opera dell’Amministrazione comunale;

 

Rilevato che l’accertamento della situazione di eccezionalità giustificativa dell’assenso della deroga richiesta deve essere effettuato (ora per allora) avuto esclusivo riguardo alla oggettività effettuale della situazione riscontrata, non essendo consentito a questo Comitato di sindacare il merito delle ragioni sottese alla succitata revoca (contestata, peraltro, dalla società calcistica in una sede contenziosa);

 

Ribadito che la valutazione della ricorrenza dei presupposti per l’assenso della deroga costituisce, pertanto, il frutto di un apprezzamento discrezionale implicante l’accertamento della esistenza di una situazione di oggettiva impossibilità all’utilizzo dell’impianto ricadente nel territorio comunale;

 

Considerato che tale valutazione deve ovviamente privilegiare i soli aspetti di rilevanza tecnico-sportiva, tenuto anche conto del fine primario del Comitato di promuovere il gioco del calcio, e, in quanto tale, deve accordare preminenza all’interesse della società alla prosecuzione della propria attività agonistica nel campionato corrispondente al titolo sportivo di competenza, atteso che la

disponibilità di un impianto di gioco è prescritta quale requisito di ammissione al campionato;

 

Ritenuto, conclusivamente, che nelle precedenti considerazioni risiedono i “fondati motivi” che legittimano il rilascio dell’autorizzazione in deroga;

 

DELIBERA

di assentire la AC Mezzocorona Srl la richiesta autorizzazione in deroga, confermandone l’ammissione al campionato di competenza. Approvata all’unanimità

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