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Verso la prima uscita contro il Venezia, Giacca: ''Puntiamo a far bene in campionato per riportare i tifosi al Briamasco''

Calcio. Dal Nido gialloblu alla seconda stagione consecutiva in serie D. Il numero uno del Trento: "Ringraziamo le società che ci ospitano, ma ormai è necessario un centro sportivo per crescere ancora. In futuro un nuovo marchio e l'ingresso in società di nuovi imprenditori"

Di Luca Andreazza - 23 luglio 2018 - 19:51

TRENTO. "Le aspettative sono buone, pensiamo di aver fatto un buon mercato tra conferme e nuovi arrivi. L'intenzione è giocare un campionato tranquillo e far bene già in coppa Italia per cercare di riavvicinare i tifosi al Trento", queste le parole di Mauro Giacca, numero uno del sodalizio di via San Severino, alla vigilia della prima uscita stagionale di martedì 24 luglio contro il Venezia di Stefano Vecchi, compagine di serie B (Qui info e biglietti).

 

"Certo - dice il presidente - l'anno scorso abbiamo commesso degli errori, ma siamo riusciti a mantenere la categoria e ora siamo ulteriormente in crescita. Il Trento deve diventare sempre di più un punto di riferimento per la comunità. Ora i gialloblu sono riconosciuti per serietà, solidità e organizzazione, ma la strada è ancora lunga. Dobbiamo lavorare ancora tanto".

 

Un'avventura iniziata cinque anni fa, quando Mauro Giacca rileva i gialloblu nel punto più basso della storia societaria. Qualche delusione e tanti successi. Dopo la falsa partenza in Promozione, i gialloblu hanno messo in bacheca i titoli di Coppa Italia provinciale e regionale, un campionato di Promozione e quello di Eccellenza. L'anno scorso la salvezza in extremis in quarta serie e si riparte da lì.

 

"L'emozione - spiega Giacca - è sempre più forte in quanto abbiamo investito tanto per il club. Basti pensare agli oltre 200 mila euro in collaborazione con Asis per rendere il Briamasco nuovamente accogliente. Quando la nuova proprietà ha rilevato il Trento si è trovata davanti una situazione degradante. Infiltrazioni e muffa, uffici in condizioni deplorevoli, spogliatoi rotti, piastrelle mancanti, un aspetto desolante. Abbiamo operato un profondo restyling per rispetto alla città. Oltre alla attività sportiva siamo sensibili alla solidarietà, dopo Lilt e Admo, da questa stagione per i prossimi tre anni abbracciamo con i nostri partner l'Associazione 27 giugno per aiutare gli invisibili".

 

Inno e nuove divise Macron, pullman luccicante e la partnership con la Juventus. "Cerchiamo di curare i dettagli - evidenzia il numero uno - perché l'immagine è importante. Nel prossimo futuro abbiamo intenzione di aprire un bando per rifare il marchio del Trento. La società è robusta, ma abbiamo intenzione di allargare la componente imprenditoriale per rendere i gialloblu ancora più forti".

 

Anni intensi. "Il cuore e la passione sono a trazione trentina - aggiunge Giacca -. Ho la fortuna di essere il presidente, ma sono tante le persone da ringraziare per questo percorso, come Daniele Sontacchi, Enrico ZobeleFabrizio Brunialti e tutto il Consiglio d'amministrazione composto da Claudio Bernabè, Alberto Betta, Carlo Massimiliano Curzel, Luigi D'Alessio, Marco Lorenz, Marcello Scali, Lorenzo Laner e Lorenzo Rizzoli, senza dimenticare Giampaolo Ossola, Paolo Decaminada. Poi Giovanni Gardelli, Loris Bodo e Elisa Moletta per il settore giovanile, Erminio Gizzarelli e Daniela Odorizzi per la prima squadra, ma anche Vincenzo Rapagnà. A questi si aggiunge la famiglia Alimonta e tutti i collaboratori che si spendono dietro le quinte con grandissimo impegno".

E il sogno del Nido gialloblu: un progetto iniziale che prevede un centro sportivo all'avanguardia per accogliere i circa 300 tesserati aquilotti.

 

"Siamo alla fase progettuale. E' un'opera necessaria - spiega il presidente - in quanto attualmente non abbiamo impianti idonei dove far convergere la nostra attività. Non abbiamo gli occhi chiusi e sappiamo che in questo momento disturbiamo altre società per poter effettuare gli allenamenti. Ringraziamo tutti i sodalizi che ci ospitano, ma un centro sportivo ormai è vitale. Attualmente se piove è fatto divieto di usare i campi in erba e i problemi aumentano".

 

Il Nido gialloblu è un progetto ambizioso. "A piccoli passi - prosegue Giacca - aggiungeremo altre strutture per un polo funzionale e importante in grado di diventare un punto di riferimento per il Trentino e per i nostri tesserati. La Giacca srl non interverrà per costruire nulla, ma auspico il pieno coinvolgimento delle imprese locali, tutte di qualità, per realizzare la nuova casa del calcio Trento".

 

Negli anni il rapporto sfilacciato con le altre società del Trentino si è rivelato un punto debole, debolissimo. "Dobbiamo collaborare - conclude Giacca - perché sono un valore aggiunto. Un settore giovanile solido può essere un vantaggio anche per le altre realtà. Non tutti i giocatori che crescono nel Trento possono ambire a palcoscenici nazionali, ma possono essere importanti per le categorie regionali. Le squadre delle valli sono importanti, senza le valli la città è morta, come un fiume senza i ruscelli".

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